Sezioni
Edizioni locali
22/06/2026 ore 19.36
Attualità

Campo rom di Scordovillo, riunione in Prefettura per fare il punto e accelerare i tempi di smantellamento

All’incontro a Catanzaro hanno preso parte la sottosegretaria Ferro e il presidente Occhiuto. Obiettivo delineare i prossimi passaggi per la definitiva delocalizzazione dei nuclei familiari e la demolizione delle dimore fatiscenti

di Redazione Attualità

Il superamento delle condizioni di degrado del campo Rom di Scordovillo, nel Comune di Lamezia Terme, è stato l'argomento al centro di una riunione svoltasi nella Prefettura di Catanzaro alla quale hanno preso parte la sottosegretaria all'Interno Wanda Ferro, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il questore Giuseppe Linares e gli altri vertici provinciali delle forze di polizia. Obiettivo fare il punto sullo stato di avanzamento delle attività e definire i prossimi passaggi operativi per la definitiva delocalizzazione dei nuclei familiari residenti e la successiva demolizione delle dimore fatiscenti.

Il lavoro svolto, riferisce la Prefettura, «consente di delineare una risposta alloggiativa complessiva per il superamento dell'insediamento, coerente con l'obiettivo di assicurare una alternativa dignitosa ai residenti e, al tempo stesso, di avviare il definitivo recupero dell'area, risolvendo, grazie all'apporto corale di tutti gli Enti coinvolti, una problematica che si trascina da oltre 50 anni».

Ferro ha evidenziato come «sia stata impressa una accelerazione al complesso processo in corso» e come, in questa fase, «risulti fondamentale procedere con interventi coordinati e consequenziali per restituire dignità a un territorio da troppo tempo in attesa e per mettere alle spalle tutte quelle criticità di tipo sociale, sanitario e ambientale che a lungo hanno identificato un'intera area».

Occhiuto, prosegue la nota, ha rimarcato l'esigenza di «assicurare la più stretta contestualità tra la delocalizzazione dei residenti e le operazioni di demolizione, affinché l'intervento produca effetti duraturi e non lasci spazio a nuove forme di occupazione o al riprodursi di condizioni di degrado». Nelle parole del presidente, si tratta di un «approccio orientato anzitutto al bene concreto dei beneficiari, molti dei quali si sono dichiarati pronti ad accedere ad una alternativa alloggiativa dignitosa, e insieme alla tutela dell'interesse pubblico e della sicurezza del territorio».

Nel corso della riunione è stato inoltre dato atto del lavoro svolto da Progetto Sud, che sta completando il processo di associazione tra nuclei familiari e alloggi reperiti, tenendo conto anche della presenza di persone portatrici di esigenze particolari e di situazioni di vulnerabilità.