Calopezzati fa come Torino e si schiera con Cuba, in Consiglio comunale una mozione per condannare l’embargo Usa
Il sindaco Giudiceandrea accoglie l’appello lanciato nei giorni scorsi dalle Lampare di Cariati perché in Calabria si segua l’esempio del capoluogo piemontese: «Doverosa riconoscenza verso chi ci sta aiutando»
Il 19 marzo, il Consiglio comunale di Calopezzati si riunirà per discutere una mozione che va oltre la politica locale: un gesto di solidarietà verso il popolo cubano e di condanna del blocco economico imposto dagli Stati Uniti. Non è solo un atto simbolico, ma anche un riconoscimento concreto al contributo dei medici cubani alla nostra sanità.
L’appello a prendere posizione era stato lanciato nei giorni scorsi dal movimento Le Lampare di Cariati, che invitava Comuni e consiglieri regionali calabresi a seguire l’esempio di Torino. Nella città piemontese, infatti, il Consiglio comunale ha recentemente approvato un documento di solidarietà al popolo cubano, denunciando gli effetti dell’embargo statunitense e ricordando il contributo della brigata medica Henry Reeve durante la pandemia.
A Torino, l’Aula ha anche sollecitato il Governo italiano a ribadire la contrarietà all’embargo in ogni sede internazionale, ha aperto alla possibilità di iniziative concrete di aiuto come raccolte di farmaci e beni di prima necessità, e ha chiesto trasparenza sulla reale situazione dell’isola, rompendo il silenzio mediatico che circonda la sofferenza cubana.
«Ci è sembrato doveroso aderire all'appello delle Lampare – dichiara il sindaco di Calopezzati Edoardo Antonello Giudiceandrea –. Oltre all'evidente ingiustizia che gli Usa stanno perpetrando ai danni di Cuba, c'è anche la doverosa riconoscenza che come calabresi dobbiamo al popolo cubano, che con i suoi medici ci ha soccorso nel momento della grande difficoltà legata alla pandemia e continua a soccorrerci in questa fase di grave crisi della nostra Sanità».
«Anche in Calabria – sottolineano gli esponenti delle Lampare – la collaborazione con il personale medico cubano rappresenta un appiglio di salvezza in anni segnati da carenze strutturali e da un servizio sanitario fragile, indebolito da scelte politiche nazionali e regionali che hanno prodotto tagli, depotenziamenti e chiusure».
E ancora: «La solidarietà ricevuta da Cuba nei momenti più difficili per l’Italia è un fatto storico che non può essere dimenticato, mentre l’isola affronta oggi una crisi che mette a rischio la salute e la dignità della sua popolazione».
Da Cariati l’appello è rivolto a tutti i Comuni della Calabria: «Ogni amministrazione approvi un atto analogo, costruendo una rete istituzionale capace di affermare un principio semplice e universale: la salute non può essere ostaggio di sanzioni, crisi geopolitiche o abbandono istituzionale».
Un invito esteso anche a tutti i parlamentari calabresi, al presidente della Regione e ai consiglieri regionali: «Chiediamo che si impegnino a portare la questione in Consiglio regionale, promuovendo una posizione chiara e un sostegno concreto al popolo cubano».
«È un atto – evidenziano i promotori dell’iniziativa – che riguarda non solo l’attualità, ma la responsabilità storica di un territorio che da anni lotta per difendere il diritto alla salute e che non può ignorare chi oggi vive una condizione di vulnerabilità estrema».