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19/01/2026 ore 21.03
Attualità

Dalla formazione al mondo del lavoro: così in Calabria i Centri polivalenti cambiano il futuro dell’autismo

Presentati i risultati dei progetti portati avanti dai Centri di Cosenza e Crotone per giovani e adulti con disabilità complesse e disturbi dello spettro autistico, gestiti dall'associazione "Gli altri siamo noi". Occhiuto: «Passo in avanti ma ancora tanto da fare»

di Francesco Graziano

Sono stati presentati nella Sala Verde della Cittadella Regionale di Catanzaro i risultati dei Centri polivalenti per le macro-aree di Cosenza e Crotone, dedicati a giovani e adulti con disabilità complesse e disturbi dello spettro autistico. Non si è trattato di una semplice rendicontazione burocratica, ma del racconto di una piccola rivoluzione culturale guidata dall’associazione "Gli altri siamo noi ODV" all'interno del programma regionale "Meglio accogliere, accogliere meglio". Un progetto che ha saputo tessere una rete tra istituzioni, terzo settore e mondo del lavoro, dimostrando che l'inclusione reale passa attraverso la formazione professionale e l'autonomia.

La scelta politica: oltre l'assistenzialismo

L’assessore regionale alle Politiche sociali, Pasqualina Straface, ha delineato nel corso dell’evento la nuova rotta della Regione. «Oggi è una giornata importante perché presentiamo i risultati di due progetti realizzati dai centri polivalenti di Crotone e di Cosenza, un esempio concreto di inclusione sociale, di autonomia e di lavoro», ha esordito l'assessore. Il progetto, finanziato con 1 milione e 650 mila euro, ha coinvolto 45 persone tra adolescenti e adulti.

Secondo la Straface, questo percorso «rientra in quello che è il metodo e la scelta politica del Dipartimento Welfare: le disabilità non devono essere una condizione da gestire attraverso l'assistenzialismo, ma una dimensione di vita che va accompagnata con strumenti, coerenza e visione». L'assessore ha poi annunciato un ulteriore investimento: «L'obiettivo della Regione è continuare verso il finanziamento, che passerà da 1.650.000 a 2.000.000 di euro, perché questi centri rappresentano presidi di prossimità non soltanto per le persone con disabilità ma anche per le loro famiglie».

Occhiuto: «Abilità straordinarie come risorsa»

Anche il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha voluto rimarcare la necessità di un impegno che vada oltre il finanziamento economico, soffermandosi sul peso emotivo che grava sulle famiglie. «È un passo avanti, ma ancora poco rispetto a quello che bisogna fare», ha sottolineato. «Sono tante le famiglie che condividono una difficoltà straordinaria da sole, senza l'aiuto del pubblico. Il disagio che vivono moltissime famiglie che hanno al loro interno ragazzi o adulti con lo spettro autistico è un disagio che non si può neanche raccontare». Occhiuto ha lodato il lavoro di Adriana De Luca e della sua associazione, sottolineando l'importanza della sussidiarietà orizzontale: «Dobbiamo lavorare per rendere i progetti di vita più veloci e confacenti ai bisogni dei ragazzi. Questi giovani hanno abilità straordinarie che dovrebbero diventare una risorsa per il territorio, anche per il settore produttivo. Sono felice però che questo progetto abbia accompagnato al mondo del lavoro alcuni giovani».

Risultati tangibili: dall'informatica alla ristorazione

Adriana De Luca, presidente dell'Associazione "Gli Altri Siamo Noi", ha portato la testimonianza diretta di chi opera sul campo, ribadendo la necessità di una formazione seria e autentica. «Noi non facciamo cose false, non ci interessa. Ci interessa che le cose che facciamo siano autentiche, vere e realizzabili», ha dichiarato con fermezza. Il progetto non si è limitato ai laboratori di cucina, agricoltura e informatica, ma ha puntato a certificazioni riconosciute a livello nazionale. «Tre ragazzi hanno acquisito la certificazione Eipass, altri hanno partecipato a un corso di pizzeria con il pizza chef Lorenzo Fortuna, partecipando persino a un concorso a Napoli», ha raccontato la De Luca. Ma il risultato più eclatante resta l'inserimento lavorativo stabile: «Abbiamo realizzato un'assunzione a tempo indeterminato in una multinazionale. Questa ragazza, dopo un tirocinio di sei mesi, ha conquistato la sua assunzione e continua a lavorare. È un traguardo importantissimo».

Nonostante i successi, resta aperto il nodo della continuità dei servizi. Adriana De Luca ha lanciato un monito sulla condizione degli adulti con disturbi del neurosviluppo: «Cosa si dovrà migliorare? La collaborazione tra gli enti. Molto bisogna fare anche sul piano della sanità, perché i ragazzi dai 18 anni in poi non sono seguiti purtroppo quasi da nessuno. Le competenze per seguire queste persone nei nostri servizi sono molto basse, non solo in Calabria, ma in tutta Italia».

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