«Tirreno meridionale area a elevata pericolosità sismica»: l’Ingv spiega lo sciame sismico degli ultimi giorni
La sequenza sismica al largo delle Isole Eolie riporta l’attenzione sulla pericolosità sismica dell’area. L’Ingv ricostruisce gli eventi registrati nelle ultime ore e ricorda i terremoti che hanno interessato questa zona nel corso degli anni
Dalla notte del 20 ottobre 2026, la Rete sismica nazionale ha registrato numerose scosse in mare, a circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi. La più forte, di magnitudo 5, è avvenuta alle 12:19 del 23 ottobre, a una profondità di circa 9 chilometri.
Nella stessa giornata sono stati registrati altri terremoti significativi: uno di magnitudo 4.3 alle 11:51 e un altro di magnitudo 4 alle 12:24. A questi si sono aggiunti 14 eventi di magnitudo compresa tra 3 e 3.9. Durante la notte successiva, inoltre, sono state rilevate una trentina di nuove scosse, con magnitudo fino a 3.4.
Il terremoto più forte è stato avvertito distintamente nell’arcipelago delle Eolie e lungo la costa settentrionale della Sicilia, mentre la percezione è stata più debole nel resto dell’isola e in Calabria.
Terremoti nel Tirreno, l’esperto rassicura: «In quell’area è un fenomeno frequente, non c’è alcun motivo di allarme»Tirreno meridionale, perché l’area è sismicamente attiva
Secondo l’Ingv, la zona interessata dalla sequenza si trova in un’area caratterizzata da una frequente attività sismica e da un’elevata pericolosità. Lo dimostrano sia la mappa della pericolosità sismica nazionale sia gli eventi registrati nel corso della storia.
Dal 1985 a oggi, nell’area sono stati rilevati diversi terremoti di magnitudo superiore a 4, tra cui quelli del 7 febbraio 2025 e del 7 settembre 2009, entrambi di magnitudo 4.7.
La sismicità del Tirreno meridionale è legata anche ai complessi processi geologici che interessano la regione. In particolare, nell’area delle Eolie si verificano terremoti profondi associati al processo di subduzione, nel quale una porzione della litosfera sprofonda sotto un’altra. Un esempio è il terremoto del 5 maggio 2004, di magnitudo locale 5.3, localizzato a circa 255 chilometri di profondità.
I precedenti storici tra Alicudi e le Eolie
La sequenza attuale non è un episodio isolato. Nel marzo 2026, poco più a sud della zona interessata dagli eventi recenti, una serie sismica localizzata a circa 15 chilometri a ovest di Alicudi aveva prodotto oltre 50 terremoti. Il più forte, nella notte del 21 marzo, aveva raggiunto una magnitudo Mw 4.7.
Anche la sismicità storica conferma la presenza di terremoti importanti nell’area eoliana. Tra gli eventi ricordati dall’Ingv figurano quelli del 28 maggio 1980, di magnitudo Mw 5.7, e del 20 e 21 maggio 1957, rispettivamente di magnitudo Mw 5.2 e 5.3.
Il terremoto del 1980 provocò danni ad Alicudi, con effetti stimati tra il VI e il VII grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS).
Scuotimenti avvertiti alle Eolie e sulla costa siciliana
La mappa dello scuotimento elaborata per l’evento più forte della sequenza indica livelli stimati fino al V grado MCS alle Isole Eolie e in un’ampia fascia della Sicilia settentrionale.
L’analisi dell’Ingv offre quindi un quadro della sismicità di un settore del Tirreno meridionale che, per caratteristiche geologiche e precedenti storici, richiede un costante monitoraggio. La presenza di una sequenza di scosse, tuttavia, non consente da sola di prevedere se e quando si verificheranno altri terremoti o quale potrà essere la loro magnitudo.