“Colpevole d'innocenza”: i sindaci della Calabria si mobilitano a Civita a sostegno di Tocci condannato per la strage del Raganello
Quattro anni e un mese per il primo cittadino, accusato di omicidio colposo plurimo. Colleghi provenienti da tutta la regione si riuniranno il 30 maggio per contestare la responsabilità penale attribuita agli amministratori in caso di calamità naturali
Una mobilitazione di solidarietà senza precedenti sta per accendersi il prossimo 30 maggio, alle 10:00, nella cornice di Piazza Municipio a Civita che ospiterà un'autoconvocazione di sindaci provenienti da tutta la Calabria. Lo slogan dell'evento "Colpevole d'innocenza", accompagnato dall'hashtag #SIAMOTUTTITOCCI, che campeggia con forza sulle locandine, non lascia spazio a interpretazioni. La manifestazione nasce con l'intento di esprimere piena e incondizionata vicinanza al primo cittadino di Civita, Alessandro Tocci.
«Ho la coscienza a posto, sono innocente»: l’amarezza del sindaco di Civita dopo la sentenza sulla strage del RaganelloPer comprendere le ragioni di questa forte presa di posizione del mondo politico e istituzionale calabrese, occorre fare un passo indietro fino al 20 agosto 2018, giorno della tragedia delle Gole del Raganello. In quell'occasione, una drammatica e improvvisa ondata di piena travolse diversi escursionisti all'interno del canyon, provocando la morte di 10 persone e il ferimento di numerosi altri visitatori. In quanto sindaco del territorio in cui si è consumato il dramma, Alessandro Tocci era stato iscritto nel registro degli indagati e successivamente rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e omissione d'atti d'ufficio. L'accusa si basava principalmente sulla presunta mancata allerta e sulla mancata interdizione dell'accesso alle gole. Il 22 maggio 2026, il Tribunale di Castrovillari ha emesso la sentenza di primo grado per la tragedia delle Gole del Raganello, condannando il sindaco di Civita, Alessandro Tocci, a 4 anni e un mese di reclusione per omicidio colposo plurimo assolvendolo dall’accusa di omissione di atti d'ufficio (la Procura aveva chiesto 9 anni). Alla luce di questo verdetto reale e recentissimo, l’evento è una forma civile di protesta e solidarietà organizzato dai sindaci calabresi relativa alla sentenza di condanna.
L'appuntamento del 30 maggio si configura, quindi, come un atto di vicinanza e sostegno con gli amministratori locali che si schierano apertamente a difesa del collega condannato, considerandolo comunque "innocente" (da qui il titolo "Colpevole d'innocenza") e contestando la responsabilità penale attribuita ai sindaci in caso di calamità naturali.