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22/06/2026 ore 06.59
Attualità

Alta Velocità in Calabria, l'occasione mancata: le Frecce che diventano Intercity e quella promessa lungo il Tirreno

Coincidenze carenti e territorio scollegato annullano i vantaggi della velocità. Resta sulla carta la metropolitana di superficie dell'Alto Tirreno che doveva unire i centri costieri all'aeroporto di Lamezia Terme

di Domenico Oliva

Per anni l'arrivo delle Frecce in Calabria è stato presentato come una svolta storica, il simbolo di una regione finalmente collegata al resto del Paese con standard moderni ed efficienti. La realtà, tuttavia, racconta una storia ben diversa. Quella che avrebbe dovuto rappresentare una rivoluzione della mobilità rischia oggi di apparire come un'occasione mancata, frenata da scelte discutibili, mancanza di programmazione e da quei campanilismi che troppo spesso hanno condizionato lo sviluppo del territorio.

L'Alta Velocità dovrebbe essere un sistema integrato, capace di mettere in rete città, aeroporti, porti e aree turistiche. In Calabria, invece, si è spesso trasformata in un servizio isolato, privo di collegamenti efficienti con il territorio circostante. Le coincidenze ferroviarie risultano spesso inadeguate o inesistenti, costringendo viaggiatori e turisti a lunghe attese o a ricorrere all'automobile per completare il proprio percorso.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: le Frecce, nate per ridurre tempi e distanze, finiscono per perdere gran parte della loro efficacia. In molti casi l'esperienza di viaggio si avvicina più a quella di un tradizionale Intercity che a quella di un moderno sistema di Alta Velocità. Un paradosso che pesa soprattutto sulle aree periferiche e sui centri turistici dell'Alto Tirreno cosentino, da anni in attesa di collegamenti realmente funzionali.

Ancora una volta emerge la responsabilità della politica, incapace di trasformare una grande opportunità in un progetto organico di sviluppo. Non è sufficiente inaugurare un treno veloce se poi manca una strategia complessiva che permetta ai cittadini e ai visitatori di raggiungere facilmente le destinazioni finali. I trasporti non possono essere valutati soltanto sulla base della presenza di una fermata, ma sulla capacità dell'intero sistema di funzionare in modo coordinato.

In questo contesto tornano alla mente le tante promesse relative alla metropolitana di superficie dell'Alto Tirreno. Un progetto che avrebbe potuto rappresentare una vera svolta per la mobilità regionale, collegando in maniera capillare i centri costieri, riducendo il traffico automobilistico e creando un collegamento rapido ed efficiente con l'aeroporto di Lamezia Terme, principale porta d'accesso della Calabria.

Di quella proposta, però, restano soprattutto dichiarazioni, annunci e conferenze stampa. Le parole si sono disperse nel vento, mentre residenti e turisti continuano a fare i conti con collegamenti frammentati, coincidenze incerte e infrastrutture che non dialogano tra loro.

Eppure le potenzialità non mancano. L'Alto Tirreno calabrese rappresenta una delle aree a maggiore vocazione turistica della regione. Un sistema ferroviario moderno, integrato con autobus, navette e collegamenti aeroportuali, potrebbe generare benefici economici enormi, favorire nuovi investimenti e migliorare sensibilmente la qualità della vita dei residenti.

La domanda che i cittadini si pongono da anni è sempre la stessa: quanto tempo dovrà ancora passare prima che la mobilità diventi una priorità reale e non soltanto uno slogan elettorale? Perché senza trasporti efficienti non esiste sviluppo turistico, non esiste competitività territoriale e non esiste futuro. La Calabria continua ad attendere risposte concrete. E, come troppo spesso accade, il rischio è che anche questa occasione finisca nel lungo elenco delle opportunità perdute.