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16/05/2026 ore 12.28
Attualità

Dai margini si vede meglio il mondo: la rivoluzione dei piccoli comuni calabresi che scommettono su cultura e identità

A Buongiorno in Calabria i sindaci di Cittanova, Cerisano e Sant'Agata del Bianco raccontano come borghi in difficoltà si reinventano puntando su teatro, hub culturali e arte di comunità

di Adelia Iacino

Non è cosa semplice tener viva la speranza e continuare a credere nel cambiamento, in un’epoca in cui sui comuni calabresi, specie quelli più piccoli, incombe lo spettro dello spopolamento, persiste la mancanza di lavoro e di risorse. Eppure, l’impulso che innesca le rivoluzioni più autentiche e profonde spesso parte proprio dalle realtà più marginali e difficili. È quanto emerso nell’ultima puntata di “Buongiorno in Calabria”, il format di LaC Tv condotto da Ugo Floro e Adelia Iacino, che ha visto ospiti i sindaci di Cittanova, Cerisano e Sant'Agata del Bianco. Tre storie diverse, unite da un filo comune: l’idea che visione, identità e cultura siano imprescindibili per la rigenerazione del territorio calabrese.

Cittanova, una città antica che guarda al futuro

Domenico Antico è sindaco da quasi due anni di Cittanova, comune della provincia di Reggio Calabria che conta circa diecimila abitanti. Avvocato di professione, è alla sua prima esperienza amministrativa. «Già da ragazzo qualcuno mi diceva che un giorno sarei diventato sindaco – racconta il sindaco – non perché facessi politica, ma perché ero innamorato pazzamente della mia città». La parola “resilienza” è scritta nel dna fondativo di Cittanova: fu rasa al suolo dal terremoto del 1783 e bombardata durante la seconda guerra mondiale dagli alleati, con oltre 100 morti. Eventi tragici dai quali la comunità si è sempre rialzata con forza e determinazione.
La notizia più recente riguarda un finanziamento da 2,3 milioni di euro: 1,3 milioni verranno utilizzati per la manutenzione stradale del centro abitato, mentre un milione servirà per il consolidamento dell'ex carcere che ospita la Scuola di Recitazione della Calabria, realtà d’eccellenza che forma talenti per fiction e cinema e che l'amministrazione di Cittanova punta a far crescere fino al livello universitario. «Avremmo potuto destinare quel milione ad altri edifici pubblici – dice Antico – e invece abbiamo scelto di investire nella cultura, nel teatro, nel cinema. Perché crediamo che siano un volano di sviluppo».

Cerisano, da comune in dissesto a borgo modello

Lucio Di Gioia è al governo di Cerisano, borgo del cosentino, da circa dieci anni. Quando è arrivato, il comune era in dissesto finanziario: oggi il Ministero lo cita come esempio virtuoso di utilizzo dei fondi PNRR, e l'ANCI nazionale lo presenta come borgo modello. La scelta vincente dell’amministrazione Di Gioia è stata puntare sull’opera immateriale, avendo il coraggio di privilegiare, al consenso immediato, scelte che potessero determinare una crescita sul lungo periodo. Palazzo Sersale, palazzo nobiliare rinascimentale recuperato grazie a fondi europei, è diventato un hub culturale che ospita un master universitario in Scienze Politiche con l'Università della Calabria, un polo tecnologico per gli audiovisivi con il Conservatorio di Cosenza e una scuola di formazione politica partita nei giorni scorsi con cento iscritti provenienti da tutta Europa.
L'investimento ha generato ricadute concrete anche sull’economia locale: grazie alla premialità del bando Borghi, sapientemente intercettata dall’amministrazione, molti imprenditori locali hanno potuto aprire B&B e attività commerciali con contributi fino a ottantamila euro a fondo perduto. «Lavora il fabbro, lavora l'idraulico - sintetizza il sindaco Di Gioia - l’economia si rimette in moto». Il Festival delle Serre, rinomata manifestazione musicale conosciuta in tutta Italia e nata oltre 40 anni fa, torna a settembre con la sua ricca e variegata offerta di jazz, teatro, lirica e letteratura.

Sant'Agata del Bianco, la luce si riaccende dai margini

Laureato in lettere e filosofia, scrittore e studioso di Saverio Strati, Domenico Stranieri è sindaco dal 2016 di Sant'Agata del Bianco, piccolo borgo nell'Aspromonte reggino che ha dato i natali al celebre scrittore calabrese. La sua idea di amministrazione è innovativa e culturale, volta a valorizzare l’identità del luogo grazie alla partecipazione attiva della cittadinanza: perché «non c'è rigenerazione senza riconoscimento», afferma Stranieri. Il punto di partenza è stato scegliere di recuperare la figura di Strati, grande narratore italiano del Novecento che il paese aveva dimenticato, mettendolo in dialogo con il presente. «Strati non doveva essere un monumento - spiega il sindaco - doveva essere un metodo, una chiave di lettura per capire il nostro mondo».
Da lì è nata una trasformazione, quella che lo stesso Stranieri definisce una piccola rivoluzione: venticinque murales hanno impreziosito il borgo, porte dipinte, oltre cento installazioni in ferro realizzate dall'artista locale Antonio Scarfone con materiali di recupero. «Non vogliamo decorare il paese - spiega il sindaco - vogliamo riaccenderlo. Questi non sono solo oggetti d'arte, sono oggetti relazione. La bellezza nasce dentro la comunità e crea legami».
I risultati sono tangibili: Sant’Agata del Bianco è diventata meta di turismo scolastico tutto l'anno, sono stati aperti nuovi B&B e attività commerciali. Il Festival Stratificazioni, fondato nel 2017, porta ogni estate musica e letteratura in Aspromonte, con artisti che restano volentieri a dialogare col pubblico per ore. Un esempio virtuoso che dimostra come l'entroterra, geograficamente lontano dal mare, possa esprimere una visione sorprendentemente aperta e visionaria. Perché, come diceva Pavese, vivere in collina offre una prospettiva diversa, e questo costituisce una risorsa. Dal centro, alcune cose sono invisibili. «Dai margini - afferma Stranieri - si vede meglio, si legge meglio il mondo».