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17/08/2026 ore 15.49
Ambiente

Estate rovente, Bonelli: «Il Tirreno a 32 gradi una bomba ecologica. Queste le conseguenze del “climafreghismo” del governo»

Cinque ondate di calore da fine maggio a metà agosto e picchi di 40 gradi a Ferragosto. Il deputato Avs accusa l’esecutivo: «Il Pnacc resta un piano fantasma, senza risorse per attuarlo»

di Redazione

Cinque ondate di calore in meno di tre mesi, picchi di 40 gradi a Ferragosto e un Tirreno arrivato a 32 gradi. È la fotografia della caldissima estate in corso tracciata da Angelo Bonelli, portavoce nazionale dei Verdi e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che punta il dito contro le politiche del governo sul fronte dell’adattamento ai cambiamenti climatici.

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«L’estate 2026 è già la più rovente mai registrata in Europa: dalla fine di maggio a metà agosto – evidenzia in una nota – abbiamo attraversato cinque distinte ondate di calore, con pause tra una fase e l’altra sempre più brevi. In Italia siamo appena usciti dalla quarta, la più lunga della stagione, con picchi di 40 gradi a Ferragosto. Eppure il governo Meloni continua a tenere il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici senza un euro di finanziamento».

Il dato che, secondo il deputato, desta maggiore preoccupazione riguarda però il mare. «Il Tirreno si è trasformato in una vera e propria bomba ecologica – sottolinea – con temperature dell’acqua che in alcuni punti hanno toccato i 32 gradi».

Un'anomalia che non riguarda soltanto il termometro, ma anche il rischio di fenomeni atmosferici sempre più intensi. «Una quantità enorme di energia termica, un carburante che alimenta la formazione di temporali violenti, nubifragi e fenomeni meteorologici estremi sempre più frequenti», afferma Bonelli.

Nel mirino c’è soprattutto il Pnacc, il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, approvato nel dicembre 2023 dopo sei anni di attesa. «Resta un piano fantasma – denuncia il portavoce nazionale dei Verdi –. Prevede azioni ma non le risorse per realizzarle».

La stessa critica viene estesa al Fondo per il clima. «Il vanto del Governo alla Cop30 è finanziato solo per un terzo rispetto a quanto promesso», evidenzia Bonelli.

Per il deputato, il susseguirsi delle emergenze impone ormai di cambiare prospettiva. «Non parliamo più di eventi eccezionali, ma di una nuova normalità climatica che il governo continua a ignorare. Mentre gli anziani, i lavoratori esposti al caldo, i pescatori e gli ecosistemi marini pagano il prezzo più alto, l’esecutivo non ha stanziato risorse dedicate nemmeno nell’ultima legge di bilancio».

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Bonelli lega quindi la questione climatica anche a quella sociale e alle scelte di bilancio. «Sono le conseguenze del climafreghismo del governo che non si occupa di clima che alimenta diseguaglianze sociali», afferma, prima di puntare il dito sulle risorse destinate alla difesa: «Ma è pronto a spendere 498 miliardi di euro aggiuntivi in armi per i prossimi 10 anni per un totale di 1063 miliardi».