Mare sporco in Calabria, non è solo colpa della maladepurazione. Falvo: «Il dito non va puntato in una sola direzione»
A Praia a Mare il bilancio del progetto EPMR: scarichi abusivi, reti fognarie, rifiuti e comportamenti scorretti tra le cause dell’inquinamento. Falvo e Greco: «Serve una responsabilità condivisa»
Se la cattiva depurazione pesa per circa il 42% sulla qualità del mare, c’è tutto un altro pezzo del problema che impedisce ormai di utilizzare il depuratore come unico imputato. Lavanderie abusive individuate seguendo la firma delle sostanze trovate nei campionamenti, controlli sui frantoi, attività economiche non collettate, condotte illegali, rifiuti abbandonati e comportamenti quotidiani scorretti. E ancora: in Calabria ci sarebbero almeno una quarantina di Comuni privi di rete fognaria, mentre persino in alcuni capoluoghi interi quartieri non risultano collegati. È la provocazione più scomoda consegnata dall’ultima tappa di Mare Dentro, il progetto promosso dall’Ente Parchi Marini Regionale (EPMR) della Calabria, a Praia a Mare: quando compare una chiazza, il dito non può puntare in una sola direzione. Deve girare a 360 gradi, dalle istituzioni alle imprese fino a ciascun cittadino.
A Praia il secondo tempo del bilancio di Mare Dentro
Sono dati, cifre, testimonianze ribadite dal Procuratore della Repubblica di Potenza, Camillo Falvo, e dall’ordinario di Ecologia all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, autori del libro scritto a due mani Il Mare d’Inverno, intervenuti in una Piazza della Resistenza stracolma durante il talk La Calabria, una montagna in mezzo al mare, che ha concluso il viaggio di MAVISU dopo sette approdi tra Ionio, Stretto e Tirreno. A condurre il confronto sono stati il comunicatore strategico Lenin Montesanto e il giornalista e conduttore di Zona Bianca su Rete 4 Giuseppe Brindisi. Insieme ai due ospiti e con il Direttore generale EPMR Raffaele Greco sono intervenuti anche il Sindaco di Praia a Mare Antonino De Lorenzo; Roberto Danovaro, professore di Ecologia all’Università Politecnica delle Marche, collegato da remoto; il Presidente del Consiglio comunale e consigliere delegato all’Ambiente Domenico Droghini; il consigliere nazionale UNPLI Antonello Grosso La Valle; il Direttore generale del Dipartimento Ambiente Salvatore Siviglia e il consigliere regionale Antonio De Caprio.
Procuratore Falvo: «Sequestrare depuratori inutile senza causa»
È stato il Procuratore Camillo Falvo a ricostruire il cambio di metodo maturato nell’esperienza avviata nel Vibonese. La risposta tradizionale all’inquinamento era accertare il reato, sequestrare l’impianto e avviare il processo. Ma anche una condanna non risolveva necessariamente ciò che continuava a sporcare il mare. Da qui l’incontro con Silvio Greco, il coinvolgimento della Stazione Zoologica Anton Dohrn e la costruzione di una task force capace di mettere insieme ricerca, Procura, Regione, Prefetture, Capitaneria di Porto e Forze dell’Ordine. Non fermarsi all’effetto visibile, ma ricostruire il percorso dell’inquinante fino alla sorgente.
Dalle lavanderie ai frantoi, la scienza ha trovato la firma di chi inquina
«Migliaia di campionamenti hanno consentito, ha spiegato Falvo, di passare dalla percezione alla prova. La presenza di determinate sostanze indirizzava le verifiche verso attività specifiche: lavanderie abusive, ad esempio, oppure realtà produttive come i frantoi. L’utilizzo di mezzi della Capitaneria e della Guardia di Finanza, insieme a tecnologie come il termoscanner, ha permesso inoltre di individuare condotte illegali e scarichi anomali. È il punto nel quale la formula utilizzata da Silvio Greco è diventata metodo investigativo: l’acqua non ha memoria ma i sedimenti, invece, ricordano tutto».
Prof. Greco: «Il mare comincia in Sila, sulle Serre e in Aspromonte»
Il biologo marino Silvio Greco ha allargato la mappa delle responsabilità alla geografia stessa della Calabria. In una regione stretta, attraversata dall’Appennino e divisa tra bacino ionico e tirrenico, il mare comincia molto prima della spiaggia: a Camigliatello, sulle Serre, in Aspromonte, nei fossi, nei tombini e nei corsi d’acqua che durante le prime piogge trascinano a valle ciò che è stato accumulato sulla terra. Per questo, oltre alla quota attribuibile alla depurazione, resta una parte importante di cause strutturali e comportamentali: reti assenti, reflui non collettati, attività produttive, plastiche e rifiuti. Quello che facciamo a monte, prima o poi, arriva a mare.
Il Dg Greco: «Il mare cartina di tornasole di quello che avviene a terra»
Il Direttore generale EPMR Raffaele Greco ha collegato questa lettura alla filosofia che ha attraversato l’intero viaggio di MAVISU. In Calabria la prossimità tra montagna, fiumare e costa fa sì che gli effetti delle attività terrestri diventino rapidamente effetti marini. È soprattutto con le piogge, quando i corsi d’acqua tornano ad attivarsi e dilavano i carichi accumulati, che il mare restituisce la fotografia di ciò che è successo nell’entroterra. Per questo Mare Dentro e Il mare d’inverno finiscono per convergere nello stesso principio: la qualità delle acque estive si costruisce durante tutti gli altri mesi dell’anno.
Conoscere un territorio è il primo passo per proteggerlo
Il Presidente del Consiglio comunale e consigliere delegato all’Ambiente Domenico Droghini ha portato nel confronto l’esperienza concreta di Praia a Mare. L’Amministrazione lavora già con EPMR e WWF sulle escursioni guidate all’Isola Dino, proprio per consentire di viverne la bellezza senza compromettere il delicato ecosistema. Il nodo resta quello dei grandi flussi, soprattutto nei periodi di sovraffollamento, quando aumentano le difficoltà nella gestione di rifiuti e servizi. Da qui la necessità di trasmettere prima di tutto ai residenti e poi agli ospiti il valore del patrimonio. Nella stessa direzione si inserisce anche il progetto Spiaggia Linda realizzato con la Lega Navale.
Anche le Pro Loco sono presidi di legalità e sentinelle ambientali
C’è poi la partita che interessa il luogo, l’appartenenza. Il consigliere nazionale UNPLI Antonello Grosso La Valle ha indicato nelle Pro Loco una rete capace di andare oltre l’accoglienza turistica. La loro presenza quotidiana nelle comunità – ha detto - può trasformarle in presidi di legalità, tutela ambientale e culturale, capaci di custodire tradizioni e contemporaneamente intercettare comportamenti che danneggiano i territori. Una funzione particolarmente strategica se l’obiettivo è fare della Calabria una destinazione vissuta e tutelata non soltanto nel mese di agosto, ma durante tutto l’anno.
Dirigente Siviglia: «Depurazione funziona con filiera responsabilità»
A scardinare uno dei preconcetti attorno alla depurazione e alla responsabilità esclusivamente istituzionale è stato il Direttore generale del Dipartimento regionale Ambiente Salvatore Siviglia che ha riportato il tema alla capacità amministrativa di trasformare interventi e risorse in risultati. Il lavoro degli ultimi anni – ha ricordato - punta proprio a superare i compartimenti stagni tra Dipartimenti, gli enti regionali e le amministrazioni locali. Già nella tappa di Cetraro, lo stesso Siviglia aveva indicato due segnali del cambiamento: quattro Bandiere Blu in più e un incremento superiore al 500% delle richieste di autorizzazione al collettamento, anche da parte di piccole attività che in passato non conferivano correttamente i reflui. La lezione che arriva da Praia completa quel quadro: un impianto efficiente non basta se intorno continuano scarichi irregolari e comportamenti incompatibili con la tutela.
De Caprio: «Il patrimonio non è del comune in cui cade, è della Calabria»
Il consigliere regionale Antonio De Caprio ha riportato il confronto sulla dimensione identitaria della strategia. L’Isola Dino non appartiene soltanto al municipio nel quale insiste: è patrimonio dell’intera Calabria Straordinaria. È una consapevolezza che cambia anche il modo di programmare, perché obbliga a superare la frammentazione locale e a leggere risorse naturali, culturali e produttive come pezzi di una destinazione comune.