Sezioni
Edizioni locali
08/04/2026 ore 10.57
Ambiente

Mozziconi e plastica invadono le spiagge, anche in Calabria scatta la mobilitazione di Legambiente per la Giornata del mare

In 12 anni raccolti oltre 512mila rifiuti sulle spiagge italiane, l'80% in plastica, mentre sono state rilevate 77 cicche di sigaretta ogni 100 metri. L'11 e 12 aprile volontari a Pellaro, sul Lungomare di Reggio e a Corigliano Rossano per “Spiagge e Fondali Puliti 2026”

di Redazione

Sulle spiagge italiane spopolano sempre più i mozziconi di sigaretta. Una presenza ormai costante che, insieme agli altri rifiuti abbandonati, costituisce una minaccia per mare, lidi e biodiversità. La conferma arriva dai nuovi dati dell’indagine Beach Litter che Legambiente diffonde oggi in vista della Giornata nazionale del mare (11 aprile) e del week-end di mobilitazione del 10, 11 e 12 aprile di “Spiagge e Fondali Puliti 2026”, sua storica campagna.

In 12 anni di monitoraggi (2014-2026), sono ben 50.053 i mozziconi raccolti e catalogati in 653 transetti: una media di 77 cicche ogni 100 metri di spiaggia. Numeri che li collocano al secondo posto tra i rifiuti più diffusi, subito dopo i frammenti di plastica (61.785). I mozziconi rappresentano inoltre l’87% dei rifiuti legati al fumo, segno di un fenomeno radicato, frutto di comportamenti incivili e di una carenza di controlli efficaci, nonostante le sanzioni previste dalla Legge 221/2015.

Un problema che non riguarda solo l’Italia. Secondo il Marine LitterWatch dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (dati 2013-2024), i mozziconi sono tra i rifiuti più diffusi anche sulle coste europee: 11,6% nel Baltico, 38,4% nel Mar Nero e 10,3% nell’Atlantico nord-orientale. Un’emergenza globale che trova conferma anche nelle analisi scientifiche: i filtri, composti in acetato di cellulosa, sono plastica non biodegradabile che si frammenta nel tempo in microplastiche.

Uno studio dell’Università Federico II di Napoli ha evidenziato come, anche dopo dieci anni, i mozziconi continuino a degradarsi rilasciando sostanze nocive. Ancora più preoccupante è il secondo picco di rilascio di nicotina e sostanze tossiche dopo circa cinque anni, legato proprio alla frammentazione del filtro. Questi residui favoriscono la dispersione di metalli pesanti, composti organici e microplastiche, con effetti negativi sugli ecosistemi marini e sulle comunità microbiche.

L’impatto riguarda anche la biodiversità. Tra le specie più a rischio in Italia figurano la tartaruga Caretta caretta, sempre più presente sulle nostre coste, e il fratino (Anarhynchus alexandrinus), simbolo degli ecosistemi dunali. Entrambi sono al centro di progetti europei come LIFE Turtlenest e LIFE Alexandro, che puntano alla loro tutela.

A questa fotografia si aggiunge il dato complessivo: nei 12 anni di monitoraggi sono stati raccolti 512.934 rifiuti, di cui l’80% in plastica, pari a 785 rifiuti ogni 100 metri. Numeri che rafforzano l’urgenza di intervenire su gestione dei rifiuti, raccolta differenziata e tutela dell’ecosistema marino.

Secondo Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, è necessario ridurre l’usa e getta, rafforzare informazione, controlli e sanzioni e soprattutto applicare pienamente la Direttiva europea SUP 2019/904, che introduce il principio della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per i prodotti del tabacco.

Su questo fronte, però, l’Italia è in ritardo. È infatti aperta una procedura di infrazione europea (2052/2024) per la mancata applicazione dell’EPR. A differenza di Paesi come Francia, Germania e Spagna, nella Penisola non esiste ancora un meccanismo obbligatorio che imponga ai produttori di coprire i costi di raccolta, pulizia e gestione dei mozziconi. Oggi esistono solo iniziative volontarie, come quelle del consorzio ERION CARE.

Segnali positivi arrivano invece dai territori. Crescono le ordinanze antifumo sulle spiagge, già adottate in 18 comuni italiani, da Rimini a Porto Cesareo, fino a Olbia e Alghero. Anche Roma si prepara a vietare il fumo sul litorale di Ostia, Castel Porziano e Capocotta a partire dall’estate 2026.

Le iniziative in Calabria

Saranno oltre 80 le iniziative in 16 regioni, con volontari impegnati nella pulizia di spiagge, fondali, foci di fiumi e torrenti.

In Calabria, sabato 11 aprile, i volontari del Circolo Legambiente Reggio Calabria, insieme alla Pro Loco Reggio Sud e agli studenti dell’Istituto Comprensivo Cassiodoro Don Bosco di Pellaro, ripuliranno la spiaggia di Pellaro. Il 12 aprile l’iniziativa proseguirà sul Lungomare di Reggio Calabria, mentre il 18 aprile sarà la volta di Corigliano Rossano, in Contrada Chiubica – Torrente Coriglianeto.

La campagna

Il motto dell’edizione 2026 è “tiriamolisù, una spiaggia più pulita è una spiaggia più felice”. L’immagine simbolo è una faccina triste realizzata con rifiuti, che torna a sorridere dopo la pulizia.

Ai cittadini Legambiente chiede di partecipare attivamente condividendo sui social le attività con gli hashtag #SpiaggeFondaliPuliti e #tiriamolisù, documentando il passaggio da una spiaggia sporca a una spiaggia restituita alla comunità.