Cani bagnino, eroi in prima linea per la sicurezza sulle spiagge: «La regola è una in acqua: si entra e si esce insieme»
Dalla scelta del cucciolo all'intesa assoluta con il conduttore, parla l'esperto dell'UCSN Giancarlo Silipo: «Ogni intervento è a sé. E ai bagnanti dico: il mare non perdona, serve prudenza»
Il mare della Calabria sa essere incantevole, un paradiso di acque cristalline che attira migliaia di bagnanti ogni anno. Ma dietro quella bellezza si nascondono insidie improvvise, correnti traditrici e dinamiche imprevedibili. Lo sa bene chi quel mare lo vigila ogni giorno, non solo sotto il sole estivo. Parliamo del Nucleo Cinofilo UCSN Calabria (Unità Cinofile Soccorso Nautico), una realtà d'eccellenza riconosciuta dal Dipartimento di Protezione Civile Regionale, attiva in prima linea anche in contesti drammatici, oltre che in costanti progetti sociali.
Quest'anno la presenza sul territorio è imponente: l'UCSN presidia le coste del comune di Sellia Marina, con postazioni di salvamento, mezzi di terra e di acqua, e colonnine SOS attive su tutto il litorale, e del comune di Falerna, dove gli assistenti bagnanti operano con il supporto fondamentale delle unità cinofile. Tra i protagonisti di questo spiegamento di forze ci sono specialisti come Giuseppe Turcomanni e Rocco Pietro Uccelli del Centro Cinofilo Regionale ENCI-Opes, Stefano Barbieri, Matteo Cuglietta, Simone e, naturalmente, i veri eroi a quattro zampe: Mae, Lily, Butcher e Attila.
Lily e Butcher, cani dual, come Mae, oltre al Salvamento, sono specializzati nella ricerca di persona dispersa in superficie e tra le macerie. Oltre a essere abilitati per il salvamento fluviale, alluvionale e nautico, sono specializzati ed operativi nella ricerca di inneschi e di sostanze infiammabili utilizzate negli incendi dolosi, contrastando il fenomeno della piromania. Nei prossimi giorni Lily e Butcher saranno impiegati per alcune bonifiche insieme a volontari specializzati.
A guidare questa macchina della sicurezza c’è Giancarlo Silipo, addestratore e istruttore nazionale cinofilo specializzato nella formazione di cani da lavoro operativi, istruttore nazionale di nuoto per salvamento, operativo e specializzato nella gestione delle emergenze sanitarie. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare cosa ci sia dietro la preparazione di un cane da salvataggio e quale sia il segreto di un legame che va oltre il dovere professionale.
L'arousal, l'attitudine e quel "filo rosso" emotivo
«Non tutti i cani possono fare questo lavoro», esordisce Silipo con la concretezza di chi sa che in gioco ci sono vite umane. «I primi passi fondamentali sono la scelta del cane e lo studio delle sue attitudini. Un cane da lavoro non va in spiaggia a fare una passeggiata o a farsi vedere. Serve un'attivazione specifica, quello che in gergo chiamiamo arousal, e un istinto predatorio. Se mancano queste caratteristiche, i problemi in fase di addestramento e di intervento emergeranno sicuramente».
La costanza dell'impegno e la sintonia totale sono passi successivi e imprescindibili. Il legame che si crea tra il cane e il suo conduttore è qualcosa di unico, un'intesa che si affina ora dopo ora, esercizio dopo esercizio.
«C’è un filo rosso che non si vede con il cane, ma c'è», spiega Silipo con emozione. «Nel momento in cui l'arousal si attiva, si crea un legame fortissimo, soprattutto sotto il profilo emozionale. Quando porti in salvo una persona, la soddisfazione si trasforma in un’emozione indescrivibile. Entrano in gioco tantissimi fattori, ma la regola d'oro del nostro nucleo è incrollabile: si entra insieme e si esce insieme».
Ogni intervento è una storia a sé
Che si tratti di acque piatte come uno specchio o di mari fortemente agitati, per gli operatori dell'UCSN non esiste una chiamata meno importante di un'altra.
«Ogni intervento ha la sua specificità, ogni situazione è singolare e ha le sue dinamiche», sottolinea l'istruttore. I cani e gli assistenti bagnanti sono addestrati a leggere il contesto in frazioni di secondo, pronti a scattare sia per un bagnante in transitoria difficoltà a pochi metri dalla riva, sia per recuperi complessi al largo. La flessibilità operativa e la prontezza del cane fanno spesso la differenza.
I consigli ai bagnanti
Accanto al pattugliamento e al soccorso, l'UCSN Calabria svolge un ruolo cruciale nella prevenzione. Per questo, Silipo ci tiene a lanciare un appello accorato a tutti coloro che frequentano le spiagge calabresi, ricordando che la sicurezza parte innanzitutto dai nostri comportamenti.
Ecco alcuni avvertimenti rivolti dall’istruttore:
• Massima attenzione in acqua: Per quanto il mare sia splendido, nasconde sempre dei pericoli. Non bisogna mai sottovalutarlo né essere troppo sicuri delle proprie capacità balneari.
• No alle distrazioni da smartphone: Questo è un punto critico. Quando ci sono bambini in acqua, i genitori e gli accompagnatori devono dimenticarsi del cellulare. L'acqua non perdona, bastano pochi secondi di distrazione per consumare un dramma.
• Rispetto della segnaletica: Prestare sempre massima attenzione alle bandiere e alle segnalazioni che vengono esposte dalle torrette di salvataggio e dagli stabilimenti balneari. Se c'è bandiera rossa, non si entra in acqua.
• Protezione dai raggi solari: La sicurezza passa anche dalla salute sotto il sole, evitando colpi di calore e congestioni che possono rivelarsi fatali una volta in mare.
La stagione estiva è nel vivo e la macchina dell'UCSN Calabria è a pieno regime. Sapere che lungo le coste di Sellia Marina e Falerna, insieme agli occhi attenti dei soccorritori, ci sono lo sguardo e il fiuto di Mae, Lily, Butcher e Attila, rende il mare della Calabria non solo più bello, ma decisamente più sicuro.