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03/05/2026 ore 11.42
Attualità

Dalla guida del più importante gruppo sanitario in Italia al rap: la scelta di vita (inattesa) di Paolo Rotelli

Presidente del colosso San Donato e dell'Università Vita - San Raffaele, l’imprenditore decide di cambiare tutto: si trasferisce in Francia e si dedica al mondo della musica diventando rapper con il nome di “Tractopelle Musik”

di Francesco Graziano

Un cambio di vita radicale, di quelli che sembrano appartenere più alla narrativa che alla realtà. E invece è tutto vero. A raccontarlo è lo stesso protagonista, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera: una storia che sorprende proprio perché rompe ogni previsione.

Fino a pochi anni fa, Paolo Rotelli era l’immagine perfetta dell’imprenditore della sanità privata italiana. Elegante, misurato, istituzionale. A soli 24 anni, nel 2013, dopo la morte del padre, aveva assunto la guida del Gruppo San Donato, il più importante gruppo sanitario accreditato d’Italia. Un colosso da oltre un miliardo di euro di fatturato, che sotto la sua presidenza è cresciuto fino a sfiorare i tre miliardi, consolidando una leadership assoluta nel settore.

Non solo. Rotelli era diventato anche presidente dell’Università Vita-Salute San Raffaele, incarnando il volto della nuova generazione alla guida di un impero familiare. Tutto sembrava già scritto: un percorso lineare, solido, destinato a rafforzarsi nel tempo. Poi, qualcosa si è incrinato. O forse, semplicemente, qualcosa è cambiato. Lontano dai riflettori italiani, Rotelli ha scelto un’altra strada. Si è trasferito in Francia e ha iniziato una nuova vita nel mondo della musica, diventando rapper con il nome di “Tractopelle Musik”. Un’identità costruita in netto contrasto con il passato: catene d’oro, orologi vistosi, video musicali in cui il lusso viene esibito senza filtri, secondo i codici più espliciti del rap contemporaneo.

È una trasformazione che spiazza. Quasi impossibile, per molti, riconoscere nel performer di oggi il giovane dirigente di ieri. Due immagini lontanissime, quasi inconciliabili: da una parte il manager rigoroso, dall’altra l’artista che gioca con eccesso, provocazione e libertà espressiva. Eppure non si tratta di una parentesi né di un travestimento. È una scelta. Netta. Consapevole. Una deviazione rispetto a una traiettoria che sembrava già tracciata e che nessuno avrebbe immaginato potesse cambiare così drasticamente.

Nel frattempo, il gruppo che Rotelli ha contribuito a far crescere continua il suo percorso. La gestione operativa resta nelle mani del fratello Marco, affiancato da Kamel Ghribi, impegnato soprattutto sul fronte internazionale. Alla guida dell’università è stata chiamata una figura istituzionale di primo piano, l’ex ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Resta così una storia difficile da incasellare. Quella di un uomo che, arrivato al vertice di uno dei settori più strategici del Paese, ha deciso di voltare pagina. Senza mezze misure. Senza gradualità. Una storia che sorprende perché sembra impossibile. E che invece è reale. Perché a volte cambiare vita non è solo un’idea: è una scelta che, contro ogni aspettativa, può diventare realtà.