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27/09/2026 ore 13.00
Attualità

Carcere di Rossano al collasso, 334 detenuti per 263 posti e agenti dimezzati: «È emergenza»

L’allarme lo lancia il segretario nazionale della Uil Fp Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio: «In servizio 129 poliziotti sui 248 previsti, 23 le aggressioni più gravi nei primi otto mesi dell’anno»

di Ale. Tru.

Un quadro segnato da un grave sovraffollamento, organici dimezzati e strutture ammalorate. È quanto emerso nel corso del sopralluogo effettuato nella Casa di Reclusione di Rossano da una delegazione sindacale della Uil Fp, guidata da Gennarino De Fazio, responsabile nazionale per la Polizia Penitenziaria, insieme al segretario generale della Uil Fp Calabria, Walter Bloise, al segretario regionale Salvatore Paradiso e ad altri dirigenti territoriali.

Numeri da emergenza

I numeri raccolti durante la visita descrivono una realtà al limite della tenuta operativa. All'interno dell'istituto sono infatti presenti 334 detenuti a fronte di soli 263 posti disponibili, toccando un tasso di affollamento pari al 127 percento. Parallelamente, la polizia penitenziaria – informa De Fazio – si trova a dover gestire la struttura con una profonda carenza di personale: sono appena 129 gli operatori attualmente in servizio, a fronte di un fabbisogno minimo stimato dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria in almeno 248 unità. Questo taglio effettivo del 48 percento degli agenti incide pesantemente sui livelli di sicurezza e costringe il personale a sostenere carichi di lavoro estenuanti, con ripercussioni dirette sul godimento di diritti fondamentali quali le ferie annuali e i riposi settimanali.

Ventitré aggressioni in otto mesi

A complicare ulteriormente la gestione dell'istituto rossanese è la presenza di detenuti affetti da patologie mentali – fa sapere ancora De Fazio – che, in assenza di strutture e cure adeguate, finiscono per rimanere coinvolti in frequenti episodi di disordine. Solo nei primi otto mesi dell'anno si sono già registrate 23 aggressioni gravi ai danni degli agenti di Polizia penitenziaria.

Sul piano organizzativo si registra inoltre l'assenza di vertici assegnati in pianta stabile, con il direttore e il comandante che svolgono l'incarico esclusivamente in servizio di missione. A queste criticità si sommano i problemi strutturali dell'edificio, caratterizzato da copiose infiltrazioni d'acqua piovana sia nell'impianto principale sia nella caserma agenti e negli alloggi. In questo contesto, il sindacato ha comunque espresso apprezzamento per l'impegno assunto dal direttore nel liquidare le spettanze arretrate di cinque mesi per i servizi di missione.

La situazione nazionale

«È dunque evidente che per sollevare le sorti del carcere rossanese – conclude De Fazio –, come del resto della quasi totalità degli istituti penitenziari del Paese, urgono il concreto ed effettivo deflazionamento della densità detentiva (a livello nazionale sono ormai 20mila i detenuti oltre i posti disponibili), il rafforzamento degli organici della Polizia penitenziaria, mancanti di oltre 20mila agenti, una progettualità complessiva che consenta la pianificazione efficacie degli interventi di manutenzione e di ammodernamento strutturale, l’assicurazione dell’assistenza sanitaria e una riorganizzazione complessiva dell’intero apparato che permetta pure l’assegnazione di almeno un direttore e un comandante titolari in ogni penitenziario».