Sezioni
Edizioni locali
30/03/2026 ore 12.07
Ambiente

Il ciclone Jolina che ha colpito anche la Calabria osservato in tempo reale dai satelliti: «Così si riducono i rischi»

A raccogliere i dati sono stati alcuni satelliti di seconda e terza generazione della costellazione Meteosat gestita da Eumetsat. Per gli esperti è stato un medicane. Intanto in Calabria è attesa l’ennesima perturbazione

di Redazione Attualità

È stata osservata in tempo reale dai satelliti la formazione e l'evoluzione del ciclone del Mediterraneo Jolina, che fra il 14 e il 19 marzo ha colpito le coste di Sicilia e Calabria. I venti e le piogge intensi hanno causato chiusure delle scuole, cancellazioni di voli all'aeroporto di Catania e danni ad alcuni edifici. Il medicane e si è poi spostato sulla Libia, dove le piogge torrenziali hanno provocato allagamenti nelle aree urbane e la morte di un uomo.

Mirto devastata dal maltempo, il grido d’aiuto dei residenti: «Abbiamo paura, serve intervenire subito»

A raccogliere dati preziosi sul medicane sono stati, in particolare, alcuni satelliti di seconda e terza generazione della costellazione Meteosat gestita da Eumetsat, l'organizzazione europea per i satelliti meteo, oltre a Sentinel-1 di Copernicus, il programma per l'Osservazione della Terra di Commissione Europea e Agenzia Spaziale Europea. Jolina è stato, per questi sistemi, un caso di studio molto importante che ha permesso di ampliare le conoscenze su questi fenomeni piuttosto rari nel Mediterraneo e di migliorare le capacità di previsione.


«La grande quantità di dati a nostra disposizione grazie a queste missioni è preziosa per classificare i medicane come questo», afferma Giulia Panegrossi dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche. La ricercatrice è co-autrice di uno studio sui cicloni mediterranei pubblicato a recentemente sul Bulletin of the American Meteorological Society e che ha introdotto una definizione chiara basata su caratteristiche osservabili dai satelliti per poter classificare i medicane.
«Cosa importante, stiamo usando questi dati per capire perché questo evento meteorologico si è evoluto in un medicane. Essere in grado di individuare e caratterizzare i sistemi ciclonici nel Mediterraneo - prosegue Panegrossi - nonché di tracciare la posizione del centro della tempesta in tempo quasi reale, non è solo rilevante per migliorarne il monitoraggio, ma significa anche ridurre il rischio, migliorare la ricerca scientifica e preparare le società di una regione che tradizionalmente non è attrezzata per eventi di tale portata».

Un altro ciclone in arrivo in Calabria

Tra il 31 marzo e il 1° aprile è atteso l’arrivo di un nuovo ciclone mediterraneo, l’ennesimo di quest’anno in una regione già messa a dura prova dal maltempo dei giorni scorsi.

Secondo le ultime proiezioni, il sistema potrebbe essere particolarmente profondo (intorno ai 990 hPa) e in grado di richiamare aria molto instabile dai quadranti meridionali.

Maltempo senza fine, un nuovo ciclone minaccia la Calabria: ecco cosa ci aspetta 

Il nuovo ciclone porterà piogge intense, possibili nubifragi e temporali localmente violenti, soprattutto sulle aree già sature d’acqua. Ma non è tutto. L’ingresso di aria più fredda da nord-est potrebbe favorire anche il ritorno della neve sui rilievi calabresi.

La traiettoria del ciclone è ancora incerta e sarà determinante per capire quali zone verranno colpite più duramente.