Sezioni
Edizioni locali
01/07/2026 ore 12.54
Ambiente

Discarica di Scala Coeli, stop alla riapertura: la Regione conferma il diniego e avvia l’iter per revocare l’autorizzazione ambientale

La Cittadella respinge l’istanza della società Bieco e avvia il procedimento amministrativo per la revoca dell’AIA dell’impianto di località Pipino, annunciando nuovi controlli. Legambiente: «Continueremo a seguire l’evoluzione dell’iter affinché si arrivi in tempi rapidi al provvedimento definitivo»

di Redazione Cronaca

La Regione Calabria ha confermato il rigetto dell’istanza di riattivazione dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) relativa alla discarica per rifiuti non pericolosi di località Pipino, nel territorio comunale di Scala Coeli, e ha avviato il procedimento amministrativo finalizzato alla revoca del provvedimento autorizzativo. A comunicarlo sono Legambiente Nazionale, Legambiente Calabria e il Circolo Legambiente Nicà, che avevano inviato una nota all’amministrazione regionale lo scorso 25 giugno chiedendo aggiornamenti sulla situazione del sito.

Le associazioni spiegano di aver accolto «con favore» il riscontro ricevuto dalla Regione, ritenendo che rappresenti un passaggio rilevante nella vicenda che da anni interessa il territorio della Sila Greca e dell’Alto Ionio cosentino.

«Nella risposta ufficiale – riferiscono Legambiente Nazionale, Calabria e il Circolo Nicà – la Regione comunica di aver rigettato l’istanza di riattivazione dell’Autorizzazione integrata ambientale presentata dalla società Bieco S.r.l., confermando la sospensione già disposta nel 2023 e, soprattutto, di aver avviato il procedimento amministrativo finalizzato alla revoca dell’AIA ai sensi dell’articolo 29-decies del decreto legislativo 152/2006».

Secondo quanto riportato dalle associazioni, l’avvio del procedimento rappresenta un momento significativo in un percorso che ha visto cittadini, comitati e realtà ambientaliste chiedere negli anni il rispetto delle norme in materia ambientale e una maggiore tutela della salute pubblica.

«Si tratta di un passaggio di particolare rilievo – affermano – che conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione su una vicenda che da anni interessa il territorio della Sila Greca e dell’Alto Ionio cosentino e che ha visto cittadini, comitati e associazioni ambientaliste impegnati nel chiedere il pieno rispetto della normativa ambientale e la tutela della salute pubblica».

La comunicazione della Regione, inoltre, farebbe riferimento anche alle ulteriori attività di controllo già attivate sull’impianto. L’amministrazione regionale avrebbe infatti richiesto informazioni al gestore e all’amministratore giudiziario sullo stato della discarica, disposto un sopralluogo urgente da parte di Arpacal e diffidato il gestore ad avviare gli interventi necessari per l’estrazione del percolato e per il ripristino delle condizioni di sicurezza del sito.

«L’Autorità competente – si legge nella nota diffusa da Legambiente – ha già attivato ulteriori misure di vigilanza e controllo, richiedendo informazioni al gestore e all’amministratore giudiziario sullo stato della discarica, disponendo un sopralluogo urgente da parte di Arpacal e diffidando il gestore ad avviare immediatamente le operazioni necessarie per l’estrazione del percolato e il ripristino delle condizioni di sicurezza del sito».

Le associazioni ambientaliste sottolineano ora l’importanza di seguire l’evoluzione dell’iter amministrativo fino alla conclusione definitiva. «Legambiente Nazionale, Legambiente Calabria e il Circolo Legambiente Nicà – si legge nella nota – prendono atto con soddisfazione dell’attività amministrativa avviata dalla Regione Calabria e continueranno a seguire con la massima attenzione l’evoluzione del procedimento, affinché esso si concluda in tempi rapidi con l’adozione del provvedimento definitivo di revoca dell’AIA».

Resta alta anche l’attenzione sulle attività di verifica ambientale e sugli interventi necessari per garantire la sicurezza dell’area. «È indispensabile – evidenziano le associazioni – che proseguano le attività di controllo sul sito, il monitoraggio ambientale e gli interventi necessari a garantire la sicurezza della discarica, assicurando la massima trasparenza nei confronti delle comunità locali».

Per Legambiente, la vicenda della discarica di Scala Coeli continua a rappresentare un tema di interesse pubblico legato alla salvaguardia del territorio e alla protezione dell’ambiente. «Legambiente continuerà a svolgere il proprio ruolo di vigilanza civica affinché siano pienamente tutelati il territorio, l’ambiente e il diritto dei cittadini a vivere in un contesto sicuro e salubre».