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15/07/2026 ore 16.44
Ambiente

Il torrente Arso tra Mandatoriccio e Scala Coeli minaccia case e terreni, Greco (Iv): «Fermare il dissesto»

La consigliera di Casa Riformista - Italia Viva chiede alla Regione «di verificare quali sono le opere di protezione delle aree esposte da realizzare immediatamente per la salvaguardia delle persone e delle cose»

di Redazione Ambiente

La necessità di passare dalla gestione dell'emergenza alla prevenzione ordinaria contro la crisi climatica guida l'interrogazione a risposta scritta, depositata dalla consigliera regionale di Casa Riformista - Italia Viva Filomena Greco, per fermare il dissesto idraulico del Torrente Arso.

Il corso d'acqua attraversa i territori collinari di Mandatoriccio e Scala Coeli prima di sfociare nel Mar Ionio, e rappresenta uno snodo idrico cruciale per l'intero comprensorio del Basso Ionio cosentino. Da anni, tuttavia, l'azione erosiva delle acque ne sta modificando l'alveo, provocando un progressivo arretramento degli argini che cancella intere superfici agricole di proprietà privata. La totale assenza di barriere protettive sta progressivamente assottigliando i terreni e mette a serio rischio la vita dei cittadini, esposti a pericoli gravissimi in caso di esondazione.

«Il cambiamento climatico globale si manifesta ogni giorno nei nostri territori attraverso la drammatica alternanza di siccità prolungata ed eventi meteorologici estremi sempre più intensi», dichiara Filomena Greco, evidenziando come le piene improvvise stiano accelerando l'instabilità delle sponde e rappresentino una minaccia concreta per chi abita e lavora lungo il bacino. Secondo la consigliera «i recenti disastri alluvionali che hanno colpito la Calabria, a partire dalla vicina area di Corigliano-Rossano, dimostrano l'assoluta urgenza di rafforzare la manutenzione dei fiumi prima che sia troppo tardi».

L'atto ispettivo nasce anche dalle ripetute segnalazioni degli amministratori locali e dei cittadini, preoccupati per l'insufficienza di barriere di mitigazione. Ora si tratta di spingere la Giunta regionale a pianificare interventi immediati di consolidamento, sfruttando i finanziamenti nazionali e comunitari già destinati alla Calabria per la difesa del suolo.

«Chiediamo alla Regione Calabria di attivare immediatamente una ricognizione tecnica dei danni subiti dai privati e di verificare quali sono le opere di protezione delle aree esposte da realizzare immediatamente per la salvaguardia delle persone e delle cose, indicando quali risorse utilizzare — conclude Greco —. La salvaguardia del Torrente Arso è una misura non più rinviabile: non possiamo più tollerare ritardi o risposte deboli quando sono in gioco la sopravvivenza del nostro comparto agricolo e la vita stessa dei cittadini».