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19/06/2026 ore 12.54
Attualità

Amministratori sotto tiro, in Italia una minaccia ogni 28 ore: Calabria tra le regioni più colpite

Dal rapporto di Avviso pubblico emerge un fenomeno diffuso lungo tutta la penisola e che ha contato, solo nel 2025, ben 309 episodi. Puglia, Campania e Sicilia guidano la classifica delle regioni più interessate, poi c’è la Calabria con 32 intimidazioni

di Redazione

Una minaccia ogni 28 ore. È il dato che emerge con maggiore forza dal nuovo rapporto “Amministratori sotto tiro”, realizzato da Avviso pubblico e presentato a Napoli, che fotografa un fenomeno diffuso e persistente lungo tutta la penisola: intimidazioni, aggressioni e atti di violenza contro sindaci, assessori, consiglieri comunali e regionali, oltre che dipendenti della Pubblica amministrazione.

Un fenomeno che attraversa l'Italia da nord a sud e che nel solo 2025 ha fatto registrare 309 episodi, da Bolzano a Portopalo di Capo Passero, lungo oltre 1.500 chilometri di territorio nazionale interessati da lettere minatorie, incendi, minacce sui social network, danneggiamenti e aggressioni.

La mobilitazione degli amministratori locali, schierati con la fascia tricolore dietro lo striscione di Avviso pubblico, ha voluto lanciare un messaggio chiaro: fermare un'escalation che continua a colpire chi è chiamato a rappresentare le istituzioni nei territori.

I numeri raccolti dal rapporto restituiscono la dimensione di un fenomeno che negli anni ha assunto contorni strutturali. Dal 2010 al 2026, infatti, sono stati censiti 6.025 episodi di intimidazione che hanno coinvolto 1.736 Comuni italiani, lasciando una lunga scia di violenza fatta di «lettere minatorie, incendi, insulti e perfino pestaggi».

Dall'analisi emerge anche una significativa differenza geografica nelle modalità delle intimidazioni. Nel Mezzogiorno prevalgono gli incendi e i danneggiamenti, mentre nel Centro-Nord risultano più frequenti lettere anonime, messaggi minatori e minacce diffuse attraverso i social network. Secondo il rapporto, inoltre, un caso su quattro nasce dal malcontento di singoli cittadini per decisioni amministrative considerate sgradite.

La geografia delle intimidazioni vede nel 2025 la Puglia al primo posto con 51 casi, seguita dalla Campania con 37, dalla Sicilia con 35 e dalla Calabria con 32 episodi. Tra le regioni del Centro-Nord il primato spetta alla Lombardia, con 30 casi, davanti a Veneto e Lazio.

Un altro elemento che emerge con chiarezza riguarda la dimensione dei centri colpiti. Le intimidazioni si concentrano soprattutto nei piccoli Comuni: il 57 per cento degli episodi riguarda realtà con meno di 20 mila abitanti, il 22 per cento interessa centri compresi tra 20 mila e 50 mila abitanti, mentre il restante 21 per cento coinvolge città con una popolazione superiore ai 50 mila residenti.

A sottolineare la portata del fenomeno è stato il presidente di Avviso pubblico, Roberto Montà, che durante la presentazione del rapporto ha ribadito come «quando si colpisce un amministratore locale, si colpisce la democrazia di un territorio, un'intera comunità, una famiglia, non solo una singola persona».

Montà ha quindi richiamato la necessità di una reazione collettiva: «È importante che, quando accade, si mobiliti tutta la cittadinanza, le forze politiche, la stampa e tutti gli altri soggetti che rivestono un ruolo significativo nella società», aggiungendo che «non dobbiamo rassegnarci a considerarlo un male incurabile».

Il presidente dell'associazione ha inoltre evidenziato come il fenomeno non possa essere attribuito esclusivamente alla criminalità organizzata. «Il rapporto presenta dati allarmanti, soprattutto in determinate zone del Paese, che non si limitano al solo Mezzogiorno d'Italia», ha spiegato, precisando che «dietro queste azioni brutali non ci sono solo gli interessi della criminalità organizzata, ma anche quelli che affondano le radici nei contesti sociali ed economici dei territori colpiti».