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16/05/2026 ore 14.39
Attualità

Acqua Leo contaminata all'ospedale di Soverato, l'Asp di Catanzaro: «Documento interno diffuso in maniera illegittima»

La nota sul presunto cattivo odore era riservata ai coordinatori di reparto. L'Asp avvia un'indagine interna: «Chi ha violato il regolamento aziendale sarà avviato al consiglio di disciplina». Il caso definito isolato

di Redazione

L’Asp di Catanzaro interviene sulla vicenda relativa al presunto cattivo odore segnalato in alcune bottiglie di acqua Leo distribuite attraverso il servizio mensa dell’ospedale di Soverato, chiarendo che la comunicazione interna circolata nelle scorse ore sarebbe stata diffusa all’esterno «in maniera assolutamente illegittima».

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In una nota ufficiale, l’Azienda sanitaria provinciale precisa infatti che il documento firmato dal direttore sanitario «era ad esclusivo uso interno» e destinato unicamente ai coordinatori dei reparti «in via puramente cautelativa al fine di tutelare la salute dei pazienti ricoverati».

Secondo quanto spiegato dall’Asp, la segnalazione non riguarderebbe problematiche di salute pubblica ma un episodio circoscritto, attualmente oggetto di verifiche. «Il riferimento al lotto ed alla marca dell’acqua Leo – si legge nella nota – era finalizzato a consentire a tutti gli operatori di verificare l’integrità di eventuali altre bottiglie».

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L’Azienda sanitaria sottolinea inoltre che, allo stato attuale, «non sono pervenute in direzione sanitaria altre segnalazioni in ordine all’integrità dell’acqua distribuita» e che l’episodio «deve considerarsi un caso isolato», almeno «nelle more dei risultati delle analisi dei campioni di acqua disposti dalla stessa Azienda».

Nel comunicato viene anche evidenziato come, nella filiera di conservazione e distribuzione delle acque in bottiglia, «possano intervenire altri fattori che non riguardano la ditta produttrice».

Particolarmente dura la posizione assunta dall’Asp di Catanzaro sulla diffusione del documento interno, finito prima sui social e poi sugli organi di stampa. L’Azienda sanitaria fa sapere di aver già avviato «una indagine» per individuare i responsabili della divulgazione, aggiungendo che «il personale che ha violato il regolamento aziendale sarà avviato al consiglio di disciplina».

L’Asp sottolinea inoltre che l’azienda produttrice dell’acqua Leo «potrà avviare eventuali azioni» nei confronti dei responsabili della diffusione della nota interna.

La vicenda diventa anche l’occasione per richiamare il personale sanitario «ad un uso responsabile di dispositivi telefonici individuali sul luogo di lavoro», tema sul quale l’Azienda sanitaria afferma di essere già intervenuta e rispetto al quale «si riserva azioni ulteriori».