La Calabria delle tartarughe Caretta caretta, nella Locride è corsa contro il tempo per proteggere i nidi
Biologi e volontari presidiano le spiagge notte e giorno. Tra poche settimane il viaggio dei piccoli verso il mare
La Costa dei Gelsomini si conferma ancora una volta il cuore pulsante della biodiversità mediterranea. Da Palizzi a Bova Marina, passando per le spiagge di Brancaleone e Caulonia, la macchina del monitoraggio non si ferma mai. L’attività sul campo è frenetica ma silenziosa. I volontari di associazioni storiche come Caretta Calabria Conservation e il personale del Centro Recupero Tartarughe Marine (CRTM) battono i litorali fin dalle prime luci dell’alba alla ricerca delle caratteristiche "tracce a carro armato" lasciate dalle madri risalite dal mare per deporre le uova. Una volta individuato il nido, l'area viene recintata, geolocalizzata e messa in sicurezza per evitare il calpestio o il passaggio distruttivo dei mezzi meccanici per la pulizia delle spiagge.
La costa ionica calabrese non è una scelta casuale per questi rettili marini. Il tipo di sabbia, l'esposizione dei litorali e la temperatura del suolo creano un microclima perfetto. I dati storici e le proiezioni attuali confermano che questo specifico tratto costiero ospita stabilmente la quota maggioritaria di tutte le nidificazioni censite sul territorio nazionale. Un primato che trasforma la regione in un laboratorio a cielo aperto per biologi e ricercatori di tutta Europa. La gestione dei nidi segue un protocollo rigido. Il periodo di incubazione varia solitamente tra i 45 e i 70 giorni, fortemente influenzato dalle temperature esterne: la sabbia più calda accelera lo sviluppo dell'embrione e incide anche sul sesso dei nascituri, determinando una prevalenza di esemplari femminili.
Ora l’attenzione si sposta sulla seconda fase della stagione, quella più delicata ed emozionante: le schiuse. A partire dalla fine di luglio e per tutto il mese di agosto, i nidi sorvegliati inizieranno ad aprirsi, quasi sempre al calare del sole o nel cuore della notte, quando la sabbia si rinfresca e il rischio di predazione da parte degli uccelli è inferiore. Nelle piazzole e nei campi di volontariato si preparano i turni per i presidi notturni. Centine, corridoi d'ombra per incanalare i piccoli verso la riva e luci rosse (l'unica frequenza che non disturba l'orientamento degli animali) sono già pronti. La Costa dei Gelsomini è pronta a dare il benvenuto a una nuova generazione di viaggiatori degli oceani.