Dalle rotte della speranza al Modello Riace: all’UniCal confronto su migrazioni e accoglienza
Al centro dell’incontro l’esperienza di accoglienza diffusa sviluppata nel borgo calabrese, divenuta negli anni un punto di riferimento nel dibattito internazionale
Un’occasione di riflessione e dibattito sul fenomeno migratorio e sulle sue ricadute sociali, culturali ed economiche si terrà mercoledì 13 maggio alle 15, presso la sala stampa dell’Università della Calabria. L’evento, dal titolo “Dalle rotte della speranza al Modello Riace: migrazioni, accoglienza e trasformazioni sociali nella storia della Calabria”, si propone di analizzare uno dei temi più rilevanti del nostro tempo attraverso prospettive accademiche, istituzionali e testimonianze dirette. Al centro dell’incontro, il cosiddetto “Modello Riace”, esperienza di accoglienza diffusa sviluppata nel borgo calabrese di Riace, divenuta negli anni un punto di riferimento nel dibattito internazionale sulle politiche migratorie e sull’integrazione.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Franco Rubino, direttore del Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche dell’Università della Calabria. La moderazione sarà affidata a Tullio Romita, presidente del Corso di Laurea in Scienze del Turismo e dei Servizi Turistici. La sessione introduttiva vedrà gli interventi di Elia Fiorenza, che approfondirà le dinamiche storiche delle migrazioni in Calabria, e di Andrea Daqua, che analizzerà gli aspetti giuridici e narrativi legati alla vicenda del Modello Riace.
Momento centrale dell’incontro sarà l’intervento di Mimmo Lucano, figura simbolo dell’esperienza riacese, che offrirà una riflessione sul tema “Modello Riace: leadership, visione e pratiche di accoglienza”, portando la sua testimonianza diretta sulle sfide e le opportunità dell’integrazione. Prevista anche la presenza di monsignor Giovanni Checchinato, Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano, con un intervento volto a sottolineare il valore umano e sociale dell’accoglienza. Per Fiorenza «L’iniziativa ha l’obiettivo di promuovere una conoscenza critica e approfondita dei fenomeni migratori, valorizzando esperienze territoriali capaci di generare innovazione sociale». Attraverso il confronto tra studiosi, istituzioni e protagonisti diretti, l’evento mira a offrire strumenti di comprensione utili per interpretare le trasformazioni in atto e per immaginare modelli sostenibili di convivenza e sviluppo.