Ad Acri pala eolica azionata a Pasqua, monta la protesta: «Uno scempio che non potrà mai più risorgere»
A Serra Capra il generatore è stato azionato suscitando indignazione tra gli abitanti e il comitato territoriale NAPA Popolo Unito aps. I cittadini denunciano l’alterazione di un territorio identitario e invitano a sostenere «una battaglia di civiltà»
Ad Acri, in località Serra Capra, una pala eolica è stata azionata domenica 5 aprile, giorno di Pasqua, suscitando sorpresa e indignazione tra gli abitanti e il comitato territoriale (Napa) Popolo Unito aps. «Dalla Crista, Serralonga, Pertina, Sorbo, Montagnola, Settarie, Carro Armato, Costantino, Aria delle Donne, Pagania… un eco di voci e di passa parola: “Cumpà, nun tinni si accuartu? Va vida, alla Caccitella, alla Serra Capra, ca si mova! …si sta moviannu!”», raccontano attraverso una nota stampa i cittadini, che hanno documentato con video l’azionamento dell’aerogeneratore.
Già nell’ottobre 2024 il comitato aveva denunciato sui social e sui mezzi di comunicazione il rischio di deturpazione del paesaggio, pubblicando foto del sito e dei lavori iniziali della Pala eolica Serra la Capra.
«Ancora oggi ci chiediamo come mai un luogo identitario possa essere deturpato in un momento come questo e soprattutto perché da una multinazionale che lavora di domenica, la Domenica di Pasqua!», si legge ancora nella nota. Serra Capra è «un territorio dove i nostri nonni hanno vissuto, lo hanno coltivato e prodotto cibo per famiglie intere e non solo».
La vicenda era già al centro di una battaglia legale: il Tribunale Amministrativo Regionale Tar Calabria, con ordinanza n. 56/2024, ha respinto il ricorso presentato da sette imprenditori locali contro il miniparco eolico di Serra La Capra, ritenendo infondate le ragioni addotte e confermando la legittimità dell’installazione. I ricorrenti sono stati condannati alle spese legali.
Nonostante la decisione del Tar, il comitato Napa continua a denunciare l’alterazione del paesaggio e della biodiversità, chiedendo alla popolazione di sostenere «una battaglia di civiltà» per la tutela del territorio e dell’identità locale. «Quale diritto abbiamo di modificare in modo irreversibile il paesaggio e la biodiversità creati dalla natura? Possiamo accettare un tale scempio che non potrà mai più risorgere?», affermano in cocnlusione i rappresentanti del comitato territoriale (Napa) Popolo Unito aps.