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10/05/2026 ore 18.26
Attualità

Da una casa al lavoro, ecco Io scelgo me: il progetto per accompagnare l’uscita dalle case rifugio delle donne vittime di violenza

A Cosenza la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa promossa da Goccia di Rugiada in partnership con il Centro per l’Impiego, all’amministrazione di Palazzo dei Bruzi, l’istituto Comprensivo Spirito Santo ed alcune aziende private

di Salvatore Bruno

È rivolto alle vittime di violenza di genere, il progetto Io scelgo me, vincitore dell’avviso pubblico Donne Libere, promosso dalla Regione Calabria e finalizzato all’attuazione di percorsi di autonomia personale, lavorativa e abitativa che consentano alle ospiti della casa rifugio Goccia di Rugiada, di potersi ricostruire una vita, nel segno del riscatto e dell’indipendenza.

Opportunità di riscatto

Attraverso una rete istituzionale costituita da soggetti pubblici e privati, Io scelgo me offre autonomia abitativa, un voucher per l’acquisto di farmaci e di prodotti alimentari, l’accesso alla formazione professionale e al mondo del lavoro. Nel Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza la presentazione. Alla conferenza stampa sono intervenuti tra gli altri Cesira Mayerà, progettista e coordinatrice del progetto, Veronica Buffone, assessore al Welfare del Comune di Cosenza, Giovanni Cuconato, responsabile del Centro per l’Impiego di Cosenza, Sonia Brindisi, referente Politiche Attive – Centro per l’Impiego di Cosenza, Massimo Ciglio, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Spirito Santo. «Il progetto – ha spiegato Cesira Mayerà – darà la possibilità a sei donne di essere inserite in un percorso interdisciplinare, definito e reale, di fuoriuscita dalla violenza verso la piena autonomia, attraverso un costante supporto dopo che le stesse lasciano la Casa Rifugio».

Le tappe del reinserimento sociale e lavorativo

«Si parte dalla valutazione delle competenze per delineare un percorso formativo individuale che parte dall’acquisizione delle competenze linguistiche, per le donne straniere, e dall’alfabetizzazione digitale, per poter fornire loro la base indispensabile per l’inserimento lavorativo – ha detto ancora l’ideatrice del progetto -A seguire tutte possono accedere al tirocinio retribuito di 12 mesi all’interno delle aziende per dare loro l'opportunità di inserirsi all'interno di un contesto lavorativo solido e realizzare la propria autonomia lavorativa ed economica». Inoltre, attraverso il pagamento di un anno del canone di locazione, alle donne vittime di violenza viene garantita anche l’autonomia abitativa, attraverso la modalità del co-housing, oltre a voucher in esercizi commerciali, come farmacie e supermercati per l’acquisto di beni essenziali.

Sportello di orientamento

«Abbiamo il dovere di lavorare insieme per consentire l’accesso a questo percorso a chi ne ha più bisogno», ha dichiarato l’assessore Buffone. «È importante dare a queste donne gli strumenti per riscattarsi, una volta fuori dall'emergenza, per consentire loro di arrivare a un completo raggiungimento dell'autonomia». A tal proposito il Comune di Cosenza attiverà uno sportello dedicato per l’orientamento e l’accesso ai servizi sociali e territoriali. Il coinvolgimento fattivo del Centro per l’Impiego di Cosenza, in quanto territorialmente competente, riguarderà l’attività di presa in carico delle donne vittime di violenza, la loro prima profilazione professionale e l’elaborazione del bilancio di competenze delle stesse. Il CpI, inoltre, nel corso degli incontri che verranno in seguito calendarizzati, fornirà supporto per: orientamento formativo e consulenza specialistica; incrocio domanda-offerta di lavoro; promozione attivazione di tirocini extracurriculari; attivazione politiche attive e inclusive.

L’importanza della rete territoriale

«Io scelgo me è un esempio concreto di come la rete territoriale, anche e soprattutto nell’ambito del sociale, possa costituire uno strumento concreto per l’inclusione attiva e la piena partecipazione alla vita economica e sociale dei soggetti vulnerabili, in questo caso specifico le donne vittime di violenza, anche grazie agli strumenti promossi dalla Regione Calabria, come appunto, l’avviso Donne Libere per la concessione di contributi ai centri antiviolenza autorizzati o alle case rifugio accreditate», ha dichiarato Giovanni Cuconato, responsabile CpI Cosenza. «Inoltre – ha proseguito – è un esempio concreto di attivazione della sinergia fra enti pubblici, ambito sociale e tessuto economico privato, attraverso le aziende del territorio già individuate per i tirocini professionali». La presa in carico e l’accompagnamento alla formazione professionale e all’occupabilità avverrà nella massima riservatezza per la tutela delle stesse donne.

Percorso di emancipazione

Sull’impegno concreto del Cpi si è soffermata la referente per le politiche attive Sonia Brindisi: incentivi occupazionali previsti dalla Regione Calabria. «Il nostro obiettivo è far sì che al termine di questo percorso, la donna non sia più una vittima da assistere, ma una lavoratrice consapevole delle proprie capacità e competenze. L'avviso Donne Libere ci offre le risorse, ma è la nostra integrazione territoriale, attraverso le partnership con gli enti e le aziende, a garantire a queste donne piena autonomia di scelta». Attraverso l’attività di orientamento professionale svolta dal CpI, le donne che avranno la possibilità di intraprendere il percorso, potranno anche entrare in contatto con i bandi e gli avvisi regionali attivi e il servizio dedicato all’autoimpiego.

Attenzione ai soggetti minori

Ma la violenza domestica miete altre vittime dirette: non solo le donne, ma anche i loro figli minori. La presenza dell’Istituto Comprensivo Spirito Santo di Cosenza, come spiegato dal dirigente scolastico Massimo Ciglio, garantirà ai bambini, oltre all’istruzione primaria, anche attività culturali, ludiche e laboratori pomeridiani per dare loro la possibilità di crescere in serenità e alle mamme di poter conciliare i tempi vita-lavoro. Infine, il coinvolgimento della Consulta Intercultura per un’integrazione sociale piena e concreta. Contestualmente a ciò, i soggetti presi in carico saranno seguiti per quattro anni da un’equipe di psicologi, assistenti sociali e educatori. Partner dell’iniziativa sono anche: IRIS Servizi e Formazione, Calabria Food, Gallo Case, CAF Patronato SINALP, Farmacia Caruso e Supermercati Eté. «Tutti insieme – si legge in una nota diffusa a margine dell’iniziativa – per dare forza e continuità a questo progetto di rinascita, sperimentale sì, ma assolutamente replicabile. Perché uscire dalla violenza è il primo passo, restarne fuori è la vera sfida. Ma attraverso una rete forte, concreta e umana è possibile».