Dalla Calabria un Rotary più forte e protagonista del cambiamento, Saccomanno: «Lasciamo il segno nei territori»
Nell’Aula Magna dell’Università della Calabria, il Governatore eletto Gianfranco Saccomanno sottolinea l’importanza di coinvolgere tutti i soci, rafforzando appartenenza, collaborazione e responsabilità condivisa
Non un semplice momento formativo, ma un passaggio decisivo. Nell’Aula Magna dell’Università della Calabria, il Rotary Distretto 2102 ha riunito la sua futura classe dirigente nel seminario di apprendimento distrettuale (SAPE-SADE), appuntamento chiave dedicato ai Presidenti eletti, dirigenti, alle squadre dei club e a tutti i soci in vista dell’anno rotariano 2026-2027.
Una giornata intensa, partecipata, che ha restituito l’immagine di un Rotary vivo, consapevole, proiettato verso il futuro. Ma soprattutto un Rotary chiamato a fare un salto di qualità. Al centro della scena, l’intervento del Governatore eletto Gianfranco Saccomanno, che ha tracciato con chiarezza la linea politica e organizzativa del Distretto, trasformando un passaggio istituzionale in una vera dichiarazione di visione.
«Il Rotary è una grande famiglia»
Saccomanno parte da un principio semplice, ma tutt’altro che scontato: «Il Rotary è una grande famiglia e tutti devono essere coinvolti». Non solo dirigenti, non solo Presidenti, ma l’intera comunità rotariana. Una scelta precisa, quella di aprire il seminario a tutti i soci, per rafforzare partecipazione e appartenenza.
E poi la frase che segna il senso dell’intervento:
«Io parlo sempre di “nostro anno”, non di “mio anno”. Se facciamo bene, facciamo bene tutti. Se sbagliamo, sbagliamo tutti». Un passaggio che rompe ogni logica personalistica e richiama ogni rotariano alla responsabilità condivisa.
Continuità e rispetto istituzionale
Nel contesto del passaggio di consegne, il Governatore eletto ha voluto ribadire la piena continuità con il lavoro del Governatore in carica Dino De Marco e con il successore Enzo Defilippo: «Condividiamo tutto, le cose buone e quelle meno buone. È così che si costruisce un percorso solido». Un messaggio che rafforza il senso istituzionale del Rotary e la solidità del Distretto, capace di crescere nel segno della coerenza e della collaborazione.
Leadership senza protagonismi
Davanti ai Presidenti eletti, Saccomanno indica un modello di leadership chiaro e moderno: «Non è importante stare sempre in prima fila. Possiamo anche stare in seconda o in terza, ma dobbiamo lavorare perché tutti partecipino». È il superamento definitivo della leadership come esposizione personale.
È la nascita di una leadership diffusa, capace di coinvolgere, includere, generare entusiasmo.
Una squadra per il futuro
Non a caso, la squadra distrettuale è stata costruita unendo esperienza e nuove energie. «Dobbiamo prepararci al futuro, garantire ricambio e creare nuove opportunità», spiega Saccomanno.
Una visione che guarda lontano, oltre il singolo anno rotariano, e che punta a costruire continuità e crescita nel tempo.
«Evitiamo le passerelle»
Il passaggio più netto, quasi un manifesto, arriva quando il Governatore eletto richiama tutti al senso profondo dell’impegno rotariano:
«Evitiamo le passerelle. Dobbiamo lavorare per lasciare il segno nei territori». Un invito diretto, senza ambiguità: il Rotary deve tornare - o continuare - a essere punto di riferimento credibile, autorevole, concreto. Non visibilità, ma impatto. Non presenza, ma risultati.
Il valore del SAPE-SADE
Il seminario distrettuale rappresenta uno dei momenti più importanti della vita rotariana, perché prepara i Presidenti eletti ad assumere il proprio ruolo con consapevolezza, strumenti e visione. E proprio in questo contesto, l’intervento di Saccomanno ha assunto un valore strategico, offrendo una direzione chiara a chi sarà chiamato a guidare i club nei territori.
Il messaggio che resta
Dall’Aula Magna dell’Università della Calabria emerge una linea forte: il Rotary del futuro non sarà costruito dai singoli, ma da una comunità capace di lavorare insieme. Una comunità che sceglie responsabilità, condivisione, credibilità. Perché, come ha ricordato Saccomanno, il Rotary non è un incarico da esercitare. È un percorso da costruire insieme.