Accordo Regione Calabria-Uber, le associazioni di categoria chiedono la convocazione di un tavolo di concertazione: «Forte preoccupazione»
Confartigianato Trasporto persone, Cna-Fita trasporti, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi e Sna Casartigiani invitano il Governo ad aprire un dibattito a livello nazionale
In merito all'accordo siglato tra la Regione Calabria e Uber, Confartigianato Trasporto persone, Cna-Fita trasporti, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi e Sna Casartigiani manifestano «forte preoccupazione». Le medesime sigle hanno inoltre richiesto l'attivazione di un tavolo di concertazione su scala nazionale.
Le associazioni di categoria sostengono che tale provvedimento «non sia in linea con i principi della Legge 15 gennaio 1992, n. 21, che disciplina in Italia il servizio di trasporto pubblico non di linea». A loro avviso, infatti, la scelta di «favorire l'ingresso di una multinazionale che opera attraverso una struttura societaria estera, con una parte rilevante della fiscalità e dei profitti gestita al di fuori del Paese, rischia di creare una disparità competitiva nei confronti delle imprese e delle cooperative italiane del settore». «Si tratta – aggiungono le sigle – di realtà che investono quotidianamente in professionalità, sicurezza, qualità del servizio e rispetto delle norme, contribuendo allo sviluppo economico e occupazionale dei territori».
UberX in Calabria, Sinistra Italiana contro Occhiuto: «I veri "sfigati" sono i calabresi orfani del trasporto pubblico»La mossa della Regione Calabria viene vista come un «precedente che potrebbe aprire la strada a un processo di liberalizzazione privo di un quadro normativo chiaro e condiviso, con possibili conseguenze sull'intero sistema del trasporto pubblico non di linea a livello nazionale». Alla luce di questa situazione, Confartigianato Trasporto persone, Cna Fita trasporto persone, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi e Sna Casartigiani chiedono la convocazione immediata di un tavolo di confronto con la Regione, invitando al contempo il Governo ad aprire un dibattito a livello nazionale.