Caro vita, il Circolo Nicà di Legambiente: «La Calabria scende in piazza con civiltà, ma servono risposte concrete»
Savina Sicilia e Nicola Abruzzese, presidente e vicepresidente dell’associazione a Scala Coeli, esprimono solidarietà ai manifestanti e chiedono interventi immediati per tutelare famiglie, lavoratori e imprese, messe in difficoltà dall'aumento dei prezzi
«In questi giorni la Calabria è attraversata da diversi cortei di manifestanti contro il caro vita. Sono cortei diversi dagli altri, un vero esempio di civiltà, ma non per questo da ignorare o mettere in secondo piano. I nostri cortei e le nostre manifestazioni sono umani, leali, puliti. Nessuno spacca vetrine, nessuno devasta negozi, nessuno vandalizza, nessuno porta con sé spranghe, perché nessuno scende in piazza per picchiare un altro lavoratore, chiunque esso sia». È quanto si legge in una nota di Nicola Abruzzese e Savina Sicilia, presidente e vice del Circolo Legambiente Nicà di Scala Coeli.
«Le manifestazioni in corso, come tante altre, nascono tra la gente comune e dalla gente comune vengono portate avanti. Nascono dal più autentico e legittimo diritto di manifestare quando se ne ravvisano l'urgenza e la necessità», prosegue la nota.
«Nei cortei calabresi di questi giorni scendono in piazza e per le strade i lavoratori, i padri di famiglia, le mamme, i giovani, consapevoli dei sacrifici dei genitori, mortificati e con quel senso di colpa di chi sa che il futuro per i propri figli sarà molto difficile – scrivono Abruzzese e Sicilia –. Sono stanchi i padri calabresi per il duro lavoro. Hanno gli occhi pieni di lacrime e di sogni per i propri figli, sogni forse irrealizzabili. Noi li conosciamo bene quegli occhi e quelle lacrime, perché siamo figli di agricoltori e contadini: le nostre radici sono identiche. Ma siamo anche figli di chi indossa una divisa, di chi cura i nostri malati in corsia, di chi insegna e forma i nostri figli nelle scuole, di chi sale su un camion e affronta lunghi viaggi. Per tutti c'è la consapevolezza di un presente ormai al collasso e di un futuro ancora peggiore».
«Siamo preoccupati per il lievitare dei prezzi e del costo della vita, ovunque in Calabria e nel resto del Paese. Vogliamo esprimere la nostra vicinanza a tutti i cortei e ai manifestanti della nostra bella Calabria, che ancora una volta ha saputo dire no a un sistema da cambiare, con garbo, ma con passione, fermezza e amore per la nostra terra, la nostra storia e la nostra cultura. Noi siamo la Magna Grecia e siamo un esempio per tutti. Siamo un popolo dagli antichi saperi, custodi autentici di tradizioni millenarie, di cultura e di sapori unici. Produciamo eccellenze riconosciute in tutto il mondo».
«Siamo la Calabria straordinaria che tutti ammirano e non possiamo accettare che il lavoro di centinaia di uomini e donne venga mortificato. Le nostre aziende, soprattutto quelle medio-piccole, non devono chiudere, ma non possono nemmeno continuare a sopravvivere a fatica a causa di prezzi ormai fuori controllo, che rendono difficile la spesa di tutti i giorni e orientano le scelte delle famiglie verso prodotti importati a più basso costo, con conseguenze negative non solo sull'economia della regione, ma soprattutto sulla salute, perché noi siamo quello che mangiamo».
«Bisogna restituire dignità e valore a chi ogni giorno ci consente di mangiare cibi buoni e genuini. Le famiglie calabresi devono poter continuare a crescere serenamente i propri figli qui. Abbiamo bisogno di uno sviluppo economico realmente sostenibile, giusto ed equo, che rispetti l'ambiente, tuteli la biodiversità e garantisca la qualità dei prodotti che mangiamo. Servono azioni concrete e immediate da parte del Governo. La nostra terra e tutti i calabresi, nell'indifferenza dei media nazionali, meritano la giusta visibilità, ascolto e tutela. Rispetto per le produzioni di qualità, per i prodotti biologici, per le famiglie, per i lavoratori di tutti i settori, per i professionisti e soprattutto per le partite Iva, in costante affanno e difficoltà», concludono i due esponenti di Legambiente.