Il fiuto di Brum Brum e Queen salva le tartarughe in Calabria: così trovano i nidi nascosti nella sabbia
Il progetto di Legambiente è sbarcato anche sulle coste calabresi. Springer spaniel, segugi e labrador a tutela della specie che sempre più spesso nidifica sui nostri litorali. L’esperto: «Consapevoli che condividiamo la spiaggia con loro, servono molte attenzioni»
Brum Brum e Queen, sono due delle quattro unità cinofile che Legambiente impiega nell'ambito del progetto che - grazie al loro fiuto eccezionale - mira a preservare i nidi di tartarughe. Le spiagge calabresi sono diventate sempre più spesso meta delle caretta caretta che scelgono proprio questi litorali per nidificare.
«Sono unità che operano in tutta Italia ed intervengono quando i segni di presenza di risalita e discesa delle tartarughe marine sono stati cancellati» ha spiegato Antonino Morabito, responsabile nazionale fauna e benessere animale di Legambiente. «Ciò può venire per l'uso dei mezzi meccanici o perché la segnalazione di risalita ci è arrivata nei tratti non monitorati.
Quindi, col calpestio o col movimento della sabbia i segni in superficie non sono più visibili e a quel punto il fiuto del cane diventa un ausilio fondamentale, altrimenti sarebbe come cercare un ago in un pagliaio. Si tratta di uno strumento nuovo che si aggiunge al monitoraggio fatto a piedi, con le ebike o col drone da parte di personale formato» ha aggiunto.
La springer spaniel e il segugio tedesco aiutano i volontari a individuare i nidi e a metterli al riparo dai rischi legati alle attività umane lungo le coste. Il progetto nazionale ha fatto tappa ieri sulla spiaggia di Catanzaro per una giornata di informazione e sensibilizzazione: sulle abitudini della caretta caretta e sulle abilità delle unità cinofile. I due cani si sono esibiti in una dimostrazione davanti ai bagnanti incuriositi.
«Sono quattro i cani coinvolti nel progetto, sono venuti regolarmente in Calabria durante quest'estate» ha evidenziato Serena Donnini, conduttrice cinofila. «Brum Brum è qui in questi giorni, vengono impiegati un po' in tutte le spiagge d'Italia, su chiamata, soprattutto in due situazioni particolari: nella verifica dei tentativi di risalita e in situazioni in cui magari c'è stato un avvistamento ma per vari motivi - mareggiate o uso di mezzi meccanici – le tracce non sono più visibili.
Questo è il terzo anno. Per la preparazione dei cani – ha aggiunto ancora – servono molti mesi di lavoro perché in questo caso la specializzazione è nel rilevamento degli odori sepolti, una disciplina abbastanza complessa per un cane».
«ll fenomeno crescente della nidificazione della caretta caretta lungo le coste italiane si accompagna a una necessità di crescita di una consapevolezza: nei mesi estivi condividiamo la spiaggia anche con loro» ha sottolineato il responsabile di Legambiente.
«Si tratta di una specie che convive con noi benissimo. Com’è accaduto, può fare un nido in mezzo agli ombrelloni di un lido ma senza creare particolari disagi. Mettendo quattro palettini la spiaggia è stata fruita da tutti gli ospiti che in più hanno avuto poi il regalo di vedere la schiusa e le tante tartarughine che andavano al mare».