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14/04/2026 ore 17.08
Attualità

«Distruggeranno la nostra casa per la nuova 106, qui c’è la nostra vita»: il disperato appello di una famiglia catanzarese

Cesarina Chiarelli, 67 anni, vive ad Andali da ormai da 51 anni e ai nostri microfoni racconta il dramma che sta vivendo la sua famiglia. Abitazione e azienda saranno demolite per far posto alla nuova strada: «Lo scorso anno abbiamo compiuto 50 anni di matrimonio ma non abbiamo festeggiato nulla perché Anas ci ha fatto il regalo»

di Luana Costa

«Sono cresciuta qui vicino in una baracca, io insieme a sette fratelli e sorelle fino a quando mi sono sposata. Vivo qui da 51 anni». Inizia così il racconto di Cesarina Chiarelli, 67 anni, proprietaria insieme al marito Eliodoro Maressa, 73 anni, della casa che ad Andali verrà distrutta a breve per far spazio al passaggio della nuova statale 106.

Casa e azienda abbattute per far spazio alla nuova 106, la disperazione di una famiglia: «Perderemo tutto, non dormiamo più la notte»

Dopo molti indugi ha deciso di raccontare la storia dal suo punto di vista. Il punto di vista di chi, nata sul finire degli anni ‘50 nell’entroterra catanzarese, non ha vissuto una infanzia agiata e la condizione di attuale benessere l’ha ottenuta, insieme al marito Eliodoro, a costo di molti sacrifici. «Lo scorso anno abbiamo compiuto cinquant’anni di matrimonio ma non abbiamo festeggiato nulla perché Anas ci ha fatto il regalo: ci distrugge la casa, l’azienda, tutto! Dove andiamo? Questa è la nostra casa e la nostra vita. Qui abbiamo trascorso momenti belli e momenti brutti però è qui che vogliamo stare».

Ad inizio aprile in contrada Vescovo ad Andali sono tornati i tecnici di Anas. La famiglia nutriva ancora la speranza di riuscire a spostare il tracciato, anche di pochi metri, per mettere in salvo abitazione e azienda.

«Ci hanno comunicato che lo spostamento della strada purtroppo non è possibile e che demoliranno tutto. L’ennesima delusione» spiega Emanuela Maressa, figlia di Cesarina e Eliodoro. «Secondo quanto ci hanno riferito i tecnici di Anas una soluzione alternativa non è realizzabile per l’esistenza di vincoli legati alla presenza di un fiume che scorre a circa 200 metri da casa. Non hanno ottenuto l’autorizzazione dall’autorità di bacino».

L’avvio dei cantieri si annuncia imminente. Anas ha comunicato alla famiglia di individuare una nuova area dove poter ricostruire la casa. «Ma non è facile, perché non si tratta di un appartamento» aggiunge Emanuela. La madre, Cesarina, lancia un nuovo appello alle istituzioni: «Al presidente della Regione e al ministro Salvini che ci aiutino. Non si può distruggere una famiglia per il passaggio di una strada, siamo felici per la nuova 106 ma non sopra casa nostra. Abbiamo fatto tanti sacrifici, non ci sono soldi che possano ripagarli. Nemmeno per 10 milioni di euro, noi vogliamo solo la nostra vita, la nostra casa».