Bonifica di Crotone, Errigo all’attacco: «Politica calabrese non all’altezza, prima di me 5 anni di immobilismo»
Scontro tra il commissario non rinnovato e il sindaco Voce: «Avrebbe voluto un uomo manovrabile al posto mio». La replica del primo cittadino: «Ammetta che il modello non ha funzionato»
Il sindaco di Crotone avrebbe preferito «un commissario ad personam, un uomo accomodante, obbediente, manovrabile. Uno che non disturba troppo, che non chiede, non controlla». A sostenerlo è il generale della Guardia di finanza Emilio Errigo, che per due anni ha ricoperto l’incarico di commissario straordinario di Governo per la bonifica del Sito di interesse nazionale di Crotone, mandato concluso lo scorso settembre e non rinnovato.
Le dichiarazioni arrivano in replica alle parole del sindaco Vincenzo Voce che, durante la conferenza stampa di fine anno sullo stato della bonifica, aveva affermato: «Se devono mandare commissari per la bonifica come i due precedenti, meglio nessuno».
La replica di Errigo: «Cinque anni di immobilismo»
Nella sua lunga nota, Errigo rivendica il lavoro svolto durante il mandato, ricordando che prima della sua nomina «la bonifica del Sin, senza andare troppo indietro nel tempo, era rimasta ferma, immobile e paralizzata dall’uscita di scena della penultima commissaria straordinaria fino alla mia nomina. Ben cinque anni. E in cinque anni di vacanza commissariale non è stato prodotto un solo atto risolutivo capace di sbloccare la bonifica».
L’ex commissario sottolinea inoltre che, al momento del suo insediamento, «il numero di cantieri effettivamente operativi era pari a zero». Per Errigo, parlare oggi di «commissari inutili» senza ricordare questo dato significa «raccontare solo metà della storia».
«Il commissario vero? Quello che obbedisce»
Errigo insiste sul punto politico della polemica: «Il commissario “vero”, per alcuni, sarebbe stato quello che obbedisce. Quello che non fa ombra. Quello che non chiede conto. Quello che accetta le favole, le versioni addomesticate, i sorrisi di circostanza».
Rivendica invece un’azione improntata al rispetto delle regole: «Io sono convinto di aver fatto solo ciò che la legge imponeva: ho chiesto e acquisito centinaia di atti amministrativi, ricostruito iter procedurali bloccati da anni, sbloccato interlocuzioni istituzionali ai massimi livelli che giacevano nei cassetti e avviato le condizioni giuridiche e operative per l’apertura dei cantieri».
Un’attività che, secondo Errigo, sarebbe bastata «per diventare un problema». Da qui l’affondo finale: se politica e attivisti «avessero mostrato verso le proprie responsabilità lo stesso zelo che mostrano nel criticare i commissari, il Sin sarebbe già bonificato e parleremmo d’altro».
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Il giudizio dell’ex commissario è netto: «L’intera classe politica territoriale calabrese non è ancora stata all’altezza del grande problema del Sin».
La controreplica del sindaco Voce
Non si è fatta attendere la risposta del sindaco di Crotone, che precisa come «la mia critica non è mai stata rivolta all’uomo Errigo, ma al modello commissariale che, ancora una volta, non ha prodotto risultati concreti e visibili per la città».
Voce respinge «con fermezza l’idea che chi chiede risultati voglia un commissario “obbediente” o “manovrabile”» e ribadisce che «Crotone chiede istituzioni efficaci, trasparenti e risolutive, non figure che si limitino a certificare quanto sia difficile bonificare, né tanto meno a scaricare sulle amministrazioni locali responsabilità storiche che affondano le radici in decenni di scelte sbagliate».
«Il modello non ha funzionato»
Secondo il sindaco, «il tentativo di delegittimare le battaglie condotte da questa amministrazione, tutte documentate e certificate nei verbali delle conferenze dei servizi, è un errore grave e rivelatore». Chi governa processi straordinari, conclude Voce, «deve accettare il giudizio pubblico, soprattutto quando i risultati non sono all’altezza dell’emergenza che si è chiamati a gestire. Invece di attaccare chi denuncia, sarebbe stato più serio e responsabile riconoscere che il modello adottato non ha funzionato».