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07/03/2026 ore 10.38
Attualità

Guerra in Iran, le conseguenze sulla Calabria per Raniolo (Unical): «Non solo energia, ecco il prezzo che pagheremo»

Il docente dell’Università: «A pagare i conflitti sono sempre i più poveri, figurarsi una regione come la nostra: dal caro energia all’emigrazione, i problemi potrebbero essere tanti»

di Francesco La Luna

Se una farfalla sbatte le ali ad occidente si scatena uno tsunami in oriente. Una teoria che ha ispirato libri e film e che la Calabria vive drammaticamente sulla propria pelle in questi giorni, in cui una guerra scatenata a distanza di migliaia di km ha fatto impennare il costo della vita. E, come spiega il professore Unical Francesco Raniolo, a pagare le guerre sono sempre le realtà più povere.

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«Le crisi sono grandi distributrici di costi e i costi li pagano i più deboli: li pagano gli individui e i ceti sociali più deboli e, ovviamente, anche i territori più deboli. In questo contesto – aggiunge il docente – immaginate quale incidenza può avere il costo dell’energia, sia per usi civili sia per usi commerciali, in una regione come la Calabria». Che, giova ricordarlo, è la regione più povera d’Europa dopo la Guyana Francese (che si trova in Sudamerica) e il protettorato di Melilla (che si trova in Marocco). 

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Niente di buono, insomma, sul fronte orientale, volendo parafrasare un noto film. Ma niente di buono neanche sul fronte meridionale: perché oltre al problema del costo della vita, ormai sotto gli occhi di tutti, c’è anche quello dell’immigrazione.

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«Regioni come la Calabria e la Sicilia – dice  Raniolo – sono una specie di trampolino che si proietta nel Mediterraneo: una zona che, in caso di guerra in Medio Oriente, ovviamente sarà oggetto di richieste di controllo. Ma a questo va aggiunta anche la grande esposizione delle regioni ai flussi migratori che arriverebbero non solo dall’Africa, ma anche dal Medio Oriente tramite la Turchia. È successo con la crisi siriana, potrebbe accadere anche con questa». Il parodosso della guerra scatenata da Trump, dunque, è presto detto: un conflitto fra grandi potenze economiche che rischia di essere pagato dalla regione più povera d’Europa. Il battito d’ali di farfalla, stavolta, potrebbe fare più male del previsto.