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15/01/2026 ore 11.30
Attualità

Capodanno Rai, quanto ci costi: mezzo milione di euro tra hotel, palco e sicurezza per L’Anno che verrà

Tutte le spese di contorno all’evento che ha aperto il 2026 da Catanzaro: i servizi alberghieri fanno la voce grossa assieme all’allestimento dell’area, per la sicurezza 70mila euro. Più di 8 milioni in due anni alla tv di Stato per «entrare nelle case degli italiani»

di Pablo Petrasso

Un rapporto consolidato: 8 milioni di euro investiti in programmi Rai in due anni con due determine della Calabria Film Commission (27 giugno 2024: spesa da 4 milioni e 847mila euro; 28 giugno 2023: 3 milioni e 242mila euro). Investimento ingente per entrare nelle case degli italiani – questo il proposito – e aumentare la diffusione del brand turistico della regione.

Occasione regina: il Concertone di Capodanno. Che avrà pure vinto la sfida con l’evento gemello programmato su Canale 5 ma è stato travolto dalle polemiche – sia sui social che sulla stampa – per il livello dello spettacolo (tralasciamo quelle fuori luogo per la location, Catanzaro Lido), considerato un po’ fuori tempo rispetto al panorama musicale, e per l’effettiva resa a vantaggio del brand.

Va bene purché se ne parli, si potrebbe dire parafrasando Dorian Gray. E purché si paghi, invece, va avanti la macchina di un evento che muove centinaia di migliaia di euro. A spese della Regione, ovviamente. Impegni di spesa transitati negli uffici della Calabria Film Commission e finiti sulla Banca Dati Anac secondo un meccanismo che l’opposizione nella passata legislatura ha definito farraginoso. Almeno è utile a capire cosa abbia mosso, sul piano economico, la macchina dell’evento Rai nei dintorni di Catanzaro Lido e non solo.

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Alberghi, allestimento degli spazi e sicurezza, le spese del Capodanno Rai

Il grosso, ovviamente, se ne va in servizi alberghieri, parcellizzati in più affidamenti diretti: il primo da 40.567 euro, il secondo da 58.600 euro e poi altri quattro assegni rispettivamente di 28.300, 27.500, 19.800 e 7.300 euro. Il totale fa circa 180mila euro per garantire vitto e alloggio alla carovana della tv di Stato nella permanenza in Calabria.

Prima di assicurare vitto e alloggio c’è da pensare ai trasporti: la spesa è di 45mila euro per “noleggio autobus e pullman con autista”. Un bel risparmio rispetto allo scorso anno, quando i servizi di trasferimento costarono 86.600 euro).

Fa la voce grossa la spesa per i “servizi di allestimento spazi per L’Anno che verrà”: 105mila euro per sistemare l’area di Catanzaro Lido che ha ospitato la notte di musica. La voce compare anche in un’altra circostanza ma con una cifra diversa: 38mila euro. Il totale supera i 140mila euro.

Più basso, ma comunque significativo, l’investimento per il “servizio di steward e addetti al controllo delle attività di intrattenimento per l’evento L’Anno che verrà”: 70mila euro per le attività connesse all’ordine pubblico nell’ultima notte del 2025.

La Regione ha ovviamente pensato a tutti gli aspetti gestionali: l’assistenza sanitaria, affidata alla Croce Rossa Italiana, è costata 21.400 euro; più onerosi – oltre 25mila euro – i diritti Siae per il Concertone che, è stata una delle critiche sollevate, a un certo punto si è trasformato in una carrellata modello karaoke affidata a Sal Da Vinci.

Mano al portafogli anche per il “noleggio di materiali e arredi e servizio full service”: 10mila euro. Spicci, poco più di mille euro, per i “servizi di protezione dall’inquinamento acustico”. Tutto quello che si è mosso attorno alla serata andata in onda su Rai Uno è costato dunque circa mezzo milione di euro. Se si vuole apparire nello show dell’anno qualche sacrificio è pur necessario. E di sacrifici la Regione a guida Occhiuto per entrare nei televisori degli italiani ne ha sostenuti parecchi negli ultimi anni.

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Le critiche del promoter Ruggero Pegna: «Stendiamo un doppio velo pietoso»

Soldi investiti bene? Il dibattito si è aperto subito dopo il Capodanno ed è stato presto riposto in un cassetto. Conviene però riprendere le parole affidate ai social da Ruggero Pegna, promoter calabrese che organizza grandi eventi da anni. Pegna, che ha esultato per l’operazione Sandokan «e, in generale, per la nascita degli Studios Cinematografici a Lamezia», è tranchant rispetto ai risultati dell’Anno che verrà: «Mi tocca stendere un doppio velo pietoso, caso mai il primo non bastasse a farcelo dimenticare, ha scritto nelle ore successive allo spettacolo». Questo perché «è un evento che non si lega al territorio, cambiando sede ogni anno. Credo che nessuno si ricordi dove è stato fatto 5 anni fa, ad esempio». E poi «è un pacchetto venduto a scatola chiusa da Rai Com, alla pari di un qualsiasi spettacolo di qualsiasi agenzia. Vale solamente per gli spot che fanno da insert, sempre che cenando, o alle 2 del mattino, qualcuno li veda o, peggio, non abbiano dopo mezz'ora cambiato canale».

Soldi spesi male, dunque: il ragionamento di Pegna tocca molti aspetti, tra i quali l’opportunità della Rai di organizzare l’evento a carico degli enti locali. E si apre alle iniziative della Regione: «È appena uscita la graduatoria provvisoria del "Bando Grandi Eventi, la Calabria che incanta", ma di incantevole non c'è nulla, solo lo shock dei professionisti del settore».

Insomma, i denari spesi per il marketing territoriale aprono (sempre) discussioni accese. Nel caso del Capodanno Rai c’è almeno mezzo milione di polemiche in più.

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