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21/02/2026 ore 15.54
Attualità

Ad Acri la prima piazza italiana dedicata a Papa Francesco, dal Piemonte anche la signora Orsola: «Porto i saluti dei parenti di Bergoglio»

L’evento questa mattina nello spazio antistante la chiesa di San Domenico. Il parroco: «Ricordiamo il suo amore per la pace e il suo richiamo a costruire ponti e non muri». Presente anche il vescovo Checchinato

di Francesco Roberto Spina

È stata inaugurata questa mattina ad Acri “Piazza Papa Francesco”, lo spazio antistante la chiesa di San Domenico, la prima piazza in Italia dedicata al Pontefice argentino di origini piemontesi, Papa Francesco. La cerimonia, promossa dalla Diocesi di Cosenza-Bisignano e dal Comune, ha visto la partecipazione di autorità civili e religiose e di numerosi cittadini.

«Ricordiamo il suo amore per la pace, il suo impegno in appelli sempre più forti e accorati, il suo richiamo a costruire ponti e non muri, il suo amore per la casa comune», ha spiegato don Davide Luele, parroco di San Domenico. «Per Acri, il pontificato di Papa Francesco ha un valore particolare, insieme alle figure locali come sant’Angelo d’Acri, canonizzato nel 2017, Francesco Maria Greco, beatificato nel 2016, e Maria Teresa De Vincenti, dichiarata venerabile nel 2022».

Presente anche mons. Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, che ha definito l’intitolazione «un segno importante per la città e per la provincia».

Tra i momenti più significativi della mattinata, la partecipazione della signora Orsola Appendino, giunta appositamente dal Piemonte per portare il saluto dei parenti piemontesi della famiglia Bergoglio: «Provo un’emozione grandissima – ha detto –. È la prima piazza che viene dedicata a Papa Francesco in Italia e sapere che questa iniziativa avviene qui, ad Acri, è una gioia immensa».

«I parenti piemontesi che non hanno potuto essere presenti mi hanno incaricato di portare i loro saluti e il ringraziamento alla comunità - ha aggiunto -. È la dimostrazione della vitalità della comunità locale e della capacità di lavorare insieme tra Chiesa e istituzioni».

Appendino ha anche ricordato le ricerche sulle radici piemontesi del Papa: «Il momento più significativo è stato trovare l’atto di matrimonio dei nonni nella Chiesa di Santa Teresa d’Avila a Torino. La “Nonna Rosa” è stata fondamentale per la sua formazione: con lei ha imparato a pregare, conoscere le tradizioni, il dialetto e i piatti tipici del Piemonte».

Sulla storia dell’emigrazione piemontese in Argentina ha detto: «È una vicenda che appartiene a molte famiglie. Ho visto discendenti commuoversi davanti alle case degli antenati o ai battisteri dei loro nonni. Anche Francesco, da cardinale, andava a far visita ai parenti rimasti nella casa di famiglia».

La cerimonia si è poi conclusa con la scopertura della targa e la benedizione della piazza, suggellando un collegamento simbolico tra Piemonte e Calabria e celebrando Papa Francesco come figura di unità.

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