Sezioni
Edizioni locali
12/09/2026 ore 15.08
Attualità

Borghi collinari e lotta allo spopolamento: a San Giovanni di Gerace la visita del ministro Musumeci

Intitolato un viale all'ex sindaco Fortunato Cavaleri. Un'occasione di dibattito sul futuro dell'entroterra reggino tra denatalità, trasporti e riscatto culturale

di Ilario Balì

Una giornata carica di significato, sospesa tra la memoria di chi ha guidato la comunità nel secondo dopoguerra e l’urgenza di trovare risposte concrete al progressivo isolamento delle aree interne. San Giovanni di Gerace ha ospitato un appuntamento di rilievo istituzionale che ha visto la partecipazione del ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci. Il pretesto della visita è stato l’omaggio alla figura dell’avvocato Fortunato Cavaleri, primo cittadino negli anni ’50, a cui è stato intitolato un tratto del viale di circonvallazione. Ma il valore del ricordo si è intrecciato a un confronto sul destino dei borghi collinari.

«I borghi hanno questa funzione: quella di consegnare a noi stessi la sfida di restarci e possibilmente di tornarci - le parole di Musumeci - Per farlo non serve soltanto la consapevolezza dall'alto, serve anche la spinta dal basso. Io lo so perché ho avuto il compito di ricostruire i borghi distrutti, per esempio, dalle calamità. Inutile ricostruire una chiesa dove nessun sacerdote andrà mai a celebrare una messa. Inutile ricostruire una scuola in un luogo in cui nessun bambino mai andrà al suono della campanella. Quindi serve consapevolezza dal basso, il legame con il territorio, e le istituzioni devono consentire alle comunità di poterci vivere, restare e immaginare sviluppo. È una sfida, è una sfida che nel Mezzogiorno d'Italia diventa particolarmente affascinante».

A fare gli onori di casa è stato il sindaco Antonio Barillaro, nella duplice veste di primo cittadino e presidente dell’Unione dei Comuni della Valle del Tòrbido. Nel salutare le autorità presenti, tra cui l’assessore regionale all'Istruzione Eulalia Micheli e la sottosegretaria Matilde Siracusano, collegata da remoto, Barillaro ha richiamato l’attenzione sul patrimonio storico e culturale racchiuso tra i vicoli del paese. «La giornata di oggi ha un duplice significato. Intanto l'intitolazione della via a un sindaco che ha fatto molto bene qui a San Giovanni di Gerace. Però questa è stata l'occasione per ricevere anche personalità del mondo della politica e fare il punto, per quanto possa essere forse anche abbastanza riduttivo in un'unica mattinata, sullo spopolamento dei piccoli borghi dell'entroterra, in particolare della nostra zona. Io sono anche Presidente della Vallata del Torbido, per cui questo è un tema che riguarda non solo San Giovanni di Gerace, ma l'intero territorio».

Il punto centrale del dibattito ha riguardato le criticità strutturali che attanagliano oltre 2.300 piccoli comuni italiani, con picchi particolarmente acuti in Calabria e in Sicilia: l'emorragia demografica, la fuga dei giovani e una marginalizzazione accentuata da reti viarie e ferroviarie spesso inadeguate. Tema arricchito dagli interventi di Aurelio Misiti, già presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, e di Ottavio Amaro dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che hanno evidenziato la necessità di ribaltare una visione dello sviluppo turistico ed economico da troppo tempo schiacciata sui soli flussi costieri.

Per Eulalia Micheli «San Giovanni di Gerace rappresenta in pieno quella che è una storia, un'identità, una cultura che rappresenta bene la sfida che ci attende come Regione Calabria, perché la nostra regione è ricca di enormi risorse e grandissime potenzialità che vanno recuperate e valorizzate nei piccoli borghi. Oggi siamo qui per intitolare una strada a un avvocato, Fortunato Cavaleri, che negli anni '50 ha amministrato questo Paese. E credo che questa scelta da parte dell'amministrazione comunale sia una scelta che va nella direzione di creare un ponte fra quello che è il passato e quello che poi è il futuro, e quindi il futuro di queste comunità. Noi come Regione Calabria siamo vicini alle comunità, ma con azioni che devono andare nella direzione non soltanto di tutela di quella che è la storia e l'identità delle nostre comunità, ma anche azioni concrete che possano arrivare a un percorso di crescita e di sviluppo. Penso, per esempio, al bando "Ripopola Calabria", con la mappatura di quelli che sono gli edifici pubblici non più utilizzati e che devono essere ristrutturati e trasformati in abitazioni, proprio per chi decide di tornare o restare a creare qui il proprio futuro. Ecco, io credo che la presenza del Ministro e delle istituzioni stamattina testimoni proprio una collaborazione stretta, perché i territori non possono essere lasciati soli ad affrontare quello che è un tema abbastanza complesso. E credo che la direzione intrapresa dal nostro governo regionale a guida del Presidente Occhiuto sia la direzione giusta».

Al termine del momento di discussione si è svolta la cerimonia all'aperto, con lo scoprimento della targa toponomastica dedicata a Cavaleri sul viale di circonvallazione. La giornata si è infine chiusa con un momento informale dedicato all'enogastronomia tipica, lasciando ai numerosi sindaci del comprensorio giunti a San Giovanni di Gerace la sensazione che, per difendere la tenuta dei territori collinari, la strada passi prima di tutto da una ritrovata centralità nell'agenda politica nazionale.