Sezioni
Edizioni locali
04/09/2026 ore 17.56
Attualità

Acque contaminate sotto il termovalorizzatore di A2A a Crotone: il caso approda con urgenza in Parlamento

I rilievi a Passovecchio svelano inquinamento nella falda acquifera. Il deputato Stumpo interroga i ministri e chiede il blocco dei lavori nel Sin: «Servono monitoraggio immediato e bonifica prima di nuovi rischi»

di Giuseppe Dell'Aquila

La presenza di contaminazione nelle acque di falda che scorrono al di sotto dell’area del termovalorizzatore di A2A Ambiente, in località Passovecchio a Crotone, approda anche in Parlamento. Sulla vicenda interviene il deputato del Partito Democratico Nico Stumpo, che ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e della Salute, Orazio Schillaci, chiedendo interventi urgenti e ponendo l’attenzione anche sulle operazioni previste nell’area del Sin di Crotone.

La questione era emersa nei giorni scorsi dopo la documentazione prodotta dalla stessa A2A Ambiente nell’ambito dell’analisi di rischio sanitario e ambientale relativa al sito di Passovecchio.

Un passaggio legato al procedimento per il rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale e agli interventi di ammodernamento del termovalorizzatore autorizzati dalla Regione Calabria il 14 luglio 2025.

Gli approfondimenti effettuati nell’area, ricompresa nel Sito di interesse nazionale di Crotone, hanno fatto emergere livelli di contaminazione delle acque sotterranee che dovranno adesso essere oggetto di valutazione da parte degli enti competenti.

Il Ministero dell’Ambiente ha infatti convocato una Conferenza dei servizi istruttoria per l’esame dell’analisi di rischio. Ispra, Arpacal, Istituto superiore di sanità, Asp e Inail potranno richiedere chiarimenti e integrazioni alla società e successivamente esprimere le rispettive valutazioni sul documento.

Una vicenda che assume particolare rilevanza anche alla luce degli interventi programmati sul termovalorizzatore.

Con il provvedimento regionale del luglio 2025 A2A ha ottenuto il via libera ad una serie di opere di ammodernamento dell’impianto, tra cui la realizzazione di un nuovo fabbricato destinato allo stoccaggio dei rifiuti da incenerire, con una capacità massima di circa 5mila metri cubi, una struttura per il ciclo termico, un edificio destinato alla sala controllo, un nuovo camino e ulteriori opere accessorie.

L’impianto è autorizzato a trattare fino a 65mila tonnellate all’anno di rifiuti pericolosi e non pericolosi, finalizzando il processo anche alla produzione di energia.

L’interrogazione di Stumpo

Sulla contaminazione della falda e sui possibili collegamenti con la complessa situazione ambientale del Sin di Crotone interviene ora il deputato Pd Nico Stumpo.

«A seguito della contaminazione dell'acqua di falda sotto l'area del termovalorizzatore di A2a Ambiente Spa a Passovecchio (Kr), non è al momento chiaro cosa si intenda per «fenomeni di trasporto sotterraneo» e se tale contaminazione sia correlata alla certificata intrusione marina e al fallimento della barriera idraulica Eni nel Sin di Crotone. È dunque necessario che i ministri Pichetto Fratin e Schillaci avviino iniziative urgenti di monitoraggio, messa in sicurezza e bonifica del territorio crotonese».

È quanto chiede il parlamentare nell’interrogazione indirizzata ai titolari dei dicasteri dell’Ambiente e della Salute.

Stumpo richiama inoltre le valutazioni già emerse negli anni sulla tenuta della barriera idraulica realizzata nell’area industriale.

«Prima l'Eni e poi l'Unical – sottolinea il dem – avevano già evidenziato la necessità di un adeguamento della barriera idraulica a protezione della falda sotto ex Pertusola per rischio di aspirazione di acqua di mare causa siccità e che l'intrusione marina sotto il Sin di Crotone da più anni, rende di fatto inefficace la barriera e irreversibile per centinaia di anni».

Il parlamentare collega quindi la questione della contaminazione della falda anche agli interventi programmati sulle discariche presenti lungo la fascia costiera del Sin, chiedendo al Governo di fermare le operazioni fino a quando non sarà definitivamente chiarito il quadro ambientale.

«Fino alla verifica del rischio di inquinamento, il governo ha l'obbligo di sospendere l'avvio della rimozione delle discariche a mare che aumentano la permeabilità e il rischio di ulteriore inquinamento del Sin e dell'area archeologica», conclude Stumpo.

L’interrogazione parlamentare riporta così al centro dell’attenzione nazionale una delle questioni ambientali più delicate del territorio crotonese: la sicurezza della falda, l’efficacia delle misure di contenimento dell’inquinamento e il rapporto tra le attività industriali, gli interventi di bonifica e la tutela di un’area nella quale alla fragilità ambientale si aggiunge anche la presenza di un importante patrimonio archeologico.

Adesso l’attenzione si concentra sulle valutazioni degli enti tecnici e sanitari chiamati ad esaminare l’analisi di rischio presentata da A2A e, parallelamente, sulle risposte che il Governo fornirà all’interrogazione presentata da Stumpo.