Raccolta differenziata, la Calabria migliora (ma lentamente): ecco L’ELENCO dei Comuni ricicloni
Oggi a Cosenza la premiazione. Migliore provincia quella bruzia, con 32 comuni premiati su 55 totali, ma i primi due posti vengono conquistati da municipi catanzaresi. Malissimo il Crotonese e le aree protette
Un quadro in lieve miglioramento ma con ancora un distacco non indifferente. A Cosenza la giornata delle premiazioni regionali per i comuni più virtuosi nel riciclo dei rifiuti, organizzata da Legambiente, ha permesso di fare il punto sulla situazione generale in Calabria. La presidente regionale dell’associazione, Anna Parretta, ai nostri microfoni inquadra lo stato dell’arte, che è discreto ma non ottimo: «Ci sono dei segnali positivi che attestano un’aumentata cultura della differenziata nella nostra regione, ma c’è ancora tantissimo da fare: guardiamo però al buono e all’aumento dei comuni rifiuti free, ovvero quelli con la soglia del 65% della differenziata e con un residuo sotto i 75kg annui ad abitante, che passano da 43 a 55».
Se la provincia di Cosenza è quella che si prende più presenze, con ben 32 comuni sui 55 totali, a conquistare i primi due gradini del podio sono due comuni del Catanzarese. Si tratta di Soveria Simeri e Gimigliano, con rispettivamente l’88,5 e l’88,7% della differenziata. Bassissima anche la produzione pro capite di residuo-secco, mentre al terzo posto ecco il primo comune del territorio bruzio, Cleto, con un 85,3% di differenziata.
Ecco i 55 comuni premiati.
Male Reggio, malissimo Crotone e le aree protette
Se Cosenza e Catanzaro sorridono, seppur per motivi diversi, altrettanto non si può dire per le restanti province calabresi. A fare scalpore sono soprattutto i pochi comuni virtuosi del reggino, appena 3, e lo zero del Crotonese. Una risposta a questo risultato arriva dal dirigente regionale del dipartimento ambiente, Salvatore Siviglia, che spiega: «Abbiamo inserito nel piano regionale dei rifiuti un’apposita delibera per Evitare di far abbassare la pressione ambientale nelle zone contaminate. Fra queste rientra appunto la provincia di Crotone per le vicende relative al SIN, il Sito di Interesse Naturale. In ragione di questo, va considerato che si tratta di un territorio con problematiche completamente diverse».
Bonifica Sin Crotone, Legambiente sui ritardi : «Non basta dire 'via i veleni': servono risposte reali e concrete»Il dato più impressionante oltre a quello già citato della provincia pitagorica riguarda, però, le aree protette. Dei 114 comuni presenti all’interno di queste realtà in Calabria, riporta il report stilato da Legambiente per i Comuni Ricicloni, appena 17 risultano rifiuti free. E questo è già un passaggio più problematico proprio per l’incapacità di riuscire a mantenere la bellezza di un’area d’interesse all’interno del proprio territorio.
«Fiducia nelle nuove generazioni, ma dobbiamo agire subito»
I bassi risultati di parte del territorio calabrese, insomma, fanno sorridere a un quarto il nostro territorio. Ne è cosciente il responsabile scientifico nazionale di Legambiente, Andrea Minutolo, che ai nostri microfoni spiega: «Sicuramente le nuove generazioni sono quelle più avanti – dichiara – perché sono quelle cresciute col modello della raccolta differenziata. Non possiamo però basarci su quello che accadrà quando quelli che oggi sono ragazzi prenderanno in mano la società, dobbiamo agire adesso». E, per farlo, bisogna intervenire sui soggetti più anziani e meno ricettivi rispetto alla raccolta differenziata e ai temi ambientali.
«Dobbiamo intervenire anche sullo zoccolo duro della popolazione – dice Minutolo – che fa fatica a intercettare queste nuove abitudini: gli anziani, gli adulti, chi è più refrattario alle novità perché bisogna aumentare notevolmente la sensibilizzazione. Si parla sempre di percentuali sulla differenziata, ma le nuove normative europee parlano di raccolta di qualità, oltre che di quantità: quindi – conclude – bisognerà fare notevoli passi in avanti e molto più in fretta rispetto a quello che siamo stati abituati a fare finora».