Di Battista ricoverato a Cuba, la testimonianza di chi ci è già passato: «Un medico venne dall’Italia e l’assicurazione organizzò il mio rientro»
Il collaboratore satirico di LaC News24 Enzo Filia racconta l’incidente di 15 anni fa a Trinidad, le due fratture vertebrali, le cure ricevute all’Avana e il complesso trasferimento in Italia coperto dalla polizza sanitaria
Quindici anni fa si trovava anche lui a Cuba quando un incidente lo costrinse a un ricovero d’urgenza e, successivamente, a un complesso rientro sanitario in Italia. Enzo Filia, collaboratore satirico di LaC News24, racconta oggi quella esperienza dopo aver seguito la vicenda di Alessandro Di Battista, ricoverato all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana e pronto a rientrare in Italia venerdì.
Ecco la sua testimonianza
Alessandro Di Battista rientrerà in Italia venerdì con mezzi propri, come un normale cittadino e non come un privilegiato della casta. Lo affermo perché anch’io, 15 anni fa, ho usufruito dello stesso tipo di servizio e ho vissuto un’esperienza simile, naturalmente con i dovuti distinguo.
L’incidente a Trinidad e le cure a Cuba
Una rovinosa caduta mi provocò due fratture vertebrali. Mi trovavo a Trinidad, a meno di un’ora da Santa Clara, dove si trovava Di Battista.
Fui soccorso tempestivamente in ambulanza, ricevetti le prime cure in una clinica del posto e il giorno successivo venni trasferito all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana, lo stesso nel quale è stato ricoverato Alessandro.
Ricordo ancora la mia sorpresa nel constatare la competenza, l’empatia e l’organizzazione dei medici e di tutto il personale sanitario. A poche ore dal ricovero sapevo già tutto delle mie condizioni: mi avevano sottoposto a tutti gli esami strumentali necessari, compresa una risonanza magnetica aperta, dopo che avevo riferito di soffrire di claustrofobia.
Mi comunicarono che avrei dovuto sottopormi a un intervento chirurgico per stabilizzare la colonna vertebrale e che avrei potuto farlo direttamente lì.
Preferii però tornare in Italia. Avvertii la mia assicurazione, Europ Assistance – che non finirò mai di ringraziare – e da quel momento si occuparono di tutto.
Il rientro in Italia organizzato dall’assicurazione
Dall’Italia arrivò un medico con tutto l’equipaggiamento necessario per il mio trasporto: ero immobilizzato e non riuscivo a camminare. Insieme ai medici cubani organizzò il mio rientro in Italia.
Dopo qualche giorno riuscimmo a partire. Non essendoci voli diretti disponibili, fu necessario fare scalo a Parigi. Il trasferimento era reso ancora più complicato dal fatto che bisognava togliere alcuni posti dagli aerei per ricavare lo spazio necessario per me e per il medico che mi accompagnava.
Furono necessari tre voli: L’Avana-Parigi, Parigi-Roma e Roma-Lamezia.
Il medico terminò il suo compito soltanto quando fui ricoverato all’ospedale di Lamezia Terme, quello più vicino al luogo in cui abitavo.
Al netto delle polemiche, questa mia testimonianza vuole soltanto chiarire un aspetto: l’arrivo di medici dall’Italia a Cuba e l’organizzazione del rientro di Alessandro Di Battista rientrano tra i servizi che normalmente può garantire un’assicurazione sanitaria stipulata prima della partenza.
Rifiutare il volo di Stato rientra, naturalmente, nella filosofia di chi si è sempre battuto contro i privilegi della classe dirigente e della cosiddetta «casta».