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02/10/2026 ore 16.06
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Caro carburante, la protesta non si ferma: nuova mobilitazione in Calabria e il 10 ottobre tutti a Cosenza

Il Movimento Popolare annuncia nuove tappe della rivolta contro l’aumento dei prezzi: lunedì presidio alla Cittadella, poi la manifestazione nazionale. Ma sullo sconto al gasolio Coldiretti prende le distanze. Falcomatà (Pd): «Servono risposte immediate»

di Redazione Attualità

La protesta contro il caro carburante e l'aumento dei costi di produzione non si ferma. I presidi di Spezzano, Firmo e Davoli restano attivi e il Movimento Popolare Nazionale, tra i promotori della mobilitazione, annuncia nuove tappe per i prossimi giorni. L'obiettivo dichiarato è arrivare alla manifestazione nazionale del 10 ottobre a Cosenza, alla quale sono attese adesioni anche da fuori Calabria.

La prima scadenza è fissata per lunedì 5 ottobre, quando agricoltori, autotrasportatori, commercianti e altre categorie intendono ritrovarsi davanti alla Cittadella regionale di Germaneto, a Catanzaro. Gli organizzatori annunciano la partecipazione anche di trattoristi, operatori del Comalca e rappresentanti di altre realtà produttive.

La mobilitazione, dunque, cambia scenario ma non si interrompe. Dopo i presidi e il blocco della Statale 106 a Davoli, il movimento prepara un nuovo appuntamento istituzionale e punta poi a concentrare la protesta a Cosenza. Il presidio di Davoli, annunciato dagli organizzatori come permanente, rientra nella mobilitazione regionale «L'Italia scende in piazza».

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Movimento Popolare: «Lo sconto sul carburante non basta»

È proprio sull'efficacia delle misure adottate che emerge una delle principali differenze tra il Movimento Popolare e Coldiretti. Per i promotori della protesta, infatti, il problema non si esaurisce nel prezzo del gasolio e lo sconto del 20% destinato al comparto agricolo e alla pesca viene considerato insufficiente, definito dagli organizzatori «un contentino».

La mobilitazione nasce infatti da una piattaforma più ampia che comprende, oltre al caro carburante, i costi di produzione, il rapporto tra prezzi riconosciuti agli agricoltori e prezzi finali, le importazioni e i danni provocati dalla fauna selvatica.

Per questo il movimento conferma la linea della protesta a oltranza e indica nel 10 ottobre il momento destinato a raccogliere le diverse anime della mobilitazione. Una manifestazione che, secondo quanto annunciato dagli organizzatori, porterà a Cosenza agricoltori, allevatori, autotrasportatori e cittadini provenienti anche da altre regioni.

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Coldiretti: «Una boccata d'ossigeno» per le imprese

Sul provvedimento, però, la posizione di Coldiretti Calabria è diversa. L'organizzazione agricola considera lo sconto del 20% sul gasolio agricolo commercializzato da Enilive, al netto dell'Iva, una «boccata d'ossigeno» per le imprese agricole e della pesca.

Il presidente regionale Franco Aceto, allo stesso tempo, sottolinea che il lavoro non si ferma e che Coldiretti continuerà a confrontarsi con istituzioni, Regioni e altre compagnie per ottenere ulteriori risposte e risorse a sostegno delle aziende.

Secondo i dati citati da Coldiretti, il prezzo del gasolio agricolo è passato da 0,85 a 1,62 euro al litro dall'inizio della crisi internazionale presa in esame dall'organizzazione. Per un'azienda agricola di 11 ettari, viene stimato un aumento della spesa per arare i terreni di circa 600 euro rispetto a febbraio.

Il punto di distanza, quindi, non riguarda la denuncia delle difficoltà economiche del comparto, che entrambe le posizioni riconoscono, ma il giudizio sulla misura appena introdotta e sulla risposta necessaria per affrontare la crisi: per il movimento la riduzione del prezzo non è sufficiente a fermare la mobilitazione; per Coldiretti rappresenta invece un primo intervento positivo, al quale dovranno seguirne altri.

Falcomatà a Davoli: «Servono risposte immediate»

Nel frattempo, al presidio di Davoli è arrivato anche il consigliere regionale del Pd Giuseppe Falcomatà, che ha espresso sostegno agli agricoltori e agli altri lavoratori coinvolti nella protesta.

Falcomatà ha parlato di una crisi che coinvolge non soltanto l'agricoltura ma anche autotrasportatori, vivaisti, olivicoltori, imprese edili e altre categorie produttive, annunciando che porterà le loro istanze in Consiglio regionale.

Nel suo intervento ha inoltre criticato la distanza tra la promozione delle eccellenze calabresi e le condizioni in cui quelle stesse produzioni vengono realizzate. «Una Regione non può limitarsi alla vetrina», ha sostenuto, chiedendo alla Giunta regionale risposte immediate e concrete.

Le prossime tappe della protesta

Il calendario, dunque, è già tracciato. Lunedì 5 ottobre la mobilitazione si sposterà davanti alla Cittadella regionale di Germaneto. Nei giorni successivi i presidi resteranno il punto di riferimento della protesta, mentre cresce l'attesa per la manifestazione nazionale del 10 ottobre a Cosenza.

È lì che il Movimento Popolare punta a far confluire le diverse componenti della protesta, dopo giorni di presidi e iniziative in varie aree della Calabria.

La mobilitazione, partita dal mondo agricolo, ha progressivamente allargato il fronte alle altre categorie produttive. E mentre le organizzazioni come Coldiretti chiedono di proseguire il confronto istituzionale per ottenere ulteriori misure, i promotori dei presidi scelgono la strada della piazza e annunciano che la protesta continuerà fino al 10 ottobre e oltre, se non arriveranno risposte ritenute sufficienti.