«Capitreno presi a schiaffi e minacciati in Calabria, ora basta»: la Cgil chiama Prefetture e Regione
Due episodi in una settimana in agosto: «Nelle stazioni una vera e propria emergenza sociale e lavorativa. Le istituzioni e Trenitalia intervengano senza perdere tempo, nessuno deve essere picchiato mentre fa il proprio lavoro»
«L'ennesimo grave episodio di violenza avvenuto lo scorso 17 agosto a bordo del treno 6579 Paola - Lamezia Terme Centrale, dove un capotreno è stato oggetto di pesanti minacce ed è dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso, segna un punto di non ritorno per la sicurezza nei trasporti della nostra regione. Quanto accaduto segue di appena una settimana l'aggressione del 10 agosto a Castiglione Cosentino ai danni di un'altra capotreno, colpita con schiaffi al volto da un viaggiatore sprovvisto di biglietto. Due eventi gravissimi in pochissimi giorni che dimostrano come la situazione a bordo dei convogli regionali e nelle stazioni calabresi stia precipitando in una vera e propria emergenza sociale e lavorativa».
Chiede biglietto a un viaggiatore, capotreno presa a schiaffi nel Cosentino: in ospedale con 10 giorni di prognosiLa denuncia è della Filt-Cgil Calabria: «Esprimiamo la nostra totale, profonda e incondizionata solidarietà - si legge in una nota - ai due lavoratori colpiti e a tutto il personale del Gruppo FS che ogni giorno garantisce un servizio pubblico essenziale in condizioni di crescente vulnerabilità. È dovere preciso e non rinviabile del datore di lavoro e dei vertici aziendali garantire l'incolumità dei propri dipendenti e degli utenti, adottando tutte le adeguate misure organizzative e di protezione».
Secondo il sindacato «le istituzioni e lo stato hanno l'obbligo formale di fare la propria parte. Non è ammissibile che i treni e le stazioni vengano lasciati al degrado o all'abbandono, esponendo chi lavora in prima linea a costanti rischi di aggressione verbale e fisica».
Per queste ragioni, la Filt Cgil Calabria chiede l'immediata convocazione di un tavolo tecnico sulla sicurezza ferroviaria coordinato dalle prefetture calabresi, dalla Regione e dalle Autorità competenti, per analizzare le cause di questa escalation di violenza e individuare le criticità strutturali del territorio. «L'attivazione prioritaria degli organi dello stato - si legge - preposti all'ordine pubblico, a partire dal potenziamento della Polizia Ferroviaria (Polfer) e dei presidi nelle stazioni e sui convogli maggiormente a rischio. La piena e rigorosa applicazione delle tutele previste dal D.Lgs. 81/08 per la salute e la sicurezza sul lavoro, affinché non si debbano più registrare infortuni derivanti da atti di violenza contro il personale di bordo e di terra. La sicurezza di chi lavora - conclude la Filt - è un diritto fondamentale e costituzionale: le Istituzioni e Trenitalia intervengano senza ulteriori indugi».