Legambiente lancia la Riserva naturale della Biovalle del Nicà e chiama a raccolta i sindaci dell’area
Il circolo territoriale ha inviato una bozza di proposta di legge regionale ai primi cittadini dei dieci comuni interessati chiedendo un confronto. L’obiettivo è contrastare lo spopolamento e rafforzare l’economia locale
Racchiusa tra le province di Cosenza e Crotone, tra il mar Ionio e le montagne della Sila Greca, si trova un’area in cui corsi d’acqua, colline, siti antichi e paesaggi costieri si intersecano a formare un mosaico unico. È la Biovalle del Nicà, uno dei territori più ricchi di storia e biodiversità di questa parte della Calabria.
L’idea è quella di trasformare questa ricchezza «in un modello di sviluppo sostenibile, capace di coniugare tutela ambientale, crescita economica e valorizzazione delle comunità locali». A lanciarla il circolo Legambiente “Nicà”, rappresentato dal presidente Nicola Abruzzese, che ha inviato oggi ai sindaci di Scala Coeli, Terravecchia, Campana, Cariati, Crucoli, Umbriatico, Mandatoriccio, Pietrapaola, Cirò e Cirò Marina la bozza della proposta di legge regionale per l’istituzione della Riserva naturale della Biovalle del Nicà, con richiesta di confronto.
La proposta nasce con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e rafforzare un’economia basata sull’agricoltura biologica, sulla valorizzazione del patrimonio culturale e sul turismo sostenibile lungo l’intero bacino del torrente Nicà.
Tra natura, storia e identità
La Biovalle si sviluppa lungo il corso della fiumara del Nicà, che nasce nel cuore della Sila Greca – nel Cozzo di Calamacca in territorio di Campana – e attraversa paesaggi ancora in gran parte incontaminati fino alla costa ionica, segnando il confine naturale tra le province di Cosenza e Crotone.
Un territorio che custodisce un patrimonio straordinario: dalle testimonianze brettie al parco archeologico di Pruja a Terravecchia, dalle grotte rupestri alle tracce del monachesimo basiliano di Scala Coeli. Ancora: dai “Giganti di pietra” di Campana al borgo storico di Umbriatico, dalle fortificazioni medievali di Cariati alle architetture feudali di Mandatoriccio fino alle emergenze archeologiche di Pietrapaola e ai panorami tra mare e collina di Crucoli.
Un sistema di luoghi che racconta una storia millenaria, arricchita dalla presenza di Cirò, terra di origine di Luigi Lilio, inventore del calendario gregoriano, e da Cirò Marina con i resti del tempio di Apollo Haleo fino alle aree archeologiche affacciate sul mare.
La proposta di legge
La bozza di legge regionale definisce la Biovalle del Nicà come un’area «a vocazione agroecologica, culturale e turistica», e promuove «la conversione e il mantenimento dell’agricoltura biologica; la tutela degli ecosistemi naturali e del paesaggio; lo sviluppo di filiere corte e sostenibili; la valorizzazione delle tradizioni locali e del patrimonio culturale».
Il progetto prevede un programma triennale di interventi con incentivi per le imprese agricole, misure di tutela ambientale, sostegno alle start-up innovative e azioni per la mobilità sostenibile, oltre all’istituzione di un marchio territoriale “Biovalle del Nicà” per i prodotti locali.
Un modello di sviluppo per le aree interne
L’idea del circolo Nicà punta a costruire un modello integrato di sviluppo in cui ambiente, economia e comunità locali si rafforzano reciprocamente, attraverso una governance partecipata che coinvolga istituzioni, associazioni e operatori economici del territorio.
Un’idea di sviluppo che trasforma il Nicà da semplice bacino fluviale a laboratorio di sostenibilità, in cui la valorizzazione delle risorse naturali e culturali diventa leva concreta per il rilancio delle aree interne e della costa ionica calabrese.