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03/10/2026 ore 19.55
Attualità

Cirò Marina, l’Auto Stop Race porta 1.200 giovani dalla Polonia e allunga l’estate sulla costa ionica

La diciottesima edizione della manifestazione organizzata da un club di viaggiatori dell’università di Breslavia e ospitata dal Punto Alice Village diventa vetrina internazionale e opportunità per destagionalizzare il turismo

di Giuseppe Dell'Aquila

L’Auto Stop Race porta sulla costa ionica viaggio, musica e incontri. Un’esperienza internazionale che riaccende l’attenzione sulle possibilità di allungare la stagione turistica.

Zaini in spalla, un viaggio attraverso l’Europa e una destinazione comune: Cirò Marina. Circa mille giovani hanno raggiunto il Camping Village Punta Alice in occasione dell’Auto Stop Race, trasformando gli ultimi giorni di settembre in un’occasione di incontro, festa e scoperta del territorio.

La manifestazione, giunta alla diciottesima edizione, è organizzata dal Club di Viaggiatori BIT dell’Università di Economia di Breslavia, in Polonia. La partenza è avvenuta il 19 settembre dal campus universitario, con il finale fissato per il 25 settembre al Punta Alice. La formula prevede un viaggio in coppia, esclusivamente in autostop, verso una meta europea: un’esperienza che mette insieme spirito di adattamento, passione per il viaggio e conoscenza di persone e luoghi.

Ad accogliere i partecipanti è stata la struttura turistica di Cirò Marina, diventata il punto di riferimento di un soggiorno animato da musica, concerti, attività sportive e momenti di socialità. Un appuntamento dal forte carattere universitario e internazionale, che ha riportato Punta Alice al centro dei percorsi della manifestazione.

L’energia dei ragazzi si è riversata anche fuori dal villaggio, tra le strade, i locali e i negozi della cittadina. Una presenza vivace, capace di creare occasioni di incontro con la comunità e di dare movimento alle attività commerciali in un periodo successivo al tradizionale picco estivo.

È soprattutto questo l’aspetto che merita attenzione: a Cirò Marina il turismo può continuare anche a settembre. L’esperienza dell’Auto Stop Race offre un esempio concreto delle opportunità legate a eventi internazionali, gruppi organizzati e collaborazioni con il mondo universitario. Opportunità che possono tradursi in soggiorni, consumi e lavoro anche oltre luglio e agosto.

Il ruolo del Punta Alice Village assume, in questa prospettiva, un valore che riguarda l’intero territorio. Accogliere un’iniziativa di queste dimensioni significa mettere a disposizione spazi, servizi e capacità organizzativa, contribuendo a far conoscere Cirò Marina a un pubblico giovane e internazionale.

Le ricadute economiche andranno misurate attraverso i dati su ospiti, durata dei soggiorni e attività coinvolte. L’esperienza indica però una direzione sulla quale lavorare: costruire una programmazione capace di collegare strutture ricettive, commercio, ristorazione e offerta culturale, rendendo più lunga e riconoscibile la stagione turistica.

Per Cirò Marina, questi giorni rappresentano quindi uno spunto concreto di riflessione. Il mare e l’ospitalità possono incontrare nuove forme di viaggio e nuovi pubblici. Dare continuità a esperienze come questa significa trasformare un appuntamento riuscito in una possibilità di crescita per tutta la comunità.

Abbiamo sentito Francesco, che insieme a suo fratello Filippo e sua mamma Tiziana gestiscono la struttura e sono già concentrati sulla prossima stagione e gli appuntamenti futuri.

Come nasce il rapporto con Auto Stop Race? Che cosa ha portato gli organizzatori a scegliere nuovamente Punta Alice e Cirò Marina come destinazione di questa esperienza internazionale?

A raccontare come è cominciato il rapporto con gli organizzatori è la gestione del Punta Alice Village. Il primo contatto risale al periodo successivo al Covid, quando alla struttura arrivò una richiesta di informazioni per individuare una destinazione capace di accogliere un gruppo così numeroso. Abbiamo risposto quasi senza crederci, perché ci sembrava una proposta troppo insolita. Da quello scambio iniziale si è passati alle informazioni sui servizi disponibili, poi a un contratto e infine all’arrivo dei partecipanti. Nel tempo il rapporto si è rinnovato, fino al ritorno di quest’anno. A favorire la scelta sono stati la posizione direttamente sul mare, gli spazi e i servizi del villaggio, insieme all’esperienza maturata nell’accoglienza. Siamo nel settore da più di quarant’anni. Il turismo lo sappiamo fare, sottolinea la gestione. Un’esperienza che ha consentito di trovare un’intesa anche con il ricambio dei referenti dell’organizzazione.

Qual è il bilancio concreto di questa edizione? Quanti partecipanti avete ospitato, da quali Paesi provenivano e quanti pernottamenti complessivi ha generato il loro soggiorno?

L’iniziativa ha coinvolto complessivamente circa 1.200-1.300 ragazzi, con un nucleo di 1.100-1.200 ospiti rimasti per gran parte del soggiorno. Il villaggio era stato prenotato interamente per una settimana, ma partenze e permanenze differenziate non consentono ancora di indicare un totale preciso dei pernottamenti. I partecipanti provenivano in larghissima maggioranza dalla Polonia, legati all’ambiente universitario di Breslavia. A loro si sono aggiunti anche alcuni giovani di altre nazionalità, tra cui due ragazzi della Repubblica Ceca arrivati a loro volta in autostop.

Che rapporto si è creato con il territorio? Quali riscontri avete raccolto dai ragazzi e dagli operatori di negozi, bar e ristoranti di Cirò Marina? Ci sono state collaborazioni con attività locali?

L’organizzazione polacca ha curato direttamente il programma di intrattenimento, portando sul posto artisti, animatori, DJ, personale tecnico e attrezzature. Il Punta Alice ha messo a disposizione il villaggio e i propri servizi, tra cui ristorante e market: una collaborazione con compiti distinti, capace di sostenere un appuntamento di dimensioni considerevoli. Il soggiorno si è svolto prevalentemente all’interno della struttura, dove si concentravano concerti e attività. I ragazzi hanno però frequentato anche Cirò Marina, mangiando nei locali e facendo acquisti nei negozi e nei supermercati. Collaborazioni esterne limitate, tra cui il supporto di qualche interprete. Un elemento che suggerisce anche un possibile sviluppo futuro: coinvolgere maggiormente le attività del territorio, costruendo occasioni di visita e proposte capaci di far conoscere ai partecipanti il patrimonio culturale, commerciale ed enogastronomico del comprensorio. Le ricadute economiche non sono state quantificate, ma la presenza di oltre mille giovani a settembre rappresenta un’esperienza significativa per una località che punta ad allungare la propria stagione.

Che cosa serve per dare continuità al turismo di settembre? Partendo da questa esperienza, quali servizi e forme di collaborazione tra imprese e istituzioni potrebbero favorire altri appuntamenti internazionali? State già lavorando a una prossima edizione?

Rafforzare la collaborazione tra operatori e istituzioni, investire nella promozione della destinazione e offrire maggiori occasioni di intrattenimento anche a settembre. A pesare sono inoltre le difficoltà nei collegamenti. Raggiungere Cirò Marina e la costa ionica resta uno degli ostacoli alla crescita dei flussi turistici. A questo si aggiunge la difficoltà di mantenere servizi e attività quando le presenze diminuiscono. L’esperienza dell’Auto Stop Race mostra però che una domanda può essere costruita attraverso rapporti internazionali, organizzazione e un’offerta adeguata. Questi ragazzi sono arrivati anche in autostop, quindi tutto è possibile», osservano dal Punta Alice. Per una prossima edizione non ci sono ancora accordi definiti. Gli organizzatori hanno espresso soddisfazione e manifestato la disponibilità a risentirsi durante l’inverno per valutare un nuovo appuntamento. Intanto resta il significato di questa esperienza: un villaggio capace di accogliere oltre mille giovani e una destinazione vissuta anche oltre i mesi centrali dell’estate. Una base concreta da cui partire per dare maggiore continuità al turismo di settembre a Cirò Marina.