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17/04/2026 ore 21.16
Attualità

Case della Salute, Minenna: «Nessun definanziamento e nessun euro perso, solo semplici riprogrammazioni»

L’assessore spiega che le strutture restano inserite nella programmazione regionale e verranno finanziate attraverso strumenti alternativi. Ma non chiarisce quali né offre tempi certi per la realizzazione degli interventi. Il territorio intanto aspetta. Da 16 anni

di Redazione

Riceviamo e pubblichiamo la precisazione di Marcello Minenna, assessore regionale con competenze tecniche di indirizzo in materia di bilancio e patrimonio, programmazione fondi nazionali e comunitari, transizione digitale, energia, enti strumentali, fondazioni e società partecipate. Il testo si riferisce al nostro articolo Case della Salute, persi i finanziamenti per San Marco Argentano e Cariati.

“Gli interventi afferenti al Progetto “Rete Regionale Case della Salute” (Cariati, San Marco Argentano, Mesoraca, Chiaravalle Centrale, Siderno e Scilla) non sono risultati integralmente compatibili con i tempi e le regole di rendicontazione del POR 2014–2020. Per tale ragione, con D.D. n. 4504 del 29 marzo 2023, si è proceduto al disimpegno delle relative risorse.
Come chiaramente indicato nella risposta all’interrogazione, “i progetti non avviati nella programmazione 2014/2020 […] troveranno una diversa copertura finanziaria in altra programmazione”.
Il riferimento alla Casa della Salute di Cariati è meramente esemplificativo, come evidenziato dall’espressione “tra cui”.
Ne consegue che tutti gli interventi previsti nella Rete Regionale Case della Salute sono stati oggetto di riprogrammazione finanziaria, e non di definanziamento.
Le interpretazioni fornite dai consiglieri regionali Ernesto Alecci, Rosellina Madeo e Ferdinando Laghi risultano pertanto non aderenti al contenuto della risposta, nella misura in cui ipotizzano erroneamente sia il mancato finanziamento di alcune strutture, sia la perdita delle risorse originariamente stanziate.
È opportuno ricordare che le fonti di finanziamento a disposizione della Regione Calabria non si esauriscono nel ciclo POR 2014–2020 né nel PR 2021–2027.
Si ribadisce quindi, senza ambiguità, che le Case della Salute di San Marco Argentano, Cariati, Mesoraca, Chiaravalle Centrale, Siderno e Scilla restano pienamente inserite nella programmazione regionale e risultano finanziate attraverso strumenti alternativi.
Allo stesso modo, si conferma che non è stato perduto neanche un euro: le risorse sono state riallocate proprio al fine di garantire la piena utilizzazione dei fondi disponibili e il rispetto delle regole di rendicontazione”.

Case della Salute, la nostra risposta a Minenna

L'assessore Minenna, che all'epoca della soppressione degli ospedali locali calabresi nel 2010 ad opera dell'allora governatore Scopelliti sicuramente non aveva tra i suoi interessi la sanità e la programmazione comunitaria in terra calabra, potrà farsi aiutare dagli uffici nel recuperare le centinaia di dichiarazioni da parte delle forze politiche che si sono succedute e che hanno, tutte, parlato di imminenti riqualificazioni e di fondi che arriveranno.

Poi però, come in questo caso, le dichiarazioni vanno in archivio e sul territorio restano i fatti, che hanno il brutto vizio di essere particolarmente ostinati.

In questo caso i fatti ci dicono che, secondo la Regione Calabria, (non secondo LaC News24, perché sono i dipartimenti regionali a dirlo) i fondi per trasformare in Case della Salute gli ex ospedali di San Marco e Cariati non ci sono più. I fatti ci dicono che l'Asp di Cosenza non li ha spesi nella programmazione 2014-2020 e non ha predisposto le necessarie schede per spenderli nella programmazione 2021-2027.

Avrebbe rassicurato maggiormente leggere, nella sua replica, quali fondi alternativi sono stati previsti, quali misure, a valere su quali fondi.

Quello che resta purtroppo immutabile è invece quanto segue: un paziente che nella Valle dell'Esaro o nello Jonio cariatese accusa un infarto ha quasi un'ora di viaggio davanti per provare a salversi la vita.
Questo è un fatto, assessore Minenna, per il quale da 16 anni si attende di più che una promessa coniugata al futuro.

Francesco Rende