Dissesto idrogeologico, Regione e università calabresi fanno fronte comune. Mancuso: «Serve un masterplan»
Il vicepresidente della Regione incontra i rettori di Unical, Magna Graecia e Mediterranea. In arrivo una convenzione per studiare frane, alluvioni ed erosione costiera con approccio scientifico integrato
La Regione Calabria punta a costruire un’alleanza stabile con il mondo universitario per affrontare una delle emergenze più delicate del territorio: il dissesto idrogeologico. Un percorso che mira a mettere insieme competenze scientifiche, pianificazione istituzionale e capacità operative per elaborare strategie condivise contro frane, alluvioni ed erosione costiera, fenomeni che negli ultimi anni hanno colpito duramente numerose aree della regione. È questo l’obiettivo dell’incontro promosso alla Cittadella regionale dal vicepresidente della Regione e assessore ai Lavori pubblici e alla Difesa del suolo, Filippo Mancuso, con i rettori delle tre università calabresi.
Mancuso spiega che «l’azione nasce dall’esigenza di delineare azioni e obiettivi univoci in modo che le Istituzioni possano operare nella stessa direzione, evitando così danni al patrimonio ambientale e al tessuto strutturale e infrastrutturale, nonché significative ricadute socioeconomiche sulle comunità locali».
«L’intento – aggiunge Mancuso – è quello di addivenire ad una stretta collaborazione tale che possa esaminare l’evoluzione del territorio, analizzare la risposta dello stesso alle sollecitazioni dovute ai cambiamenti climatici e agli eventi eccezionali e formulare un masterplan che possa tenere conto della resilienza del territorio, della sostenibilità degli interventi necessari alla protezione delle coste e del loro inserimento anche nel contesto normativo che è in continua evoluzione».
Il vicepresidente ha ringraziato i Rettori Gianluigi Greco dell’Università della Calabria di Cosenza, Giovanni Cuda dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e Giuseppe Zimbalatti dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria «per la loro pronta disponibilità ad aderire all’iniziativa proposta, rendendosi da subito parte attiva per la sottoscrizione di una specifica convenzione».
«Sono fermamente convinto – rimarca il vicepresidente Mancuso – che un approccio integrato che coniughi le competenze tecnico-operative degli uffici con il contributo scientifico e la capacità di ricerca delle Università, costituisca una leva fondamentale per l’elaborazione di strategie efficaci di prevenzione, pianificazione e intervento. La valorizzazione delle eccellenze accademiche presenti sul territorio regionale rappresenta, in questo senso, una scelta non soltanto opportuna ma necessaria».