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07/08/2026 ore 13.03
Attualità

Anziani soli, un milione e mezzo dalla Regione per ricucire i legami. Straface: «Preveniamo le fragilità»

Il progetto “La Calabria ti fa compagnia” coinvolgerà giovani tra 18 e 35 anni e custodi sociali. L’assessore al Welfare: «Non stiamo creando l’ennesimo servizio assistenziale, ma ricostruendo relazioni e senso di comunità»

di Redazione

In Calabria migliaia di anziani convivono ogni giorno con una condizione che non compare nelle diagnosi mediche, ma può incidere profondamente sulla qualità della vita: la solitudine. Un isolamento che non si traduce necessariamente in un bisogno sanitario, ma che può essere affrontato attraverso la presenza, l’ascolto e la condivisione della quotidianità.

È da questa esigenza che nasce “La Calabria ti fa compagnia”, la misura approvata dalla giunta regionale della Calabria e promossa dall’assessore regionale al welfare, alle pari opportunità e all’inclusione sociale Pasqualina Straface. L’intervento prevede uno stanziamento complessivo di 1,5 milioni di euro e punta a costruire una risposta strutturale a un fenomeno legato anche ai cambiamenti demografici della regione.

L’invecchiamento progressivo della popolazione e l’emigrazione dei più giovani lasciano infatti molti padri e madri soli sul territorio. Per questo la Regione ha scelto di destinare le risorse provenienti dal Fondo preordinato alla promozione di misure di sviluppo economico a un intervento di coesione sociale, con l’obiettivo di produrre benefici duraturi sul tessuto umano ed economico della comunità.

L’Amico di Comunità

Il progetto non nasce come un servizio di assistenza domiciliare né come un intervento di cura sanitaria. L’obiettivo è piuttosto quello di creare un laboratorio permanente di relazioni sociali, attraverso due figure complementari.

La prima è l’Amico di Comunità, un giovane tra i 18 e i 35 anni, individuato tra studenti universitari e giovani del territorio presi in carico attraverso gli enti del Terzo Settore. Il suo compito sarà affiancare l’anziano per almeno dodici mesi, offrendo presenza, ascolto e condivisione della quotidianità.

Le attività potranno riguardare anche i gesti più semplici: una passeggiata, la spesa, la lettura di un libro o un gelato insieme. Per i giovani coinvolti, inoltre, l’esperienza non sarà soltanto di volontariato civico: sono previsti formazione certificata, crediti formativi (Cfu) e un’indennità economica.

Il Custode Sociale intercetta la solitudine

L’altra figura prevista dalla misura è il Custode Sociale di Comunità, definito nella nota come l’elemento di maggiore innovazione del progetto. Si tratta di un operatore di prossimità chiamato a presidiare stabilmente il territorio e a svolgere una ricerca attiva del bisogno.

Il suo compito sarà intercettare precocemente le situazioni di isolamento, prima che possano trasformarsi in fragilità socio-sanitaria o determinare il ricorso improprio a strutture residenziali e pronto soccorso.

La misura si inserisce nel percorso di riforma del welfare portato avanti dall’assessorato e dalla giunta regionale, con particolare attenzione alle categorie più fragili. Il progetto è inoltre indicato come coerente con la normativa nazionale di riforma delle politiche per gli anziani.

A supporto dell’iniziativa sarà utilizzata una piattaforma digitale regionale per favorire l’incontro tra giovani e anziani. La sperimentazione punta anche alla creazione della prima banca dati georeferenziata sulla solitudine in Calabria, uno strumento destinato a mappare il fenomeno sul territorio regionale.

La sperimentazione e l'obiettivo di rendere stabile il servizio

Il percorso avrà una durata di dodici mesi e sarà sottoposto a un monitoraggio affidato a un organo di valutazione terzo e indipendente espresso dalle università calabresi.

L’obiettivo indicato dalla Regione va però oltre la fase sperimentale: al termine dei dodici mesi, l’intenzione è rendere la figura del Custode Sociale un servizio permanente, inserendola nel Repertorio regionale delle qualificazioni e prevedendone il finanziamento stabile attraverso gli Ambiti Territoriali.

«Con questo progetto stiamo ponendo le basi per un welfare nuovo, coraggioso e profondamente umano», dichiara l’assessore al welfare Pasqualina Straface, secondo cui l’iniziativa si inserisce nella strategia di riforma dell’intero sistema dei servizi sociali regionali.

«Non stiamo creando l’ennesimo servizio assistenziale, stiamo ricostruendo relazioni e senso di comunità», sottolinea Straface. E aggiunge: «La solitudine involontaria non è un fatto privato, ma un problema di salute pubblica, di dignità e di civiltà che colpisce i nostri anziani e impoverisce i nostri paesi».

La misura, nelle intenzioni dell’assessore, punta anche a coinvolgere direttamente le nuove generazioni: «Vogliamo una Calabria che non dimentichi nessuno, in cui i giovani diventino i veri protagonisti del riscatto sociale, restituendo attenzione e compagnia a chi ha costruito la nostra storia».

Infine, la prospettiva indicata dalla Regione è quella di intervenire prima dell’emergenza, attraverso una rete capace di riconoscere e prevenire le situazioni di fragilità. «Non aspettiamo l’emergenza – conclude Straface – ma preveniamo la fragilità infondendo fiducia». E ancora: «Il welfare che vogliamo non si limita ad erogare prestazioni fisiche o sanitarie, ma riconosce il valore sociale delle relazioni e garantisce a ciascun anziano la dignità dell’ascolto, dell’inclusione e della valorizzazione nella propria comunità».