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12/06/2026 ore 12.15
Attualità

Da Santa Maria del Cedro la lezione anti spopolamento: il borgo cosentino premiato a Roma come “Comune Vivo”

Il comune del Tirreno cosentino ottiene il prestigioso riconoscimento per la crescita demografica e i servizi al territorio. Consiglio (Fondazione con il Sud): «Entro il 2080 il Sud rischia 8 milioni di abitanti in meno»

di Redazione

Santa Maria del Cedro si afferma come uno dei simboli nazionali della rinascita dei territori e della lotta allo spopolamento. Il comune del Tirreno cosentino è infatti tra i vincitori della prima edizione del Premio Comune Vivo, promosso da Fondazione con il Sud in collaborazione con Anci, riconoscimento dedicato agli enti locali che stanno riuscendo a invertire il declino demografico attraverso politiche e strategie capaci di rafforzare la vitalità delle comunità.

La premiazione si è svolta a Roma, nell'ambito di uno spazio dedicato del Forum Pa 2026, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni promotrici e dei sindaci dei territori premiati. Il riconoscimento è stato assegnato a quattro comuni italiani, uno per ciascuna macroarea del Paese, oltre a una menzione speciale dedicata alle nascite.

Insieme a Santa Maria del Cedro, vincitore per l'area del Mezzogiorno, sono stati premiati Portomaggiore, in provincia di Ferrara, per il Nord, Collevecchio, in provincia di Rieti, per il Centro, mentre Castiadas, in provincia di Cagliari, ha ricevuto la menzione speciale “Comune Vivo con il fiocco” per il positivo andamento delle nuove nascite.

Il premio nasce con l'obiettivo di valorizzare quelle realtà che stanno riuscendo a contrastare il fenomeno dello spopolamento attraverso un percorso di rigenerazione demografica, valutato secondo quattro dimensioni strategiche: «Nascere, restare, tornare e arrivare». La selezione dei comuni candidati è stata avviata partendo dai dati pubblici elaborati nell'ambito della collaborazione tra la Fondazione con il Sud e il dipartimento di Scienze sociali dell'Università Federico II di Napoli.

Come spiegato dagli organizzatori, l'analisi non si è limitata a fotografare una situazione statica, ma ha voluto osservare la direzione del cambiamento nel tempo, premiando quei territori che stanno dimostrando una concreta capacità di attrazione e consolidamento della popolazione residente.

A ritirare il riconoscimento per il comune calabrese è stato Pasquale Napolitano, assessore al Turismo, in rappresentanza dell'amministrazione comunale.

Le motivazioni del premio evidenziano risultati particolarmente significativi. Santa Maria del Cedro, che conta poco più di 5.200 abitanti, registra infatti un incremento complessivo della popolazione residente dell'1,4%, accompagnato da una crescita del 7,7% nella fascia d'età compresa tra zero e quattro anni. A questi dati si aggiunge una presenza di cittadini stranieri pari al 4,9%, favorita anche dalle attività del Terzo settore e dai percorsi di accoglienza e integrazione sviluppati sul territorio.

Tra gli elementi che hanno contribuito al riconoscimento figurano anche la valorizzazione delle eccellenze locali e la capacità attrattiva del territorio. In particolare, il comune si distingue per la promozione della filiera del Cedro Dop, autentico simbolo identitario dell'area, e per una consolidata vocazione turistica che nel 2026 ha consentito di conquistare la sesta Bandiera blu consecutiva.

Il borgo tirrenico viene inoltre indicato come un importante attrattore di grandi eventi e occupa il secondo posto tra i comuni italiani più ricercati dagli acquirenti esteri, secondo la classifica di un noto portale immobiliare. A rafforzare ulteriormente le prospettive di crescita contribuisce anche l'ottenimento di un finanziamento nell'ambito della Missione 4 del Pnrr, destinato alla realizzazione di un nuovo asilo nido, intervento considerato strategico per ampliare i servizi educativi dedicati alle famiglie.

Durante la cerimonia romana sono intervenuti anche Marialuisa Forte, vicepresidente nazionale di Anci con delega al Mezzogiorno e alle politiche per la coesione territoriale e sindaca di Campobasso, e Stefano Consiglio, presidente della Fondazione con il Sud.

Secondo Forte, «l'iniziativa rappresenta un segnale importante: riconosce e valorizza quei piccoli comuni che, nonostante difficoltà strutturali, stanno invertendo il trend dello spopolamento», sottolineando così il ruolo fondamentale svolto dalle amministrazioni locali nel costruire opportunità e servizi capaci di trattenere residenti e attrarne di nuovi.

Sul significato più ampio del premio si è soffermato anche Consiglio, che ha richiamato l'attenzione sulla sfida demografica che interessa l'intero Paese ma che assume dimensioni particolarmente rilevanti nel Mezzogiorno. «Lo spopolamento riguarda tutto il Paese, ma è particolarmente significativo al Sud: entro il 2080 rischiamo di essere 8 milioni in meno», ha affermato il presidente della Fondazione con il Sud. «Non esistono ricette magiche e non c'è una soluzione unica, ma occorre lavorare su tutte le dimensioni della rigenerazione per rendere il Sud, e l'Italia, un luogo dove sia possibile immaginare un futuro».

Il riconoscimento assegnato a Santa Maria del Cedro assume così un valore che va oltre il singolo risultato amministrativo. Il premio certifica infatti un percorso di crescita fondato sulla qualità dei servizi, sull'inclusione, sulla valorizzazione delle risorse locali e sulla capacità di creare condizioni favorevoli affinché le persone possano nascere, restare, tornare o scegliere di trasferirsi nel territorio.