Incendio alla Poly2Oil, Arpacal monitora la qualità dell'aria tra Gioia Tauro e Palmi
I filtri saranno analizzati per verificare la presenza di contaminanti atmosferici. Nei mesi scorsi erano state riscontrate irregolarità nello stoccaggio dei rifiuti e la società era stata diffidata
L’Arpacal ha attivato nel centro urbano di Gioia Tauro, presso la Scuola media “Eugenio Montale”, una postazione per il campionamento del particolato atmosferico, nell’ambito delle attività avviate a seguito dell’incendio sviluppatosi nel pomeriggio di ieri presso l’impianto Poly2Oil. I tecnici dell’Agenzia, Pasquale Crea e Giovanni Ferraiolo, hanno completato l’installazione e la programmazione di un campionatore ad alto volume, collocato sulla copertura dell’edificio scolastico in una posizione libera da ostacoli e idonea all’acquisizione di dati rappresentativi dell’area urbana interessata.
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L’apparecchiatura – riferisce l’Agenzia regionale - aspira un volume controllato d’aria e raccoglie su appositi filtri le polveri totali sospese. I filtri saranno successivamente sottoposti alle analisi di laboratorio per la ricerca di contaminanti quali idrocarburi policiclici aromatici — Ipa — e metalli. Il ciclo di campionamento avrà una durata di 24 ore e interesserà sia la postazione di Gioia Tauro sia quella individuata nel territorio di Palmi. La scelta dei punti di misura è finalizzata a verificare le eventuali ricadute delle emissioni generate dall’incendio sulle aree circostanti e sui principali recettori urbani.
Al termine del campionamento, i filtri saranno trasferiti al Laboratorio Chimico di Reggio Calabria per le successive determinazioni analitiche. Gli esiti consentiranno di disporre di elementi tecnici oggettivi per la valutazione dell’impatto dell’evento sulla qualità dell’aria.
Nel corso di un sopralluogo effettuato nello scorso mese di marzo, Arpacal aveva riscontrato la presenza di rifiuti accatastati in cumuli e quantitativi superiori a quelli consentiti dalle condizioni autorizzative e di sicurezza. A seguito degli accertamenti, la Città metropolitana aveva adottato una diffida nei confronti della società. Tali elementi – precisa l’Agenzia - sono richiamati esclusivamente quali antecedenti amministrativi e non consentono, allo stato, di stabilire un rapporto causale con l’incendio.