Sezioni
Edizioni locali
24/04/2026 ore 12.32
Attualità

All’Unical l’Europa delle università senza frontiere: il meeting EUPeace riunisce nove Paesi

Nel campus di Rende incontro delle delegazioni partner, per ragionare sul ruolo degli atenei in una fase segnata da cambiamenti profondi

di Redazione

Per due giorni l’Università della Calabria ha ospitato una parte d’Europa che prova a immaginare un altro modo di vivere l’università. Il 14 e 15 aprile, nel campus di Arcavacata, si è svolto lo EUPeace Spring Meeting 2026, appuntamento dell’alleanza European University for Peace, Justice and Inclusive Societies.

Non è stato un incontro di semplice rappresentanza. In una fase in cui il quadro internazionale cambia in fretta e anche gli atenei sono chiamati a ridefinire il proprio spazio, il meeting ha offerto un’occasione concreta di confronto tra chi, dentro questa rete, lavora a un’idea di istruzione superiore più aperta e meno legata ai confini nazionali.

Il campus come luogo di incontro

Le attività si sono svolte tra l’University Club e le sale della Biblioteca di ateneo. Il programma era pensato per mettere attorno allo stesso tavolo i diversi livelli dell’alleanza: momenti comuni, riunioni dei comitati, workshop, passaggi più operativi.

Ad aprire la prima giornata, martedì 14 aprile, sono stati i saluti istituzionali del rettore Gianluigi Greco, che ha richiamato una delle caratteristiche distintive dell’UniCal, quella di essere una realtà residenziale, quasi una piccola città universitaria, abitata ogni giorno da studenti, docenti e personale.

A seguire, una sessione congiunta ha fornito aggiornamenti sullo stato dei lavori del progetto a tutti i partecipanti. Si sono poi svolti i lavori dei principali organismi coinvolti (Governing Board, Research Council, Education Board, Steering Committee, Monitoring Committee, Coordination Network) con l’obiettivo di approfondire temi strategici, accademici e organizzativi, mirando a orientare e promuovere l’evoluzione del progetto.

Il confronto tra partner

Mercoledì 15 aprile lo spazio è stato dato soprattutto ai gruppi di lavoro EUPeace. I workshop hanno favorito un confronto diretto tra i rappresentanti delle università partner, con un taglio più concreto e meno formale. Era, in fondo, il cuore dell’incontro: capire come tenere insieme visione comune e lavoro quotidiano.

A coordinare l’evento sono stati il delegato del rettore, Cesare Indiveri, e lo staff UniCal che segue il progetto. «Lo scopo del progetto – ha detto Indiveri – è quello di creare un’alleanza europea capace di ripensare la formazione superiore come spazio senza frontiere in continua evoluzione, partendo dall’obiettivo di fornire ai cittadini di domani conoscenze, competenze ed esperienze per costruire società più giuste e resilienti».

La lecture di Fulvio Attinà

Uno dei momenti più significativi della due giorni è stata la lecture del professor Fulvio Attinà, docente di Scienza politica e Relazioni internazionali dell’Università di Catania, dal titolo “The change of order and the chances of peace”. L’incontro pubblico, ospitato nell’Aula Magna Beniamino Andreatta, ha visto una forte partecipazione di studenti insieme alle delegazioni delle nove università dell’alleanza. Attinà ha fornito un’analisi dettagliata delle significative trasformazioni che stanno ridefinendo il sistema politico globale, con particolare attenzione al progressivo declino delle tradizionali leadership internazionali, all'ascesa di nuovi protagonisti sulla scena mondiale e ai mutamenti che stanno plasmando i modelli di governance globale. Questi fenomeni dimostrano una complessa ristrutturazione degli equilibri geopolitici e delle dinamiche di potere, ponendo sfide inedite e aprendo nuove prospettive per la cooperazione e la gestione delle questioni globali.

UniCal dentro il progetto europeo

L’Università della Calabria è l’unico partner italiano dell’alleanza EUPeace, che si sta ritagliando uno spazio sempre più riconoscibile nel panorama europeo dell’istruzione superiore. Per l’ateneo calabrese, l’appuntamento di aprile è stato anche un modo per consolidare relazioni già avviate e preparare i prossimi passaggi.

Come ha ricordato Indiveri, la comunità UniCal ha avuto l’occasione di conoscere più da vicino il funzionamento dell’alleanza. Un progetto che punta molto sulla presenza degli studenti attraverso programmi come l’European Track e il Virtual European Exchange Programme (VEEP). Accanto a questo ci sono i Research Hubs, la rete per dottorandi e giovani ricercatori, le borse di studio e la Conferenza EUPeace 2026, prevista a settembre proprio all’UniCal, sul tema Global warming and its impact. Connections with emerging conflicts, migrations, and health issues.

Che cos’è EUPeace

EUPeace nasce dalla call “European Universities” della Commissione europea e mette insieme università di nove Paesi europei. L’alleanza coinvolge complessivamente oltre 190 mila studenti e studentesse, 15.300 ricercatori e ricercatrici, 1.870 corsi di studio, più di 190 facoltà e dipartimenti universitari e 850 gruppi di ricerca.

L’idea di fondo è costruire un’università transnazionale, capace di permettere agli studenti di muoversi tra istituzioni diverse e di formarsi in un contesto che richiama con forza i valori della pace, della giustizia e dell’inclusione sociale.

Le università partner lavorano attraverso i Work Packages, cioè gruppi che definiscono linee operative e strategie. L’UniCal coordina il WP5, “Campus and Student Life”, ed è co-leader del WP6, “Research Hubs and Doctoral Studies”. Gli altri pacchetti riguardano la gestione del progetto, la trasformazione dei curricula, l’internazionalizzazione della formazione degli insegnanti, la mobilità, il dialogo sociale, l’impatto e la diffusione.