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26/07/2026 ore 14.59
Attualità

Dalla Calabria agli Usa, passando per il Quirinale: il giurista calabrese Salvatore Raso tra i vincitori del Fulbright Program

Ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione degli 80 anni del programma di scambio accademico statunitense, è l'unico calabrese selezionato e uno dei soli tre italiani premiati

di Battista Bruno

Dalla Calabria agli Stati Uniti, passando per il Quirinale. Il giovane giurista calabrese Salvatore Raso è tra i vincitori del prestigioso Fulbright Program, il più importante programma di scambio accademico promosso dal Governo degli Stati Uniti. In occasione di questo importante riconoscimento, e degli 80 anni del Fulbright Program, Salvatore Raso è stato ricevuto presso il Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Raso è l'unico calabrese selezionato e uno dei soli tre giuristi italiani premiati in questa edizione.

Grazie alla borsa di studio Fulbright, volerà oltreoceano presso la prestigiosa University of California di Los Angeles (UCLA) per studiare un Master in Diritto Penale e per svolgere attività di ricerca approfondendo i temi della pena di morte, dell'ergastolo ostativo e della tutela dei diritti umani. Oltre alla borsa Fulbright, Oltre al programma Fulbright, Raso è stato insignito anche della prestigiosa borsa di studio del Preside della Scuola di Legge della University of California, riservata in tutto il mondo solo a pochissimi giovani giuristi di spiccato valore.

Un traguardo accademico che è stato celebrato anche dalla Rettrice stessa dell'Università Sapienza di Roma, che si è pubblicamente congratulata con Salvatore Raso per gli importanti riconoscimenti internazionali ottenuti grazie a un brillante percorso di studio.

Un prestigioso traguardo personale che rappresenta anche un grande motivo di orgoglio per la Calabria.

Lo abbiamo intervistato.

Dottor Raso, cosa ha significato per lei essere ricevuto al Quirinale dal Presidente Sergio Mattarella e vivere un momento così importante della sua carriera?

«Essere ricevuto dal Presidente della Repubblica, insieme agli altri vincitori e al Direttivo Fulbright, è stato un onore immenso. Un momento indimenticabile ed emozionante, che mi ha arricchito profondamente sia come persona che come giovane giurista, e che ha dato valore a tutti i sacrifici fatti lungo il percorso.

Un incontro che quest'anno ha assunto un significato ancora più profondo, poiché è avvenuto in occasione della celebrazione degli 80 anni del Programma Fulbright (1946). In questa circostanza, il Presidente Mattarella ha sottolineato il ruolo centrale che il programma ricopre nel promuovere la pace tra i popoli e la cooperazione internazionale attraverso lo scambio culturale e scientifico.

A questo momento d'eccezione si sono affiancati altri importanti appuntamenti istituzionali, tra cui il Fulbright Annual Meeting presso il Ministero degli Affari Esteri e il ricevimento presso l'Ambasciata degli Stati Uniti».

Essere l'unico calabrese e uno dei soli tre giuristi italiani selezionati per il Fulbright è un risultato straordinario. Quale percorso di studio e di ricerca l'ha portata a questo traguardo?

«Siamo stati solo tre giovani giuristi selezionati in tutta Italia per la borsa Fulbright, ed è per me motivo di grande orgoglio essere anche l'unico calabrese!

Per quanto riguarda la mia formazione, mi sono laureato in Giurisprudenza alla Sapienza Università di Roma con 110 e lode e menzione d'onore, discutendo una tesi in Sistemi Giuridici Comparati sulla pena di morte negli Stati Uniti, redatta sotto la guida del mio Maestro, il Prof. Gianluca Scarchillo. In quel contesto, ho avuto l'opportunità di condurre le mie ricerche direttamente negli Stati Uniti, presso la Yale Law School, affiancato dai massimi esperti mondiali della materia.

Inoltre, durante gli studi ho svolto diversi soggiorni all'estero, tra cui un semestre all'Universidad Autónoma de Madrid — dove ho ottenuto diverse Matrículas de Honor, il massimo riconoscimento accademico spagnolo — e ulteriori periodi presso prestigiose università londinesi.

Infine, sempre alla Sapienza, ho conseguito il Master di II livello in Diritto Privato Europeo con 110 e lode e dignità di stampa.

Credo che aver costruito un percorso accademico fortemente internazionale e votato alla ricerca, abbia inciso profondamente nei traguardi successivamente raggiunti».

Alla UCLA si occuperà di pena di morte e diritti umani. Perché ha scelto proprio questo tema e quali sono gli obiettivi della sua ricerca?

«All'UCLA conseguirò un Master in Diritto penale e approfondirò le ricerche già avviate a Yale sulla pena di morte e sui diritti umani, estendendo l'analisi anche al Life Imprisonment Without Parole, l'equivalente americano del nostro ergastolo ostativo.

Ho scelto questo tema perché credo fermamente che la vita e la libertà siano i diritti fondamentali di ogni essere umano, pertanto, quando si decide di limitarli, bisogna definire con estrema chiarezza i limiti del potere punitivo dello Stato. La domanda fondamentale a cui intendo dare risposta è: qual è la pena giusta? E, in tema di pena capitale, è legittimo che uno Stato abbia il potere di condannare a morte un essere umano?

Da questo punto di vista, gli Stati Uniti rappresentano un caso unico, essendo l'unica democrazia occidentale che ad oggi continua a praticare le esecuzioni, nonostante l'VIII Emendamento della Costituzione americana proibisca le pene crudeli.

A questa attività di ricerca teorica affiancherò un'esperienza pratica sul campo: entrerò infatti a far parte di un ufficio di avvocati penalisti federali. Avrò così l'opportunità di confrontarmi direttamente con i clienti condannati all'ergastolo ostativo, toccando con mano la loro realtà per valutare concrete prospettive di scarcerazione o commutazione della pena».

Il confronto con il sistema giuridico statunitense potrà offrire nuovi spunti anche per il dibattito italiano ed europeo sui diritti fondamentali? Quali aspetti ritiene più interessanti da approfondire?

«Certamente. Il confronto con il sistema statunitense offre spunti straordinari, ed è proprio sul tema dell'ergastolo che intendo concentrare la mia ricerca. È vero che in Italia le pronunce della CEDU e della Corte Costituzionale hanno spinto il Legislatore a superare l'automatismo dell'ergastolo ostativo, ma nella pratica l'accesso alla liberazione condizionale resta una strada piena di ostacoli, mantenendo vivo il dibattito sulla reale funzione rieducativa della pena».

Lei rappresenterà la Calabria in uno dei contesti accademici più prestigiosi del mondo. Che messaggio vuole lanciare ai tanti giovani calabresi che spesso pensano di dover rinunciare ai propri sogni o di lasciare la regione per costruirsi un futuro?

«Ai tanti brillanti giovani calabresi desidero rivolgere un augurio e un invito: continuate a credere nei vostri sogni e lavorate ogni giorno con dedizione per trasformarli in realtà. Non permettete mai a nessuno di scoraggiarvi o di farvi credere che i vostri obiettivi siano troppo grandi per voi, o che voi siate inadeguati. È vero, non esistono scorciatoie verso l'eccellenza, e i successi facili e veloci sono spesso effimeri, ma con passione, studio e determinazione nessun traguardo è impossibile. Abbiate l'ambizione di mirare in alto, perseverate: nessun sogno è mai troppo grande per chi non smette di crederci».

Terminata questa esperienza negli Stati Uniti, quali sono i suoi progetti? Il suo obiettivo è riportare in Italia e in Calabria le competenze e le relazioni internazionali che maturerà durante il percorso Fulbright?

«Certamente, il mio obiettivo è ritornare in Italia dopo aver concluso l'esperienza americana. Anzi, questo è proprio lo spirito del programma Fulbright: rientrare nel proprio Paese per restituire il bagaglio di conoscenze, competenze e relazioni acquisite all'estero, contribuendo a un reale scambio culturale e accademico.

Ed è proprio in questa direzione che si inserisce il mio percorso: dopo la UCLA, il mio obiettivo è fare un dottorato di ricerca in diritto penale, portando nello studio della giustizia penale una prospettiva comparata e internazionale».