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17/10/2026 ore 06.15
Attualità

Carburanti, la protesta in Calabria continua: a rischio le consegne di cibo e i salari. «Andremo con i Tir a Roma»

Fedralog fissa al 20 ottobre il termine per ottenere risposte e minaccia una protesta nella Capitale. Confagricoltura segnala difficoltà nelle consegne dei prodotti freschi, mentre la Filcams chiede alla Regione un tavolo di crisi

di Redazione Economia

La crisi dei carburanti rischia di trasformarsi in un’emergenza che coinvolge l’intera economia calabrese: dai trasporti alla filiera agroalimentare, fino al commercio e all’occupazione. Gli autotrasportatori fissano una scadenza al governo e minacciano di portare i Tir a Roma, le imprese agricole segnalano difficoltà nelle consegne dei prodotti freschi e la Filcams Cgil chiede alla Regione un tavolo di crisi per affrontare le conseguenze sui lavoratori.

Il quadro si fa più teso mentre proseguono le mobilitazioni contro il caro carburante. Per Fedralog Calabria il termine è il 20 ottobre: senza risposte concrete, la protesta regionale potrebbe spostarsi nella Capitale. Sul fronte agroalimentare, Confagricoltura avverte che le difficoltà logistiche stanno mettendo a rischio la distribuzione delle merci deperibili. La Filcams, invece, richiama l’attenzione sulle ricadute che un blocco prolungato potrebbe avere su negozi, supermercati e salari.

Fedralog: «Se non arrivano risposte, andremo a Roma con i Tir»

La Federazione Autotrasporti Logistica Calabria annuncia che la protesta regionale proseguirà fino al 20 ottobre, ultimo giorno indicato per ottenere risposte alle richieste avanzate dalla categoria. In assenza di un confronto ritenuto soddisfacente, gli autotrasportatori sono pronti a organizzare una mobilitazione nella Capitale.

«Siamo pronti ad andare a Roma con i nostri Tir se entro il 20 ottobre, ultimo giorno della nostra protesta regionale, non avremo avuto risposte concrete alle nostre richieste», dichiara Mario Pansini, coordinatore regionale di Fedralog Calabria.

Il rappresentante della federazione richiama anche la convocazione del 27 ottobre al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con le sigle sindacali riunite in Unatras. Un appuntamento che, precisa, non coinvolge direttamente Fedralog perché la federazione non fa parte di quel raggruppamento.

«Sappiamo dell'incontro convocato per il 27 ottobre dal ministero Infrastrutture e Trasporti a Roma con le sigle sindacali riunite in Unatras - aggiunge -, ma noi non siamo invitati, perché non appartenenti a questo raggruppamento. E comunque questo non modifica la nostra intenzione. Andremo a Roma, e invitiamo le categorie produttive e la società civile a partecipare con noi, per rendere più forte il segnale che vogliamo inviare alle istituzioni nazionali».

Confagricoltura: a rischio le consegne dei prodotti freschi

Le conseguenze delle difficoltà nel trasporto delle merci preoccupano anche il comparto agricolo e agroalimentare. Confagricoltura denuncia criticità in diverse regioni, tra cui Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna, dove alcune aziende avrebbero già segnalato l’impossibilità di far arrivare i prodotti a destinazione.

«Il blocco logistico che da giorni paralizza il trasporto delle merci minaccia seriamente la tenuta economica delle imprese agricole e agroalimentari di numerose regioni. La situazione sta generando gravi criticità per l'ordine pubblico e bloccando l'economia», afferma l’associazione.

Particolarmente esposti sono i prodotti freschi e altamente deperibili, per i quali il rispetto dei tempi di consegna è essenziale sia sul mercato nazionale sia su quello estero. Secondo Confagricoltura, il protrarsi delle difficoltà potrebbe tradursi in perdite economiche e nella rinuncia a quote di mercato difficili da recuperare.

Alla crisi della logistica si somma il peso dei costi di produzione. L’associazione indica il gasolio agricolo intorno a 1,60 euro al litro, con una media mensile a settembre che avrebbe superato anche il precedente picco registrato nel giugno 2022, dopo l’inizio della guerra russo-ucraina.

Il carburante è indispensabile in tutte le fasi dell’attività agricola: dalla preparazione dei terreni alla semina, dalla raccolta alla gestione degli allevamenti e degli impianti irrigui. L’aumento dei prezzi grava così sulle colture, sulle filiere zootecniche e sulle produzioni specializzate. Confagricoltura sollecita un intervento tempestivo delle istituzioni e, parallelamente, strategie di lungo periodo per ridurre la dipendenza delle imprese dalle crisi energetiche.

La Filcams Cgil: «La Regione convochi un tavolo di crisi»

La preoccupazione si estende al terziario e alla distribuzione. La Filcams Cgil Calabria chiede al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, di convocare un tavolo di crisi sul lavoro e sull’emergenza salariale, avvertendo che le conseguenze della protesta rischiano di ricadere anche su chi non appartiene ai settori direttamente coinvolti.

«La Calabria rischia la paralisi», afferma il sindacato, che segnala distributori senza carburante, difficoltà negli spostamenti e possibili problemi nell’approvvigionamento delle merci. La preoccupazione riguarda anche i lavoratori che potrebbero non riuscire a raggiungere il posto di lavoro o trovarsi in attività commerciali con forniture insufficienti.

Secondo la Filcams, una crisi prolungata potrebbe tradursi in riduzioni delle ore lavorate, sospensioni delle attività e perdita di reddito. «E quando le merci non arrivano, il rischio è che a pagare siano ancora una volta i lavoratori, attraverso la riduzione delle ore, la sospensione delle attività e la perdita di salario», sottolinea il sindacato.

La categoria esprime solidarietà a chi protesta contro l’aumento dei costi, ma chiede che le conseguenze non vengano scaricate su altri lavoratori. Nel mirino c’è anche la risposta istituzionale, giudicata insufficiente perché concentrata inizialmente sul comparto agricolo senza affrontare in modo complessivo gli effetti sull’economia regionale.

«Non si governa una crisi di questa portata distribuendo risposte a un settore alla volta, mentre tutti gli altri vengono lasciati soli», sostiene la Filcams, che invoca misure per garantire la continuità del reddito a chi dovesse essere costretto a fermarsi per ragioni indipendenti dalla propria volontà.

Una crisi che coinvolge tutta la filiera produttiva

Le tre prese di posizione descrivono le diverse facce della stessa emergenza: gli autotrasportatori chiedono interventi sui costi e risposte alle proprie rivendicazioni, le imprese agricole temono di non riuscire a consegnare le merci e il sindacato del commercio richiama il rischio di ricadute occupazionali e salariali.

La richiesta rivolta alla Regione e al governo è quella di un intervento che tenga insieme le esigenze dei diversi comparti. Per Fedralog la scadenza è il 20 ottobre, dopo la quale potrebbe partire la mobilitazione a Roma; per Confagricoltura è urgente ripristinare la regolarità dei trasporti e contenere i costi produttivi; per la Filcams serve un tavolo che affronti anche la tutela del reddito e la continuità del lavoro.

Il timore condiviso è che le difficoltà nei rifornimenti e nella movimentazione delle merci finiscano per amplificare una crisi economica già pesante, coinvolgendo non soltanto le imprese direttamente impegnate nella protesta, ma anche i lavoratori, i consumatori e le attività commerciali dell’intera Calabria.