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14/01/2026 ore 12.33
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Abusivismo, in Calabria in 10 anni eseguito solo l’11% delle demolizioni. Legambiente e Regione chiedono più risorse

Tra il 2004 e il 2023 sono state emesse oltre 11mila ordinanze (il 77% in comuni costieri) ma pochissime sono state eseguite. I dati raccolti per la prima volta insieme dall’associazione ambientalista e dalla Cittadella, che ora pensano all’istituzione di un tavolo permanente sul fenomeno

di Redazione Attualità

«Tra il 2004 e il 2023 in Calabria sono state emesse oltre 11.000 ordinanze di demolizione, ma solo l'11% è stato effettivamente eseguito, una percentuale inferiore alla già insoddisfacente media nazionale del 15%». Lo ha detto Enrico Fontana, responsabile dell'Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, che a Catanzaro ha illustrato i dati della quarta edizione del rapporto sull'abusivismo edilizio in Calabria, realizzato insieme alla Regione nell'ambito di un protocollo d'intesa avviato nel 2024 e rinnovato nel 2025.

«Si tratta - ha spiegato Fontana - di una novità assoluta a livello nazionale, perché per la prima volta un monitoraggio civico viene svolto congiuntamente a un'amministrazione regionale. Grazie a questa collaborazione - ha rilevato Fontana - è raddoppiato il numero dei Comuni che hanno risposto alla richiesta di dati rispetto alla precedente edizione, rappresentando circa il 48% della popolazione calabrese: un campione quindi molto significativo. Dai dati emerge che tra il 2004 e il 2023 sono state emesse oltre 11.000 ordinanze di demolizione, ma solo l'11% è stato effettivamente eseguito, una percentuale inferiore alla già insoddisfacente media nazionale del 15%».

«Per la prima volta - ha aggiunto il dirigente di Legambiente - il rapporto analizza anche l'attività delle Procure, che hanno emesso oltre 1.000 ordinanze di demolizione, con un tasso di esecuzione superiore al 23%, evidenziando una maggiore efficacia dell'azione giudiziaria. Inoltre, sono state trasmesse alle Prefetture più di 1.800 ordinanze: le Prefetture possono esercitare il potere sostitutivo quando i comuni non intervengono. Un dato particolarmente significativo - ha proseguito Fontana - riguarda la natura degli abusi: in oltre 3.000 casi monitorati manca del tutto il titolo edilizio, si tratta quindi di abusi assoluti. Inoltre, il 77% delle ordinanze riguarda comuni costieri, rendendo difficile parlare di “abusi di necessità”».

Legambiente e Regione Calabria «chiedono al Governo maggiori risorse per sostenere Comuni, Prefetture e Procure nelle attività di demolizione. La Regione sta inoltre valutando l'istituzione di un fondo di rotazione dedicato. Tra le proposte avanzate c'è anche l'istituzione di un tavolo regionale permanente sull'abusivismo edilizio, per garantire un'attenzione continua al fenomeno. L'obiettivo finale - ha concluso il dirigente nazionale di Legambiente - è accelerare e aumentare le demolizioni degli immobili abusivi, non solo per tutelare l'ambiente e contenere il consumo di suolo, ma anche per difendere le imprese che operano nella legalità».

Occhiuto: «Necessario rompere con i vecchi schemi»

«La Calabria era ed è una regione che purtroppo continua a segnalarsi per tantissimi esempi di abusivismo, nonostante sia fortemente esposta al dissesto idrogeologico e agli effetti del cambiamento climatico. Bisogna essere conseguenti e combattere l'abuso del suolo». Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenendo all'incontro in Cittadella per presentate i dati della quarta edizione del rapporto sull'abusivismo edilizio in Calabria, realizzato insieme alla Regione nell'ambito di un protocollo d'intesa avviato nel 2024 e rinnovato nel 2025.

«Negli anni passati - ha ricordato Occhiuto - abbiamo sottoscritto protocolli con Legambiente che stanno iniziando a produrre risultati - e di questo sono felice - con un leggero miglioramento della situazione. Chiaramente si tratta di potenziare gli strumenti a disposizione. Nel passato abbiamo nominato diversi commissari ad acta per procedere alle demolizioni nei Comuni, ma evidentemente non basta neanche questo: bisogna trovare delle risorse per aiutare i Comuni a eseguire le demolizioni e a smaltire i materiali. Ma bisogna anche rafforzare una nuova cultura tra gli amministratori locali».

Secondo Occhiuto a volte l'iter delle demolizioni «si blocca per motivi finanziari: abbattere e smaltire costa e i Comuni non sempre dispongono delle risorse necessarie, mentre i fondi nazionali risultano insufficienti. Noi avevamo pensato di istituire un fondo di rotazione dedicato, vediamo di approfondire questo aspetto. Ma in molti casi - ha sostenuto il presidente della Regione Calabria - ci si ferma perché manca il coraggio di andare fino in fondo, perché l'immobile abusivo appartiene spesso a un elettore o a un potenziale elettore, e quindi acquisirlo al patrimonio del Comune o demolirlo ha un costo elettorale. Quando si amministra una regione complessa come la Calabria - ha concluso Occhiuto - bisogna farlo rompendo con schemi che hanno prodotto gravi danni. Ho visto fiumi tombati e costruzioni realizzate sui loro alvei o lungo le sponde. Ma la natura non riconosce questi interventi artificiali: continua a seguire il suo corso e, a ogni evento meteorologico estremo, presenta il conto degli errori commessi dall'uomo».

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