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21/07/2026 ore 12.53
Attualità

«Basta piangerci addosso»: il messaggio di Gallo a Vinitaly and the City e il corto che racconta la nuova Calabria

VIDEO | Tra emozione e identità, la presentazione di "Dove tutto è cominciato #2" diventa il simbolo di una Calabria che sceglie di credere in sé stessa, puntando su giovani, cultura, vino e territorio. La Regione punta ancora sui Marcatori Identitari Distintivi

di Redazione

Una Calabria che non si piange più addosso, che non vive di rimpianti, che non consuma energie nella critica sterile ma sceglie di pedalare, lavorare e dimostrare al resto del Paese di essere terra di riscatto, opportunità e crescita. È stato, questo, il messaggio più forte affidato dall’assessore regionale Gianluca Gallo alla chiusura, domenica 19 luglio, del Vinitaly and the City a Sybaris, dove la presentazione del corto “Dove tutto è cominciato #2” ha trasformato il palco centrale della manifestazione in un racconto identitario della Calabria più profonda e competitiva: quella che riconosce i propri Marcatori Identitari Distintivi (MID) e li assume come coscienza, reputazione, ambizione alla qualità e futuro.

Gallo: dobbiamo raccontare ai giovani una terra di potenzialità

Nel dialogo con il comunicatore strategico Lenin Montesanto, l’assessore all’agricoltura, alla mobilità sostenibile e alle aree interne ha richiamato «il valore di una regione che, per storia e posizione mediterranea, è stata luogo di passaggi, conquiste, contaminazioni, integrazioni e permanenze; una terra nella quale popoli diversi hanno lasciato tracce profonde, visibili nelle minoranze linguistiche, nelle tradizioni, negli usi, nei costumi, nei riti e nel patrimonio umano delle comunità; tante storie – ha sottolineato – che devono essere raccontate soprattutto ai giovani, ai quali per troppo tempo è stato spiegato che il futuro fosse necessariamente altrove, fuori dai confini calabresi».

Il Sud torna in partita, tra borghi, aree interne e qualità della vita

Gallo ha inserito questa riflessione dentro una fase nuova, nella quale il Sud e la Calabria tornano ad essere competitivi anche per effetto di un cambiamento più ampio: «le grandi città, pur continuando ad essere attrattive, diventano spesso costose, faticose, meno accoglienti, mentre i borghi, le aree interne, le relazioni umane e la qualità del vivere possono trasformarsi in nuova occasione; una prospettiva che si lega ai segnali positivi emersi dai più recenti indicatori economici nazionali, con il Mezzogiorno e la Calabria in particolare sempre più capaci di raccontare una dinamica di risveglio, crescita e rinnovata centralità».

Girato nei vigneti del Cirotano, con Annalisa Insardà protagonista

Con protagonista l’attrice calabrese Annalisa Insardà, il progetto è stato ideato, scritto e prodotto per Arsac da Lenin Montesanto, ideatore nel 2021 dei Marcatori Identitari Distintivi per Calabria Straordinaria, con la regia di Massimo De Masi, la direzione di produzione di Francesca Felice – FFA Architetture & Design e la produzione esecutiva di Roka Produzioni. Preziosa la collaborazione dei Comuni di Cirò, Cirò Marina e Melissa, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone, di Calabria Verde, di Cantine Zito e del consigliere regionale Sergio Ferrari.

Montesanto (MID): con Calabria Straordinaria record istituzionale

Montesanto ha spiegato di aver condiviso, insieme all’assessore Gallo, che «tra le immagini della tre giorni di Sybaris trovasse spazio quest’anno anche questa seconda tappa del racconto esperienziale sui MID, le cui riprese sono state girate nei territori di Cirò, Cirò Marina e Melissa. Un corto denso di senso, un risveglio alla meraviglia, un appello alla consapevolezza che muove l’agire. Un racconto che nasce dentro la visione di Calabria Straordinaria, brand, progetto e prospettiva che da cinque anni consecutivi, un record istituzionale per la Calabria, rimane – ha scandito il comunicatore – patrimonio condiviso di tutti i calabresi, divenuta cornice istituzionale e culturale di una nuova narrazione regionale».

Dal Merano Wine nel Cirotano al Vinitaly, il racconto della qualità

«La scelta di girare il corto tra Melissa e Cirò – ha spiegato Montesanto ringraziando il direttore generale dell’Arsac Michela Fulvia Caligiuri e richiamando il successo straordinario di visualizzazioni e commenti del primo corto lanciato nel 2025 e girato a Ferramonti di Tarsia – ha costruito anche un ponte ideale tra il Vinitaly appena conclusosi a Sibari con il Merano Wine Festival Calabria 2026 – Essenza del Sud, ospitato a giugno proprio in quei territori; due manifestazioni diverse, ma unite da una stessa ambizione: dimostrare che la Calabria può competere sulla qualità, sull’organizzazione, sulla forza identitaria dei territori e sulla capacità di trasformare le proprie eccellenze in racconto pubblico. Ed è in questa traiettoria che si inserisce il nuovo prodotto sui Marcatori Identitari Distintivi (MID), che continuano ad essere promossi non come semplice elenco di simboli, ma come chiavi di accesso alla profondità culturale della regione».

Il riferimento alla compianta presidente Santelli nel testo del corto

«Nel testo del corto – ha spiegato Montesanto dialogando con Gallo – ho voluto inserire una suggestione ribaditami spesso dalla compianta presidente Jole Santelli, quando sei anni fa condividevamo l’avvio del progetto ambizioso sui MID: l’idea, ovvero, che sotto i piedi dei calabresi vi sia qualcosa di magico, profondo, non ordinario, capace di rendere questa terra davvero straordinaria». Da quel ricordo, il racconto emozionale, iniziato al Vinitaly 2025, con Luigi Lilio, Scilla e Cariddi, il Codex Purpureus Rossanensis, Epeo, la Liquirizia di Calabria, gli Arbëreshë, Sybaris, il Krìmisa e Ferramonti di Tarsia, continua oggi con quella Calabria che nei secoli ha generato tante figure, luoghi e primati capaci di lasciare traccia nella storia del mondo: da Milone di Kroton, il campione delle antiche Olimpiadi, ai fratelli Vianeo di Tropea, considerati gli inventori della chirurgia plastica, da Alcmeone di Crotone, il padre dell’anatomia e della fisiologia, ad Alfonso Rendano, inventore del terzo pedale nel pianoforte, da Mimmo Rotella, inventore del décollage, a Gianni Versace, considerato lo stilista che ha rivoluzionato la moda, fino al Calabriano, l’epoca geologica che porta il nome della regione, unico caso al mondo.

Il messaggio forte del corto: la pagina dell’oikofobia è stata girata

Il messaggio finale del corto è netto: «la pagina dell’oikofobia, del disamore verso ciò che si è e dell’odio verso la propria identità, è stata ormai girata. Stop. Ora tocca ai calabresi raccontarsi con la propria bellezza: quella bellezza inedita, quella che fa venire i brividi a chi non ci ha mai conosciuto davvero; quella che inebria, come i nostri vini, ma che va governata; quella che ci fa guardare verso l’infinito, con i piedi per terra; quella dello spirito, che poi è quella che compie la vera rivoluzione; quella della consapevolezza, quella del sorriso, sì, del sorriso. Quella che ci scalda l'anima. Quella che ci insegna a fare pace con noi stessi, quella che ci fa ritornare, sempre qui, dove nasce la Soldanella, che – chiosa Annalisa Insardà nella sua magnetica interpretazione – ci identifica nel mondo, per la prima volta tutti insieme, icona e bussola della Calabria Straordinaria».

L’ironia finale: quelli che sorridono e ci credono hanno superato quelli che piangono e si lamentano

«Ai dati straordinari, commentati dall’assessore Gallo, sulla crescita dell’export regionale e a quelli recentissimi di Bankitalia che certificano la Calabria come la regione italiana con la crescita economica più elevata, aggiungo – ha chiosato ironicamente Montesanto – un’ultima misurazione, appena pervenuta e forse ancora più importante delle prime due: quelli che sorridono e ci credono, in questa terra, hanno finalmente superato quelli che piangono e si lamentano. Siamo avanti. Stiamo vincendo!».