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01/10/2026 ore 09.38
Attualità

Casa Paese saluta il mese dell’Alzheimer aprendo le porte a istituzioni e parenti: «Le famiglie sono la nostra missione»

A Cicala una giornata tra testimonianze, accoglienza e inclusione per raccontare un modello che mette al centro la dignità degli ospiti. La presidente di Ra.Gi. Elena Sodano: «Tra ottobre e novembre tanti progetti prenderanno forma»

di Riccardo Montanaro

Settembre è stato il mese della demenza senile. Di quella malattia brutta, terribile, che c’è e non si vede: l’Alzheimer.

Chi invece si vede e si sente è Casa Paese, in Calabria, a Cicala. Un’eccellenza del nostro territorio che dovremmo tutti conoscere e che oggi, in occasione della “festa” per salutare il mese tanto caro a chi lotta contro questa malattia, ha aperto le sue porte ad istituzioni e famiglie dei tanti “ospiti” (e non paziente) che Casa Paese accoglie.

Casa Paese non è un ospedale, non è un posto dove “parcheggiare” chi sta male. È tutt’altro. È un posto dove la speranza non muore mai e dove chi entra è perché ha bisogno di aiuto che solo un’équipe di primo livello come quella di Casa Paese è in grado di dare. Non farmaci, ma ascolto ed accoglienza.

Bisognerebbe visitarla per capire in che luogo ci si trova. Una città vera e propria raffigurata in uno spazio neanche troppo grande nel centro di Cicala. Un posto dove non manca nulla e dove gli ospiti si sentono a casa. C’è luce ovunque: nelle stanze, nelle camere da letto, nei luoghi comuni ed anche nel bar del paese che altro non è che una raffigurazione di ciò che in un paese veramente c’è.

Non manca la farmacia, con tutti i farmaci che agli ospiti servono. Non manca il barbiere, con la classica poltrona e la schiuma da barba pronta. Non manca neanche il giardino e la cappella dove chi vuole può esercitare liberamente la sua fede.

Non manca nulla, ma soprattutto non manca la speranza.

Tanti gli interventi che oggi si sono susseguiti e tante le dichiarazioni fatte dagli ospiti ai nostri microfoni.

Marco Polimeni, consigliere regionale in rappresentanza dell’assessore Pasqualina Straface (delegata all’inclusione sociale, pari opportunità e welfare). «Oggi la presenza delle istituzioni è fondamentale. Questo per noi non è un traguardo, ma una tappa di un percorso già iniziato con la dott.ssa Elena Sodano e con la Ra.Gi. Non possono essere - e non saranno - lasciati da soli. Quando ci sono delle realtà positive, specie in ambito sanitario, vanno esaltate e difese. Casa paese è anche un’occasione per esaltare un piccolo ma meraviglioso borgo. È un esperimento riuscito. Tanti studi, purtroppo, evidenziano che le migrazioni verso le megalopoli continueranno a imperversare. Ecco, realtà come Casa paese sono un antidoto positivo allo spopolamento. Chi viene qui a trovare i loro parenti, viene qui a dare vita anche all’economia.»

È stata molto toccante, personale ed intima, la chiacchierata fatta con Teresa Aiello, figlia di un papà “ospite” di Casa paese. Ci ha raccontata cosa significhi, per una famiglia avere un parente dentro Casa paese. «Per me è stata la salvezza. Io avevo bisogno di un appoggio non solo per mio padre, ma avevo bisogno di un personale supporto. Qui hanno un atteggiamento di accoglienza assoluto, non solo per gli “ospiti” ma anche per noi, loro familiari. Non è facile - inizia a parlare commuovendosi - affidare i propri cari a degli estranei. Li ringrazio tutti e li ringrazierò sempre. Mio papà qui è a casa. Sono quattro anni che mio papà è qui, con loro, ma ancora mi commuovo quando parlo di questa realtà.»

La padrona di casa, Elena Sodano, presidente fondazione Ra.Gi. e ideatrice e fondatrice di casa paese non poteva che non ha nascosto la sua emozione. «Oggi si chiude il mese dedicato all’Alzheimer e sto vivendo questa giornata con emozioni fortissime. Oggi qui, a Casa Paese a Cicala, non ci sono solo i nostri consueti ospiti ma abbiamo il piacere di avere con noi gli ospiti del centro diurno di Catanzaro. Settembre è stato un mese pieno, intenso, ricco di appuntamenti. Spero che questa giornata possa aprire tanti progetti futuri che tra ottobre e novembre - ma anche con l’avvento del nuovo anno - prenderanno finalmente forma. La nostra fortuna è stata incontrare tanti territori, tanta gente, tante persone e famiglie che hanno bisogno di aiuto. Ecco, le famiglie. Loro sono al centro della nostra missione».

Conclude l’evento odierno l’intervento di Mons. Claudio Maniago, vescovo della diocesi Catanzaro-Squillace che ha trovato posto nel suo viaggio pastorale anche per Casa paese.

«Normalmente, nell’ambito delle visite pastorali, il vescovo è chiamato a visitare i posti dove si vive un’esperienza umana e cristiana. Venendo a Cicala, non poteva mancare la mia visita qui. A casa paese. M’interessa moltissimo il progetto che sta alla base di questa realtà e che, per certi aspetti a mio avviso, lancia una provocazione: la società non ha bisogno di luoghi dove parcheggiare chi non ha più le abilità che “servono”. Casa paese riconosce la dignità della vita umana. Della vita di tutti». 
(Foto di Eliana Godino per LaC News24)